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Elisir di lunga vita?

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Elisir di lunga vita?

Proteine vegetali, lo studio NIH

Una delle “mode” alimentari degli ultimi anni riguarda il passaggio all’alimentazione vegetariana o vegana. Le motivazioni sono le più varie e spesso trovano strenui difensori di diverse tesi. Ma le posizioni non possiamo dire che siano “evidence based”, almeno fino a ieri. Le conferme, anche in studi importanti per qualità e dimensioni, come per lo studio EPIC-Oxford (che suggeriva possibili meccanismi favorevoli della dieta vegana sulla salute), erano limitati al contesto della popolazione britannica (UK) e difficilmente estendibili a criteri generali.

Di recente su “JAMA Internal Medicine” è stato presentato un ampio studio statunitense che, per dimensioni ed arco temporale, può essere considerato un parametro di riferimento sul tema,  confermando ed integrando lo studio Inglese.

Sono stati analizzati i dati relativi a 237.036 uomini e 179.068 donne arruolati dal U.S. National Institutes of Health – AARP Diet and Health Study nel periodo 1995-2011. L’età mediana generale (SD) era di 62,2 anni per gli uomini e 62,0 per le donne. Nel complesso, l’assunzione mediana di proteine alimentari, da tutte le fonti, rappresentava il 15,3% delle calorie giornaliere, con il 40% delle proteine derivanti da prodotti animali ed il 60% da fonti vegetali. Durante il follow-up, sono deceduti 49.297 uomini e 28.317 donne.

L’analisi multivariata ha permesso aggiustamenti, all’inizio dello studio, per numerosi fattori come età, indice di massa corporea – BMI, consumo di alcool, status di fumatore, attività fisica, etnia, istruzione, stato civile, diabete, stato di salute e caratteristiche dell’alimentazione, come l’uso di integratori vitaminici, l’assunzione giornaliera di calorie in totale ed il consumo di grassi, frutta e verdura. I ricercatori hanno riscontrato che i risultati si sono mantenuti non differenziati tra sottogruppi relativi a status di fumatore, diabete, consumo di frutta, uso di integratori vitaminici e stato di salute auto-segnalato.

Proteine. La sostituzione del 3% delle calorie derivanti da proteine animali con proteine vegetali, si associava ad una mortalità per tutte le cause del 10% inferiore, sia negli uomini che nelle donne, nonché ad una ridotta mortalità per malattie cardiovascolari (11% inferiore negli uomini e 12% minore nelle donne).

Uomini. L’assunzione di 10 grammi in più di proteine vegetali, per 1.000 calorie di cibo, si associava ad un rischio inferiore di mortalità (tasso di rischio di morte, Hazard Ratio – HR) per tutte le cause e di mortalità per malattie cardiovascolari (HR 0,88), ictus (HR 0,70) e lesioni e incidenti (HR 0,76), durante un follow-up mediano di 15,5 anni.

Donne. L’assunzione dello stesso quantitativo di proteine vegetali per 1.000 calorie si associava a una mortalità inferiore per tutte le cause (HR 0,86), nonché ad una minore mortalità per cancro (0,91), malattie cardiovascolari (HR 0,83), ictus (HR 0,73) e infezioni (HR 0,73) nello stesso periodo di follow up.

Queste piccole riduzioni nel rischio di mortalità generale e per malattie cardiovascolari, risultanti da un maggior consumo di proteine vegetali, fornisce evidenze per raccomandazioni di salute pubblica su come le modifiche alla dieta, tra cui la scelta delle fonti proteiche, possano influenzare la longevità”, è il commento di Jiaqi Huang del reparto di Epidemiologia dei tumori e genetica del National Cancer Institute, uno degli autori dello studio.

La più elevata riduzione nella mortalità per tutte le cause, è stata osservata sostituendo la proteina dell’uovo con una proteina vegetale (HR 0,76 e 0,79 per uomini e donne), seguita da carne rossa (HRs 0,87 e 0,85) e latticini (HR 0,92 sia per gli uomini che per le donne).

Un limite dello studio è rappresentato dal fatto che l’analisi si è basata su una singola valutazione della dieta, al basale; è di fatto possibile che i partecipanti abbiano apportato modifiche all’alimentazione nel corso del tempo,” osserva il team dello studio su “JAMA Internal Medicine”.

In definitiva, il lavoro condotto dal National Cancer Institute ha comunque fatto emergere come la sostituzione delle proteine animali, con quelle vegetali, si associ ad una minore mortalità per tutte le cause e per le malattie cardiovascolari. Questi dati forniscono evidenze per raccomandazioni di salute pubblica: modificare la dieta, selezionando le fonti proteiche, può influenzare la longevità!

BIBLIOWEB:

Huang J, Liao L.M., Weinstein S.J., et al – Association Between Plant and Animal Protein Intake and Overall and Cause-Specific Mortality – JAMA Intern Med. July 13, 2020 https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2768358
Epatiti “Vegetali” http://newmicro.altervista.org/?p=7560
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Ines Bianco

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