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Linee guida 9.0 per Hiv

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Linee guida 9.0 per Hiv

Al congresso europeo le nuove LG basate su nuove prove scientifiche

Basta distinzioni territoriali. In tutta Europa, per aumentare il livello delle cure del Hiv, l’imperativo è la visione “d’insieme” della malattia ed è anche uno dei principali obiettivi della versione 9.0 delle nuove Linee Guida, per il trattamento dell’infezione tra la popolazione adulta, redatta dal “European Aids Clinical Society”, EACS. Basate sulle più recenti e innovative prove scientifiche, le Linee Guida sono state presentate al 16° European Aids Conference, tenutosi a Milano in ottobre.

Obiettivo delle Linee Guida è la “completezza”  di tipo “user friendly”. Sono basate sull’evidenza (se disponibile) e sul parere di esperti, nei rari casi in cui non siano utilizzabili prove adeguate. Target del EACS è fornire “una base eccellente” per  la diagnosi e la gestione dell’infezione da HIV e delle relative co-infezioni, malattie opportunistiche e comorbidità, che ancora richiedono uno sforzo multidisciplinare. 

Il miglioramento delle terapie antiretrovirali e la possibilità, per le persone affette da Hiv, di raggiungere un’età più avanzata, evidenziano i disturbi e le malattie secondarie. Nuove prove scientifiche hanno reso possibile la redazione di questa edizione delle LG, con una visione “gender oriented”, al femminile, soprattutto in relazione ai farmaci che vengono raccomandati durante la gravidanza e per i quali è necessario un monitoraggio particolare.

Affrontare l’aumento del rischio per  comorbidità ha portato ad includere le raccomandazioni per la malattia polmonare cronica, il trapianto di organo solido e la steatoepatite non alcolica. L’eradicazione della co-infezione da Hcv, nelle persone che vivono con Hiv, è ormai un obiettivo raggiungibile. Le Linee Guida 9.0 comprendono nuove strategie per la prevenzione ed il trattamento della meningite criptococcica (per indisponibità di flucitosina) ed i  nuovi approcci per il trattamento della tubercolosi (innovativa combinazione, che abbrevia la terapia includendo la tubercolosi Mdr/Xdr).

Ma veniamo all’Italia. Nel 2016 sono state rilevate 3.451 nuove diagnosi. Tredicesima in Europa, ex-aequo con  la Grecia. Il numero potrebbe aumentare, nei prossimi anni, a causa del ritardo di notifica, pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti. A darne notizia è il Coa, Centro operativo Aids del ISS, che ha pubblicato, sul notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, la situazione dei casi al 31 dicembre 2016.

Va peggio nel Lazio, Marche e Toscana.   Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016, spiega la sintesi del rapporto,  erano maschi nel 76,9% dei casi. L’età mediana è risultata di 39 anni per i maschi e di 36 per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (14,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti). In questa fascia di età l’incidenza nei maschi è di 21,8 e nelle femmine di 7,5 casi per 100.000. Tuttavia, l’andamento dell’incidenza, sempre in questa fascia di età, appare stabile nel tempo.

Nel 2016, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano  il 85,6% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 47,6%; MSM 38,0%). Nel 2016, il 35,8% delle persone con una nuova diagnosi di HIV era di nazionalità estera. Tra gli stranieri il 65,5% di casi era costituito da eterosessuali (eterosessuali femmine 34,9%; eterosessuali maschi 30,6%). Il 36,9% delle persone, con una nuova diagnosi di infezione da HIV, è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL ed il 55,6%, con un numero inferiore a 350 cell/μL.

Nel 2016, conclude la sintesi del rapporto, circa il 22% delle persone diagnosticate con AIDS aveva eseguito una terapia antiretrovirale, prima della diagnosi di AIDS. Fattore principale  è la consapevolezza della propria sieropositività: nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS, che ignorava la propria sieropositività e che ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi (dal 20,5% del 1996 al 76,3% del 2016). 

BIBLIOWEB:

Linee Guida per il trattamento degli adulti con infezione da Hiv, European Aids Clinical Society, Eacs. Vers. 9.0  http://www.eacsociety.org/guidelines/eacs-guidelines/eacs-guidelines.html
Supplemento del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2016 – Vol.30 n.9, suppl. 1-2017 (in allegato PDF)

 “HIV in Italia: 1 dicembre 2017″ – Giovanni Rezza, ISS (PDF-FlipBook)

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 “Linee Guida EACS – European Aids Clinical Society / Notiziario ISS” (PDF)

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Antonio Conti

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