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Cure palliative e terapie del dolore

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Cure palliative e terapie del dolore

Le regole per l’accreditamento delle Reti di cura

Laoncologia italiana sta cambiando: in questi anni così difficili e, talora, di criticità del Sistema Sanitario Nazionale, si prevedono importanti scelte strategiche, politiche e organizzative. I dati riportati sul Libro Bianco 2020 del AIOM, possono rappresentare un utile strumento informativo, anche nella prospettiva di un’ampia realizzazione delle reti oncologiche regionali e per la definizione dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA).

I dati AIOM diffusi quest’anno ci confortano. Mostrano una crescita del numero delle persone, circa 3,6 milioni, pari al 5,7% dell’intera popolazione, che vivono dopo la diagnosi di cancro. Tali successi sono il risultato dell’utilizzo di strumenti sempre più efficaci e di una maggiore adesione ai programmi di screening. Gli stessi dati mostrano un aumento della sopravvivenza: il 63% delle donne ed il 54% degli uomini sono vivi, a 5 anni dalla diagnosi. Almeno un paziente su quattro (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Il Libro Bianco 2020 descrive lo stato dell’Oncologia in Italia, fornendo un censimento del sistema assistenziale oncologico, definendo una costante e intensa collaborazione con le istituzioni nazionali e regionali. Vengono riportate informazioni relative alla presenza di Hospice e associazioni di volontariato, assistenza domiciliare, ambulatori di cardioncologia, servizi di nutrizione clinica, centri antifumo, percorsi di continuità assistenziale.

Alle informazioni sulle strutture di oncologia medica, su base provinciale (con dati relativi anche al personale medico ospedaliero e universitario, infermieristico, dedicato alla ricerca clinica), si accompagna un censimento dei centri di radioterapia, di anatomia patologica e dei laboratori di biologia molecolare, di psico-oncologia e di strutture di centralizzazione per la preparazione dei farmaci oncologici.

A questo lavoro si affianca l’aspetto “politico”: due documenti distinti definiscono percorsi e requisiti per accreditare le reti, in applicazione della Legge 38. Il Ministero della Salute contribuisce con una nota introduttiva (di Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute) alla pubblicazione, per sottolineare  il valore del AIOM, assicurando un supporto, un ascolto ed un dialogo, che non farà mai mancare. E’ prevista la creazione di un organismo di coordinamento regionale che definirà i Piani delle Reti locali.

Viene sostanzialmente proposta la creazione di un organismo regionale, con funzioni di coordinamento delle Reti di cura. È questo il modello proposto in due distinti documenti che riguardano l’accreditamento delle Reti per la terapia del dolore e quelle per le cure palliative.

Cure palliative. Il documento prevede l’istituzione di un organismo di coordinamento regionale, che consiste in una struttura specificatamente dedicata al coordinamento delle Reti Locali (Aziendali – Interaziendali) di Cure Palliative (CP). Si stima che siano circa 900 mila i cittadini che necessitano di queste terapie. Si dovrà adottare un atto formale di policy, che contiene i valori e gli obiettivi di riferimento di medio e lungo periodo, in coerenza con le scelte generali della programmazione regionale.

Ogni regione dovrà istituire la rete Locale di CP e dotarsi di una piattaforma informatica regionale, alla quale si collegano tutte le strutture appartenenti a ciascuna Rete Locale di CP, per mettere in condivisione il set minimo di informazioni definite a livello regionale. Come pure un set di indicatori, qualitativi-quantitativi, per il monitoraggio delle attività delle reti locali di cure palliative, anche al fine di misurare il soddisfacimento del bisogno di Cure Palliative sulla base degli standard previsti dalla normativa e dalla letteratura scientifica.

Viene stabilita anche l’adozione di un documento contenente linee di indirizzo e criteri omogenei, sui percorsi di cura, nelle fasi di accesso, valutazione multidimensionale, redazione del Piano di assistenza individuale (PAI), erogazione delle prestazioni e servizi assistenziali di CP, inclusi il monitoraggio e la rivalutazione del PAI. Obiettivi dichiarati:

- istituzione dell’Organismo di Coordinamento della rete locale, ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 16-10-2010 (Rep. atti n.239/CSR), esplicitandone la composizione: coordinatore di rete e referenti delle singole strutture, rappresentativi di tutte le figure professionali coinvolte ed una rappresentanza delle associazioni di volontariato;
– identificazione delle funzioni del Coordinatore e dell’organismo locale per la gestione/funzionamento della Rete e delle strutture che compongono la rete stessa (Unità di CP domiciliari di base e specialistica, hospice, ambulatori, strutture ospedaliere);
– la Rete Locale di CP dovrà essere costituita da strutture che si avvalgono di equipe multiprofessionali, con personale dedicato. L’equipe delle CP domiciliari si integrano con le cure domiciliari e con l’assistenza sanitaria di base (accesso unitario ai servizi);
– nell’ambito della Rete Locale si adotterà una procedura che assicuri e documenti programmi di dimissione ospedaliera, protetta e/o assistita, per garantire la continuità di cura palliativa nel setting assistenziale adeguato (hospice, domicilio, residenza assistenziale);
– la Rete Locale di CP sarà dotata di un sistema informativo per la condivisione dei PAI e la circolazione delle informazioni rilevanti, durante i passaggi di consegna tra i professionisti della Rete, relative ai trasferimenti ed ai processi di dimissione dei pazienti, in setting diversi.

Dovrà essere redatto un Piano e saranno individuati i punti e i criteri di accesso alla rete e alle sue strutture, nonché le modalità di presa in carico del paziente, compresi gli ospiti delle strutture residenziali sociosanitarie e delle strutture di ricovero pubbliche e private accreditate, anche attraverso consulenze specialistiche, in regime di degenza (RO, DH, DS), al fine di garantire le CP in coerenza con la normativa nazionale e gli indirizzi regionali.

L’organizzazione del percorso di cura si realizza dalla segnalazione del caso, fino alla conclusione, assicurando la continuità assistenziale in funzione dell’evoluzione del bisogno. Identificherà le procedure condivise tra le strutture della Rete per gli aspetti clinico-assistenziali e di supporto ai caregiver ed alla famiglia. Dovrà essere predisposta la carta dei servizi, con le informazioni per i cittadini, descrittive delle attività, organizzazione, modalità di accesso e servizi offerti dalla RLCP, con il contributo delle associazioni di volontariato di settore, assicurandone la divulgazione.

Terapia del Dolore. Anche in questo caso la Regione istituisce la Rete Regionale di Terapia del Dolore, col compito di dettare le linee d’indirizzo per la Rete Locale di terapia del dolore (RLTD), attraverso un organismo di coordinamento regionale. Si stima che ogni siano tra gli 800mila ed il milione di cittadini ad aver bisogno di queste terapie.

Nella Rete Locale di terapia del dolore operano i Centri Specialistici appartenenti ad “aree territoriali” individuate dall’Organismo di Coordinamento regionale, secondo gli indirizzi statutari. Il Centro che avrà funzioni di coordinamento locale, sarà l’Hub di riferimento presente in quell’area territoriale o, laddove non esistente, un centro Spoke, individuato dal Coordinamento regionale, sulla base dei livelli di attività clinica erogata.  L’Organismo di Coordinamento Funzionale Locale dovrà assolvere, in stretta relazione con il Coordinamento Regionale, i seguenti compiti:

- coordinare il sistema di erogazione di terapia del dolore nei Centri dell’area territoriale di riferimento e dei medici di medicina generale (MMG);
- garantire nell’ambito della Rete, il recepimento e l’attuazione dei PDTA per i malati affetti da dolore acuto (qualora non controllabile dalle terapie comunemente prescritte), persistente, ricorrente o cronico;
- promuovere programmi di formazione rivolti agli operatori coinvolti, inclusi i MMG;
- sviluppare sistemi di valutazione e miglioramento della qualità delle prestazioni erogate e dei percorsi di cura, da prevedersi nell’ambito del sistema di accreditamento.

Tutte ipotesi lodevoli e condivisibili: la prova dei fatti ci dirà se dalla teoria riusciremo a passare alla pratica, nell’interesse dei pazienti oncologici e di tutti gli stakeholders coinvolti.

BIBLIOWEB:

AIOM – Libro Bianco 2020 (in PDF allegato)
Proposta di accreditamento delle reti di cure palliative, ai sensi dell’articolo 5, comma 3 della legge 15 marzo 2010 n. 38 (in PDF allegato)
Accordo – Proposta di accreditamento delle reti di terapia del dolore, ai sensi dell’articolo 5, comma 3 della legge 15 marzo 2010 n. 38 (in PDF allegato)
Malattie oncologiche. Diritti e tutele https://newmicro.altervista.org/?p=8069
Cancro e Guarigioni di Genere https://newmicro.altervista.org/?p=7934
Biopsia Liquida Raccomandazioni https://newmicro.altervista.org/?p=7840
Screening oncologici e indicatori https://newmicro.altervista.org/?p=7776
Non autosufficienza https://newmicro.altervista.org/?p=7042
Quattro passi negli Screening https://newmicro.altervista.org/?p=6502
Rete Nazionale Registro Tumori https://newmicro.altervista.org/?p=5888
Lungoviventi https://newmicro.altervista.org/?p=5427

 AIOM – Libro Bianco 2020 – Accordo / Proposta di accreditamento delle reti di terapia del dolore, ai sensi dell’articolo 5, comma 3 della legge 15 marzo 2010 n. 38 (PDF)

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Giovanni Casiraghi

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