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Nipah c’è

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Nipah c’è

Nefaremmo volentieri a meno. Ma da fine Maggio in India, nello stato meridionale del Kerala, è emergenza: l’epidemia è causata non da Ebola ma da un altro virus, Nipah (Niv), con  Il bilancio delle vittime che ha superato i sedici decessi (8 giugno). I casi, diciotto infetti confermati, secondo il Dipartimento del Kerala di salute e benessere della famiglia, sono ricoverati in ospedale e messi in quarantena (gli ultimi due sono in fase di recupero). Il test di laboratorio specifico è stato effettuato su oltre di 230 persone.

Il virus prende il nome dalla località di Nipah (villaggio di Kampung Sungai Nipah), in Malesia, dove nel 1998/9 morirono 105 persone, per una “misteriosa infiammazione cerebrale”: le persone infettate furono 300. La causa venne individuata in un nuovo virus, ribattezzato appunto Nipah, che gli esseri umani avevano contratto dai maiali. Per arrestare la diffusione della malattia furono soppressi oltre un milione di maiali, individuati come serbatoio del virus: i primi casi di contagio riguardavano proprio gli allevatori di suini.

Ricerche successive chiarirono che l’ospite originario di Niv erano i pipistrelli della frutta, che avevano contagiato i maiali, facendo cadere cibo infetto nei porcili. La successiva epidemia in Bangladesh, nel 2004, confermò i pipistrelli frugivori come portatori del virus, dato che i pazienti avevano contratto il virus bevendo la linfa di una palma, infettata proprio da questi mammiferi volanti. Da allora si sono verificati focolai in India e Bangladesh  e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO), ha dichiarato il virus un problema di sanità pubblica. Forse il prossimo, preoccupante fenomeno, dopo Ebola.

Per WHO, il virus NIV è il responsabile di una grave zoonosi, infezione che si trasmette da animale ad essere umano. Può avere diverse manifestazioni cliniche, dalle forme asintomatiche a infezioni acute delle vie respiratorie, fino all’encefalite (in genere fatale). I sintomi iniziali del virus Nipah compaiono a 5-14 gg dall’esposizione e possono includere mal di testa e sonnolenza. I pazienti possono arrivare al coma in pochi giorni. Appartiene alla famiglia dei Paramyxoviridae, genere Henipavirus, insieme al virus Hendra.

La principale modalità di trasmissione, da individuo a individuo, è lo scambio di fluidi corporei (come per Ebola), ma il meccanismo ha un’efficienza più bassa (a differenza di Ebola). ll tasso di mortalità varia tra il 40% ed il 75%, range ampio, che varia in base alle capacità di reazione del Paese in cui si verifica il focolaio: fondamentale la prontezza nel  gestire l’epidemia e nell’assistere adeguatamente le persone infette.

Niv è considerato dal’Oms tra gli otto virus “prioritari” per lo sviluppo di un vaccino, accanto –  citando i più noti – ad Ebola e Zika. Gli esperti dell’Oms, infatti, lo ritengono “potenzialmente capace di causare un’emergenza di salute pubblica, in assenza di farmaci efficaci e/o di vaccini”. Per tale motivo l’Oms ha lanciato diversi appelli al mondo della ricerca e dell’industria farmaceutica, perché si impegnino a trovare una soluzione, nel più breve tempo possibile.

Anche se a dare davvero la spinta in questa direzione è stata principalmente la spaventosa epidemia di Ebola del 2014 (ed il focolaio del 2018 in Congo), dei risultati sono arrivati: l’Oms ha reso noto la disponibilità di un trattamento all’avanguardia,  sviluppato in Australia, basato su un anticorpo specifico per il virus Nipah, da usare sui pazienti in caso di future epidemie.

Anche se l’episodio del Kerala è stato contenuto ed il numero di contagi e decessi è al momento modesto, ci sono alcuni aspetti che hanno fatto “gelare il sangue” agli esperti internazionali. Il tasso di mortalità di Niv a Kerala è stato superiore al 75%, più alto della media di qualsiasi altra epidemia di Niv precedente. Il focolaio di infezione di Niv si è verificato a 2.600 chilometri circa dalla precedente epidemia più vicina.

Il virus ha attaccato molto più frequentemente anche i polmoni, differenziando le manifestazioni della malattia,  ulteriormente. Pare che sia avvenuto il contagio da essere umano a essere umano per via aerea. Non si sa bene come sia successo: l’ipotesi è che il patogeno sia stato veicolato attraverso microgocce di fluidi di una persona infetta (le “goccioline di Flugge”). Se il virus si evolvesse per rendere questa modalità di trasmissione più efficiente, il pericolo di una pandemia sarebbe decisamente reale.

Desiderando trovare ulteriori motivazioni, all’attenzione da prestare alle malattie rare da patogeni e rubando il motto ai boy scout, non possiamo che consigliare “et vos estote parati” ai microbiologi ed agli epidemiologi.

Nipah x testo

BIBLIOWEB:

National Guideline for Management, Prevention and Control of Nipah Virus Infection including Encephalitis Directorate General of Health Services – Ministry of Health & Family Welfare Government of the People’s Republic of Bangladesh -Technical support: World Health Organization, Bangladesh Country Office – 2011 http://www.searo.who.int/bangladesh/nationalguidelineformanagementpreventionandcontrolofnipah.pdf
Bonaparte, M; Dimitrov, A; Bossart, K; et al., Ephrin-B2 ligand is a functional receptor for Hendra virus and Nipah virus, in PNAS, vol. 102, nº 30, 2005, pp. 10652–7, DOI: 10.1073/pnas.0504887102, PMC 1169237, PMID 15998730 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1169237/
Kolakofsky D, Pelet T, Garcin D, Hausmann S, Curran J, Roux L. «Paramyxovirus RNA synthesis and the requirement for hexamer genome length: the rule of six revisited». J Virol. 1998 Feb;72(2):891-9. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC124558/
Sito WHO   http://www.who.int/csr/disease/nipah/en/
Sito CDC https://www.cdc.gov/vhf/nipah/index.html
OMS in Blue (print)   http://newmicro.altervista.org/?p=3985
Ebola, ci risiamo?   http://newmicro.altervista.org/?p=4311

 Communicable Disease Threats REPORTWeek 22, 27 May-2 June 2018, ECDC (PDF-FlipBook)

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Romualdo Grande

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