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Influenza. Raccomandazioni 2017-2018

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Influenza. Raccomandazioni 2017-2018

Come ogni autunno, eccoci a parlare di influenza. L’occasione viene fornita dalla circolare ministeriale ”Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017-2018” che in 19 pagine riassume quello “che dobbiamo sapere” sull’influenza, o meglio sui vaccini antinfluenzali. Ancor oggi è la patologia infettiva che più correla col concetto di pandemia ed immancabilmente ogni anno si tentano previsioni.

Del resto l’astrologia è stata la prima a tentare di definire la “malattia”: certo molto è cambiato dalla frase obscuri coeli influentia con cui i latini identificavano la causa dell’influenza (come per le maree) o con l’abbandono della consuetudine di dormire con il berretto in testa, come erano  pronti a garantire molte persone alla fine del 1800. Ancor oggi molti sono convinti che tende a manifestarsi in base al freddo, mentre sappiamo che correla con la diminuzione della vitamina D. La diffusione è notoriamente mondiale,  presente nei due emisferi, dove “viaggia” in modo alterno. Nonostante la maggior parte dei soggetti colpiti, si riprenda senza complicazioni, l’influenza può comportare morbilità e mortalità significative, negli anziani, nelle donne gravide, nei soggetti immunocompromessi ed in quelli affetti da determinate condizioni croniche.

La vaccinazione antinfluenzale è in grado di ridurre il numero di infezioni da virus tra gli anziani, ma non l’incidenza di malattie simil-influenzali. I dati del National Insitute for Public Health and the Environment (Bilthoven, Olanda) pubblicati dal Journal of Infectious Disease, confermano  che l’incidenza delle malattie simil-influenzali (due stagioni consecutive in Olanda) non risulta ridotta dalla vaccinazione contro l’influenza, mentre l’incidenza della “vera” influenza è risultata significativamente inferiore tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati.

Nell’ambito delle sindromi similinfluenzali, i microorganismi più comunemente isolati sono coronavirus, metapneumovirus umano, rinovirus, virus sinciziali respiratori e virus parainfluenzali.  Haemophilus influenzae è l’unica specie batterica rilevata (con significatività) tra i casi acuti simil-influenzali. A livello sintomatico, le malattie simil-influenzali possono mimare l’influenza, portando molte persone a mettere in discussione l’efficacia della vaccinazione e decidere dunque di non farla. A noi il compito di sostenere la vaccinazione come una strategia di prevenzione primaria, soprattutto tra gli anziani, utilizzando questi ed altri dati nella comunicazione medico-paziente.

Uno degli obiettivi delle raccomandazioni, per la stagione influenzale 2017-2018, del Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP), è di ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale annuale, di routine, per tutti i soggetti di età ≥ 6 mesi (MMWR – CDC). L’ACIP non esprime preferenze per tipi diversi di vaccini, tuttavia il vivo attenuato (live attenuated influenza vaccine, LAIV4) non è consigliato, a causa di preoccupazioni relative alla sua efficacia contro i virus  a H1N1 pdm09 riscontrata in stagioni precedenti.

Medici e operatori sanitari esprimono (a volte) le proprie riserve sulla base di un “effetto negativo” di vaccinazioni ripetute in gioventù, sull’efficacia del vaccino (VE), con il passare degli anni, soprattutto nei soggetti anziani (≥ 65 anni), a rischio di complicanze. Per risolvere questo aspetto, può essere utile conoscere lo studio pubblicato su BioMed Central che, attraverso una metanalisi di 20 articoli, ha analizzato la VE in soggetti vaccinati, sia nella stagione attuale sia nelle stagioni precedenti, rispetto al PSO (prior season only), arrivando alla conclusione che è la vaccinazione annuale quella che fornisce la massima protezione.

I dati presentati in occasione del Congresso del European Scientific Working Group on Influenza (ESWI) a Riga, indicano che il vaccino adiuvato produce una migliore risposta immunitaria contro l’influenza nella popolazione over 65, rispetto al vaccino non-adiuvato. Il vaccino “adiuvato”, cioè potenziato, irrobustisce la risposta immunitaria indotta dal virus influenzale inattivato, contenuto nel vaccino stesso.

Il laboratorio è sempre più coinvolto nella diagnosi: i nuovi test immunologici rapidi sono più accurati. Per la diagnosi dell’influenza A e B (bambini ed  adulti) risultano anche molto più sensibili dei classici test diagnostici rapidi (RITDs), i nuovi test immunologici digitali (DIA) ed i test rapidi di amplificazione dell’acido nucleico (NAAT). A dimostrarlo, la meta-analisi pubblicata sugli Annals of Internal Medicine del “gruppo canadese” della McGill University Health Center (Motreal Canada) coordinato da Papenburg. In 130 lavori sui RIDT tradizionali, in 19 sui DIA e 13 sui NAAT rapidi, è stata valutata l’ accuratezza diagnostica dei RIDT in commercio (evidenziano in meno di 30 minuti gli antigeni virali con saggi immunologici) e dei DIA e NAAT rapidi, per la diagnosi delle forme A e B in pazienti con sospetta influenza, rispetto alla polimerasi RT-PCR.

La sensibilità si è rilevata superiore nei bambini rispetto agli adulti, tranne che nei NAAT e solo per l’influenza A. Le RIDT tradizionali sono in fase di eliminazione, da parte di agenzie regolatorie come la FDA, proprio per la scarsa sensibilità, specialmente negli adulti. Ulteriori analisi cliniche e di costo-efficacia su DIA e NAAT dovrebbero aiutare a guidare le decisioni sull’applicazione dei test rapidi per l’influenza nella pratica clinica.

BIBLIOWEB:

Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017-2018 DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA Ufficio 5 Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale (in allegato)
Jackson MLChung JRJackson LAPhillips CHBenoit JMonto ASMartin ETBelongia EAMcLean HQGaglani MMurthy KZimmerman RNowalk MPFry AMFlannery B. Influenza Vaccine Effectiveness in the United States during the 2015-2016 Season. N Engl J Med. 2017 Aug 10;377(6):534-543. doi: 10.1056/NEJMoa1700153  DOI: 10.1056/NEJMoa1700153

L. A. Grohskopf; L. Z. Sokolow; K. R. Broder; E. B. Walter; J. S. Bresee; A. M. Fry; D, B. Jernigan. Prevention and Control of Seasonal Influenza with Vaccines: Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices — United States, 2017–18 Influenza Season Recommendations and Reports / August 25, 2017 / 66(2);1–20 https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/66/rr/rr6602a1.htm

L.C. Ramsay, S.A. Buchan, R.G. Stirling, B.J. Cowling, S. Feng, J.C. Kwong, B.F. Warshawsky. The impact of repeated vaccination on influenza vaccine effectiveness: a systematic review and meta-analysis BMC Medicine201715:159   https://doi.org/10.1186/s12916-017-0919-0

Conoscere l’influenza http://amicimedlab.altervista.org/?p=2725

Prevenzione e controllo dell’influenza:  raccomandazioni per la stagione 2017-2018 – Ministero della Salute (PDF-FlipBook)

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Romualdo Grande

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