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Chi ha paura delle zecche cattive?

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Chi ha paura delle zecche cattive?

Ogni anno, in primavera-estate, sempre più frequentemente vengono richieste informazioni/cure per morsi da zecche.
Le zecche sono in aumento anche per l’aumentare dei terreni incolti.
Il morso di zecca è indolore e nel 70% dei casi passa inosservato.
Se la zecca non è infetta non trasmette alcuna infezione per cui di norma non è consigliato l’uso preventivo dell’antibiotico se non compaiono manifestazioni cliniche.

La sorveglianza delle patologie a livello europeo è concretizzata dall’European Center for Disease Prevention and Control – ECDC, che si occupa tra l’altro anche dell’aspetto divulgativo.
Ciò è tanto più importante quando parliamo di malattie rare, con lo sconfinamento di specie, come nel caso di malattie legate al morso di zecche.
Lodevole l’iniziativa di tradurre il materiale divulgativo (prodotto dall’ ECDC), del Dipartimento di Prevenzione dell’ASUR Marche, Area Vasta 2 – Fabriano, in collaborazione con il Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute – Istituto Superiore di Sanità.

L’ECDC ha pubblicato un “communication toolkit” per supportare le autorità sanitarie pubbliche nell’ideazione di iniziative e programmi di prevenzione legati ai morsi di zecca.
I materiali del toolkit, sono stati studiati per diversi target (bambini, viaggiatori, persone che vivono in aree endemiche e operatori sanitari) con lo scopo di aumentare le conoscenze su questi parassiti, prevenirne i morsi, riconoscere il loro habitat, identificarle e rimuoverle correttamente, e dare i suggerimenti descritti per le fasi successive al morso di zecca.

Ma cosa sono le zecche? Artropodi ectoparassiti, ematofagi obbligati, della classe degli Aracnidi, Ordine degli Acari.
Sono suddivise in due famiglie: Argasidae (Zecche Molli) e Ixodidae (Zecche Dure).
Il più comune in italia è Ixodes ricinus, il cui ciclo vitale si completa nell’arco di tre anni e può “ospitare” (Solo il 5%) Arbovirus, Ricketsia, Babesia, Ehrlichia, Tularemia, Borrelia.

IXODES – CICLO VITALE
La Larva ha sei zampe ed è appena visibile ad occhio nudo.
Si arrampicano sugli steli più bassi della vegetazione.
L’ospite è in genere un piccolo roditore o un’arvicola.
Dopo il pasto di sangue (2-3 giorni) il loro peso è aumentato di 10-20 volte.
Si lasciano cadere a terra ed iniziano lo sviluppo. Ninfa, otto zampe, 1,5-2 mm. Si sviluppa dalla larva dopo alcuni mesi, compie il pasto di sangue l’anno successivo (3-4gg).
L’ospite è di taglia maggiore (uccello, scoiattolo). E’ lo stadio più infettato da Borrelia &C. Adulto otto zampe. Maschio 3-4 mm. Femmina 4-5 mm., compie il pasto per circa 7 giorni, succhiando più di 5 ml. di sangue.
L’ospite è di grossa taglia (caprioli, animali domestici). Produce circa 2000 uova.

PATOLOGIE
Principalmente due: Borreliosi La più frequente e si basa sulle manifestazioni cliniche: Il test ( ricerca di anticorpi anti-borrelia) risulta ancora negativo nelle fasi precoci dell’infezione (4-6 settimane).
Manifestazioni della borreliosi: precoci e tardive.
Tra le prime l’eritema migrante (60-80% dei casi) e sintomi simil-influenzali ( febbre, cefalea, astenia, artro-mialgie migranti e intermittenti e linfoadenopatie).
Tardive: l’artrite (60% dei casi), la meningite o la polineurite (15% dei casi) e aritmie cardiache (4-8% dei casi).
L’infezione non conferisce un’immunità permanente: nei pazienti già trattati con antibioticoterapia persiste il rischio di reinfezione a seguito di un nuovo morso di zecca.

La TickeBorne encephalitis – TBE, meningoencefalite primaverile – è una rara patologia virale (flavivirus) piuttosto rara, prevalentemente da morso di zecca, a decorso medio grave (2% letale, 2,7% paralisi persistente, 33% sindrome postencefalica) caratteristica dell’arco alpino, è comune in Austria, Repubblica ceca, Slovacchia, Germania, Ungheria, Polonia, Svizzera, Russia, Ucraina, Croazia, Serbia.
E’ disponibile il vaccino per la prevenzione.

BIBLIOWEB:

www.ecdc.europa.eu

Opuscolo per i viaggiatori – EDEC

   In allegato la Documentazione relativa in formato PDF

Click per visualizzare la Documentazione



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Romualdo Grande

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