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Dalla parte di Jenner

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Dalla parte di Jenner

Le vaccinazioni 

sono, prima di tutto, un problema culturale e come tale va affrontato: quindi con una adeguata preparazione. Da tempo però non è più così. L’umanità deve molto ad Edward Jenner, medico di campagna, nato a Berkeley (Inghilterra) nel 1749. Con il suo metodo sperimentale, che non esitò ad applicare sui suoi stessi figli (n.d.r.), salvò il mondo dal vaiolo ed aprì la strada agli studi immunologici. La parola ‘vaccino‘, ai tempi di Jenner, indicava il vaiolo che attaccava le mandrie (vaccino, nel senso latino “di vacca”). Da quel momento in poi è stato esteso a qualsiasi sostanza in grado di impedire lo sviluppo di una malattia grazie alla immunità indotta (immunizzazione attiva). I vaccini sono, nella storia della medicina, gli interventi più efficaci mai resi disponibili per l’uomo.

Le malattie combattute con le vaccinazioni sono oramai delle rarità, mancano di “esperienza diretta” (per fortuna) e sono diventate per la popolazione degli ologrammi che non fanno più paura, vengono vissute come esagerazioni da parte dei sanitari. E’ saltato in molti casi il rapporto fiduciario: la vaccinazione viene vissuta come un’imposizione per favorire le ditte produttrici e non il paziente. Si fa pericolosamente strada, nell’opinione pubblica, la falsa percezione che i vaccini siano superflui, inutili o addirittura dannosi: la “Teoria del Complotto” si sta radicando grazie anche alla pervasiva attività dei movimenti anti-vaccinazioni.

E non è un problema solo di casa nostra. Il 27 Dicembre u.s. su Medscape.com un editoriale ricostruisce in maniera critica i 5 miti o pseudo-certezze che alimentano la mis-conoscenza e le paure della collettività americana: 1) i vaccini non servono più; 2) causano Autismo; 3) inducono malattie auto-immuni; 4) nascondono solo interessi economici (i.e. il vaccino anti-influenza!); 5) non dovrebbero mai essere utilizzati in gravidanza.

Molti hanno le loro responsabilità. La magistratura: avvalendosi dell’operato di consulenti tecnici di dubbia expertise, non è stata estranea a sentenze che hanno lasciato interdetto il mondo scientifico. Un esempio: la sentenza del Tribunale di Rimini del 2015, ribaltata poi dalla Corte d’Appello di Bologna, che associò la vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia alla Sindrome di Kanner/Autismo. I media: per audience non badano alle cose che vengono dette, riportando così informazioni inattendibili, che ascoltate da quei settori della società più fragili (ambienti sociali meno protetti) e più suscettibili alle malattie, inducono solo un danno maggiore, fornendo nozioni sbagliate.

Problemi quindi di comunicazione (ossia di Risk Communication) tali da richiedere un “counselling” mirato, per combattere la disinformazione sul tema. La sottovalutazione del pericolo rappresentato dalle malattie infettive, da parte dei singoli, ha portato all’abbassamento della copertura vaccinale nella popolazione, con la perdita dell’effetto gregge che proteggeva i più deboli o quelli che non potevano vaccinarsi. Le epidemie, di cui si è persa la memoria collettiva, sono purtroppo dietro l’angolo.

“Siamo di fronte ad un quadro preoccupante in cui la scienza medica e la politica devono reagire insieme, a tutela della collettività. Occorre muoversi non solo sul piano del richiamo ai risultati veri e concreti della medicina ma anche rivolgersi allimmaginario collettivo, per superare l’endemico disinteresse per la scienza che, per inciso, si manifesta anche con il sottofinanziamento sanitario”.

Per questo FNOMCeO, nel documento condiviso e approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale della Federazione, persegue lo scopo di invertire un quadro che negli ultimi anni ha visto un calo progressivo delle vaccinazioni. Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico potrà sconsigliare un intervento vaccinale. Ribadisce però che “Il consiglio di non vaccinarsi, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”. In sostanza chi esce dal seminato potrebbe rischiare le sanzioni previste dal Codice deontologico, che comportano anche la radiazione dall’Albo.

La FNOMCeO da che parte sta? La risposta è senza esitazioni: “Noi stiamo dalla parte dei vaccini”. Per la Federazione i “vaccini sono tra i farmaci più severamente controllati e garantiti riguardo ai profili di sicurezza, proprio perché predisposti alla somministrazione di massa di popolazioni sane o potenzialmente fragili, come i neonati e gli anziani”.

Siamo alla “chiamata alle “armi”. Conosciamo il rischio vaccinale, ma proprio perché conosciamo anche le malattie, non possiamo che rinforzare il concetto: siamo “dalla parte di Jenner”. 

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Ienner per testo.puro

 

BIBLIOWEB:

PDF allegati:

  • Calendario vaccinale per la vita – 2016
  • SIP – Vaccini, ecco i falsi miti
  • Teamvax Italia – Carta italiana vaccinazioni
  • FNOMCeO Documento sui vaccini
  • AIFA – NICE pro vaccini
  • Pediatri e vaccinazioni
  • Corte di Cassazione Civile: Sentenza n 12427/16 – Nessun nesso tra vaccino e autismo

 

Link utili:

   In allegato la Documentazione relativa in formato PDF

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Sandro Pierdomenico

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