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Non si uccidono così anche i cavalli?

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Non si uccidono così anche i cavalli?

Burnout e malattie cardiache. Lo studio ESC

Èfacile dire salviamo la sanità pubblica, dopo che per anni sono state attuate politiche sciagurate, che hanno creato la grave carenza di specialisti e la fuga di molti medici e sanitari. Per raccontare cosa è successo (e quel che continua a succedere) ci si può rifare anche ad un film.

Non si uccidono così anche i cavalli? They Shoot Horses, Don’t They?”- è un film del 1969, con il primato di aver ottenuto il maggior numero di nomination (9) all’Oscar del 1970, diretto da Sydney Pollack, con Jane Fonda e Michael Sarrazin. E’ ambientato nel periodo della grande depressione. Fotografava un crudele spettacolo di quell’epoca, quello delle maratone di ballo.

La protagonista (Gloria) durante lo sfinimento della partecipazione alla gara, scopre che il premio finale è in realtà un’autentica truffa (i vincitori devono rifondere le spese sostenute dall’organizzazione per mantenerli durante quelle settimane) e, avendo capito d’avere subito l’ennesima sconfitta dalla vita, decide non solo di ritirarsi dalla gara, ma di farla finita con un mondo che le ha offerto solo sofferenze e infelicità e tenta di spararsi.

Per quest’ultimo gesto di sfida, ricorre all’aiuto di Robert, a cui chiede di premere il grilletto per lei. Mentre Robert viene arrestato, processato e condotto in prigione, nella sala da ballo la maratona prosegue, come nulla fosse accaduto, con quattro coppie ancora in gara.

Sono evidenti i parallelismi con molte organizzazioni sanitarie ove assistiamo all’esplosione delle diverse forme di burnout, in professionisti umiliati spesso da meccanismi di budget obsoleti e farraginosi, che non colgono il segno sulla sostanza vera del lavoro: la “produzione di salute” e la “cura”. Il servizio sanitario nazionale è un bene preziosissimo, fatto da persone altrettanto preziose. Se perdiamo loro perdiamo tutto. Si perde il cuore dell’assistenza.

Mia nonna, in stile verghiano, direbbe: “…quando il padrone proclamò ai quattro venti di essere riuscito far lavorare il somaro (n.b.: animale da “soma”, da carico) con la sola acqua, risparmiando sul fieno, l’animale morì!”

Un ex direttore generale (Giorgio Simon, Pordenone), in una recente lettera ad un giornale on-line, riconosce che “…è un po’ anche colpa nostra. Troppo spesso abbiamo pensato di essere i capi assoluti delle aziende che abbiamo governato”. Siamo arrivati dicendo “adesso vi insegno io cos’è un’azienda” e abbiamo innescato cambiamenti organizzativi inutili, costosi e poco condivisi, solo per manifestate la nostra esistenza.

Il moltiplicarsi delle notizie di medici che lasciano il servizio sanitario nazionale è indice di dissociazione da quello che è il “mantra” dell’aziendalizzazione selvaggia. Non sempre ci rendiamo conto che trattiamo di una delle realtà migliori che si possano dirigere, fatta da professionisti altamente qualificati, motivati ed a volte entusiasti del proprio lavoro. La struttura sanitaria è un’azienda in cui la quota di “intelligenza e competenza” non ha paragoni in altre organizzazioni pubbliche (e private) di tali dimensioni.

Il grido di dolore e di allarme che arriva da queste dimissioni richiede una terapia d’urto e urgente. È necessaria un’organizzazione ad alta valenza professionale e tecnica. Non si può più tollerare che ogni tre anni un direttore arrivi a rovesciare tutto, quando poi le uniche riforme consistono nel ridisegnare i confini della aziende o il numero delle strutture complesse. Un percorso “lacrime e sangue” per i dipendenti, senza premi o considerazione. È una ricetta perfetta per il burnout.

Una importante conferma arriva dalla “European Society of Cardiology” (ESC), con uno studio condotto su 11 mila soggetti a rischio condotta per 25 anni. L’analisi dei dati dimostra (per la prima volta), l’associazione tra burnout e patologie cardiache. In particolare, esiste un aumento del 20% del rischio di fibrillazione atriale. In più, i ricercatori individuano che sono frequenti disturbi del ritmo cardiaco, potenzialmente mortali, come aritmie, ictus e infarto Lo stress sul lavoro prolungato e continuativo (o semplicemente lavoro-correlato, come parla la 81/2008), quindi, può avere serie conseguenze non solo di natura psichica ma anche fisica.

La Sindrome risulta sempre più diffusa. E’ stata individuata anche dal “OMS” e colpisce in particolar modo le “helping profession”, avendo come capofila i medici e gli operatori sanitari. In testa alla classifica, secondo la European General Practice Research Network sono proprio i medici italiani, colpiti da burnout. L’Italia è tra i Paesi europei con gli operatori sanitari più stressati: la sindrome colpisce il 90% dei colleghi di corsia.

In Sanità il burnout coinvolge più spesso le persone che lavorano nelle professioni di aiuto, come i medici e gli operatori sanitari (ma anche insegnanti, avvocati o poliziotti). I primi segni della sindrome sono la depersonalizzazione, la stanchezza cronica, la ridotta produttività, il cinismo e la sensazione di perdita di significato della propria attività.

Turni massacranti, eccessivo carico di lavoro, carenza di personale, mancata gratificazione, sono tra i fattori principali della Sindrome di burnout, complicata non a caso da problemi di alcolismo, depressione ed anche da suicidio. E’ fondamentale riconoscere i fattori di stress lavoro-correlato e le loro conseguenze per acquisire la consapevolezza della propria condizione e attivare un’azione legale, se necessario. Ne scorriamo alcuni più appariscenti.

Turni massacranti e eccessivo carico di lavoro. Giornate lunghe ed un eccessivo carico di lavoro, specie nel periodo notturno, inducono performance cognitive paragonabili a quelle che si hanno con un tasso alcolico di 0.4-0.5%. Aumentano, inoltre, il rischio di malattie cardiovascolari e si assiste ad un peggioramento oggettivo delle performance lavorative e, quindi, ad un incremento del rischio clinico. Per il 34% dei medici il lavoro è troppo e, alla lunga, diventa insostenibile.

Basso turnover. Reparti duplicati e gestione di un carico di pazienti aggiuntivo, per mancanza di personale, a cui spesso si uniscono inefficienze organizzative e gestionali del sistema.

Aumento delle incombenze burocratiche. Riduzione dell’autonomia del medico e del sanitario e aumento delle pratiche da sbrigare, spesso duplicate a seconda dei sistemi informativi e soprattutto accessorie, rispetto alla pratica medica. L’aumento delle attività burocratiche e amministrative viene percepito in modo estremamente negativo, da più del 59% dei medici.

Aspettative di salute. Risultano crescenti ed esagerate da parte dei pazienti, che arrivano dal medico con false convinzioni e informazioni, spesso trovate “online”. In seguito all’aumento delle denunce per mal-practice, il medico si trova a mettere in atto funzioni di medicina difensiva, che influiscono sul corretto e sereno esercizio della professione. E le aggressioni a sanitari dilatano il problema, lo acuiscono (“siamo sotto attacco”) e sono qui a provarcelo, quasi ogni giorno.

Se conoscere le malattie e curarle “è il nostro compito”, allora gridiamo: “medice cura te ipsum”!

BIBLIOWEB:

https://www.escardio.org/The-ESC/Press-Office/Press-releases/Burnout-linked-with-irregular-heartbeat
Garg P K, Claxton J’N S, Soliman E  Z, rt al. Associations of anger, vital exhaustion, anti-depressant use, and poor social ties with incident atrial fibrillation: The Atherosclerosis Risk in Communities Study – Journal of Preventive Cardiology. https://journals.sagepub.com
Diciamo NO alla Violenza http://newmicro.altervista.org/?p=6359
Stress & Aggressioni. Prevenzione d’Europa http://newmicro.altervista.org/?p=5710
Nurses by night http://newmicro.altervista.org/?p=5098
L’Ordine per noi http://newmicro.altervista.org/?p=4914
Violenza in sanità http://newmicro.altervista.org/?p=3975
Sicurezza sul lavoro in Sanità http://newmicro.altervista.org/?p=3411
Medici in fuga http://newmicro.altervista.org/?p=2110
Old Med http://newmicro.altervista.org/?p=2085
Non solo negli USA. Medice, cura te ipsum! http://newmicro.altervista.org/?p=1039
Privacy e lavoro: il nuovo vademecum http://amicimedlab.altervista.org/?p=6844
Il Lavoro ai tempi del Burn Out http://amicimedlab.altervista.org/?p=6136



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Sandro Pierdomenico

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