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Meningite Mediatica

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Meningite Mediatica

e Vaccinazione Mediatica

Su tutti gli organi di stampa e canali comunicativi (radio,TV, WEB) si fa un gran parlare dell’ultimo caso di meningite. L’effetto mediatico ha generato (inevitabilmente) ansie e preoccupazioni nella popolazione che pensa di essere all’inizio di una epidemia.  Non è una novità: vengono “rifritte” le solite notizie, con le precauzioni da attuare e c’è l’impennata alla vaccinazione. E come medici la risposta a parenti, amici e conoscenti diventa un dejà vu, con la documentazione (dati, esperienza, …) accumulata nel tempo, perché prima o poi la domanda arriva e la documentazione a controprova del nostro parere conferma (e aumenta) la nostra credibilità.

Il fascino sta anche nella scelta del nome: MENINGOCOCCO (quindi) MENINGITE. Ma noi sanitari sappiamo che è un assioma non corretto, che la patologia è sovradimensionata nella percezione della popolazione (nell’ultimo decennio si viaggia stabilmente attorno ai 200 casi/anno). Spetta a noi fornire una informazione imparziale e corretta; ed è quanto si attendono.

Ma nel caso del meningococco l’epidemia è “mediatica” e quindi bisogna combatterla con mezzi mediatici, meglio se di fonte autorevole: bisogna rivolgersi alla comunicazione con l’adozione di “vaccini mediatici”. Benvenuto quindi (finalmente) al vademecum (Ministero della Salute, Aifa e Iss) “meningite: cosa c’è da sapere”. Nel documento si ribadisce che attualmente non c’è un’epidemia di meningite in Italia. La diffusione della meningite in generale è bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni e l’andamento dei casi riscontrati rispecchia questo trend.

Il vademecum sottolinea alcune notizie essenziali. I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età. Il vaccino pertanto va somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate e a rischio per mantenere alta la protezione individuale e collettiva dalla malattia. Nel caso di soggetti adulti sani la vaccinazione non è necessaria, ma può essere utile. È importante seguire il calendario vaccinale e consultare sempre il proprio medico in merito all’opportunità ed alle tempistiche delle vaccinazioni. 

Dieci anni fa si dicevano le stesse cose (solo il meningococco B ha da poco il vaccino) ed alcuni di noi proprio nel 2007 tenevano i loro primi corsi sull’argomento: anche se oramai la valenza delle diapositive è principalmente storica, ci ha fatto piacere (e speriamo valga anche per i lettori) riproporle come flip-book, chiedendo venia per la qualità grafica. 

 

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Giovanni Casiraghi

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