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Lo strano caso della tenia assassina

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Lo strano caso della tenia assassina

Come nei migliori “gialli”, la storia si svolge in Colombia, e dove se non a Medellin? Un paziente quarantenne con infezione da HIV è ricoverato nel gennaio del 2013 presso la Clinica Universitaria Bolivariana di Medellin per febbre, tosse persistente, calo ponderale.
Ma a questo punto cambia lo scenario, siamo di fronte ad una presenza aliena, metastasi di un tumore originato da un parassita, e non è fantamedicina.

Stiamo leggendo il numero di novembre del New England Journal of Medicine che riporta l’esperienza del collega Carlos Agudelo, che ha capito di non trovarsi di fronte ad una comune polmonite, ma ad un “caso più unico che raro”.

Gli esami radiologici scoprono grosse masse sospette a livello di polmoni, fegato, surreni e dei linfonodi cervicali, mediastinici e addominali.
Si impone una biopsia (linfonodo cervicale ed una core-needle biopsy polmonare) e i risultati evidenziano un tumore.
Ma quelle cellule tumorali sono molto differenti dalle normali tumorali, ed in effetti non sono umane.
Che fosse un tumore o meglio delle metastasi nessun dubbio ma quelle cellule, dieci volte più piccole di quelle di qualsiasi tumore umano noto, appartenevano a qualcun altro, non erano sicuramente del paziente.

Ci sono voluti tre anni ed i Centers for Disease Control statunitensi per venire a capo della questione,  ma alla fine è stato identificato l’alieno che aveva sparato le metastasi del suo tumore in giro per l’ospite: i ‘nidi’ di cellule indifferenziate evidenziati alla biopsia polmonare e linfonodali sono risultati appartenere all’Hymenolepis nana, un parassita che finora tutti ignoravano potesse ammalarsi di tumore.
E la sorpresa è stata veramente grande.

A venire in aiuto è stata l’analisi del DNA attraverso la polymerase-chain-reaction che ha permesso di scoprire che il DNA delle cellule misteriose era quello dell’Hymenolepis nana.
Questo DNA presentava inoltre delle varianti genomiche compatibili con le mutazioni tipiche del cancro.
Il paziente presentava uova di H. nana e cisti di Blastocystis hominis nelle feci, è stato trattato empiricamente con albendazolo ed è stato reintrodotto il trattamento antiretrovirale (senza beneficio).
Le lesioni negli organi parenchimali rimanevano stabili, quelle linfonodali hanno continuato ad aumentare di numero e di volume (fino a 5 cm).
Il paziente, in trattamento con tenofovir e amfotericina B (per istoplasmosi) ha sviluppato un’insufficienza renale acuta.
Psicologicamente stremato dalla malattia e dai lunghi mesi trascorsi in ospedale, rifiutava l’ emodialisi ed moriva di lì a poco.
Tre giorni prima del decesso ha ricevuto la diagnosi della sua misteriosa malattia e ha dato il consenso alla pubblicazione del suo caso e a proseguire le ricerche.

L’invasione dei tessuti umani da parte di cellule di tenia geneticamente alterate, proliferanti e anomale rappresenta un nuovo meccanismo di malattia che collega le infezioni al tumore.
La proliferazione del parassita in quest’ospite immunocompromesso può aver consentito l’accumulo di mutazioni somatiche nella popolazione di cellule staminali dell’H. nana, portando infine alla trasformazione maligna.

Fino a questa comunicazione, non erano mai stati osservati casi di alterazione dell’architettura tessutale in senso tumorale del parassita, né era noto che i parassiti multicellulari come le tenie potessero sviluppare tumori.
Le alterazioni genomiche del tessuto tumorale ‘alieno’ di questo paziente erano compatibili con quelle di altri tumori dei mammiferi (mutazioni deleterie dei geni mitocondriali, riarrangiamenti genomici complessi, mutazioni inserzionali prevalentemente intrageniche).

I parassiti multicellulari che vivono all’interno dei tessuti dell’ospite possiedono dei meccanismi che consentono loro di invadere i tessuti e di sfuggire al sistema immunitario; gli stessi meccanismi potrebbero essere utilizzati in caso di trasformazione maligna all’interno dell’ospite.
Il caso presenta interessanti spunti per la ricerca dei meccanismi che consentono al tumore di invadere i tessuti e dare metastasi a distanza.

La comunicazione, anche a livello scientifico, cambia: oltre al “classico articolo” a cui si rimanda, il New England Journal of Medicine, fornisce un veloce filmato/cartone animato che riassume il caso.

Hymenolepis nana è un parassita molto più piccolo della tenia che infesta almeno 72 milioni di persone nel mondo (in alcune aree un bambino su 4).
Lungo al massimo 4 cm, molto sottile, può essere scambiato con gli ascaridi, responsabili di comuni parassitosi specie nei bambini.
Le infestazioni da ‘tenia nana’, anch’esse a trasmissione oro-fecale, possono essere completamente asintomatiche o dare nausea, astenia, perdita di appetito, diarrea e dolori addominali.
Nei bambini possono causare forte mal di testa, prurito anale e disturbare il riposo notturno.
La diagnosi viene posta attraverso l’esame parassitologico delle feci, che permette di evidenziare le uova del parassita.
Il trattamento si basa sulla somministrazione di praziquantel.

BIBLIOWEB:

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1505892

A. Muehlenbachs, J. Bhatnagae, C.Agudelo, A.Hidron M.L. Eberhard, B.A Mathison, M.A. Frace, A. Ito, M.G. Metcalfe, D.C. Rollin, G.S. Visvesvara, C.D. Pham, T.L. Jones, P.W. Greer, A. Vélez Hoyos, P.D. Olson L.R. Diazgranados, S.H. Zaki – Malignant Transformation of Hymenolepis nana in a Human Host – N Engl J Med 2015; 373:1845-1852



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Giovanni Casiraghi

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