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Coronavirus & Media

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L’epidemia nella civiltà della comunicazione

Dopo SARS, MERS, Aviaria H1N1, è oramai chiaro che l’epidemia, oltre che da parte del “patogeno”, è sostenuta dai mezzi di comunicazione e dalla loro velocità nel fare domande e fornire risposte. Anche per il coronavirus 2019-nCoV siamo di fronte all’epidemia mediatica: i primi anticorpi e le prime terapie, fortunatamente, stanno facendo capolino. I bollettini ne sono esempio.

Questo nuovo aspetto comunicativo ci trova spesso, come sanitari, ancora parzialmente impreparati. Rimaniamo in attesa di indicazioni “che piovano dall’alto” e che (spesso) non arrivano. Una situazione da “Deserto dei Tartari”, che provoca frustrazione. Non sappiamo cosa dire alle domande che ci vengono poste, facendoci sentire inadeguati e minando la credibilità istituzionale del sanitario. Nella società dei media, questo aspetto è stato trattato abbondantemente, tra gli altri, da Vincent Covello (ai tempi consulente della Casa Bianca) che aveva formalizzato le teorie della “comunicazione dell’incertezza”.

Spot del Ministero della Salute.  In onda a partire dal fine settimana (del 8 Febbraio) sui canali Rai, rappresenta il primo di una serie realizzata dal Ministero della Salute, per promuovere una corretta informazione sul coronavirus 2019-nCoV. Testimonial è Michele Mirabella, celebre volto della divulgazione scientifica targata Rai, che ha partecipato a titolo gratuito all’iniziativa.

Twitter. Nel corso delle ultime quattro settimane, sono stati pubblicati oltre 15 milioni di tweet sul tema coronavirus. Un trend che sembra in crescita esponenziale, epidemica appunto. Inevitabile, per il social network, lanciare un’iniziativa contro la disinformazione, per fare emergere contenuti sempre corretti e attendibili, promuovendo un “engagement” costruttivo su quello che è un tema ancora in via di sviluppo.

Twitter ha infatti introdotto un messaggio che rimanda alla pagina internet dedicata del ministero della Salute, che verrà attivato con la ricerca di termini legati al coronavirus. Costituisce una iniziativa attuata in numerosi paesi, in Europa e nel resto del mondo. Da oggi attiva anche in Italia, in collaborazione con il ministero della Salute.

Chiunque cerchi #coronavirus sulla piattaforma, riceve in prima posizione (nella “homepage”) informazioni verificate da fonti autorevoli. Inoltre, il social bloccherà qualsiasi suggerimento automatico in grado di re-indirizzare le persone verso contenuti non credibili, su Twitter. Si tratta di un’estensione della ricerca #KnowTheFacts, che Twitter ha messo in atto per offrire al pubblico informazioni sempre aggiornate, chiare e affidabili, su temi cruciali legati all’immunizzazione ed ai vaccini.

Le collaborazioni ufficiali, relative alle informazioni sul #coronavirus, sono attive in Italia, Australia, Brasile, Canada, Hong Kong, Giappone, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Usa, Regno Unito, Danimarca, Germania, Francia, Spagna e Vietnam. Twitter  continuerà nell’iniziativa, ampliandola anche ad altri paesi, nel caso si rendesse utile l’intervento.

Il team Global Public Policy di Twitter sta lavorando in maniera proattiva, per individuare la soluzione migliore, coinvolgendo direttamente i soggetti impegnati in questa battaglia, contro la disinformazione. Gli esperti, le Ong e i governi giocano un ruolo pubblico di fondamentale importanza nell’utilizzare Twitter, per fornire ai cittadini informazioni corrette e puntuali. Il Social si sta impegnando, in prima persona, per amplificare la diffusione di contenuti ufficiali e autorevoli, in tutto il mondo. Per maggiori informazioni è possibile seguire @TwitterGov e @Policy, dove verranno condivisi tutti gli aggiornamenti, ove disponibili.

Viaggiatori Internazionali.  Un aspetto che permea oramai la nostra società, è quello legato ai viaggi internazionali. Per diletto o per lavoro, questo è un “aspetto sensibile” della globalizzazione. E’ inutile negarlo. Le epidemie viaggiano sempre con gli spostamenti, più o meno migratori: in passato con i movimenti degli eserciti e via nave, oggi con gli aerei.

Il traffico dei passeggeri, nello specifico verso l’Europa e l’Italia, non sarà mai del tutto bloccato. Si deve ragionare in termini probabilistici: è sbagliato fare riferimento ad un ipotetico ‘rischio zero’. Certamente la diminuzione del volume di passeggeri, in arrivo da zone a rischio, riduce la probabilità di introduzione dell’infezione, ma ciò non vuol dire che il peggio sia stato “evitato”. Bisogna tenere altissima l’attenzione, in ogni caso, fino a quando i focolai (cinesi), particolarmente attivi, non vengano posti sotto controllo.

Eurostat. Nel 2018 l’analisi dei flussi ha registrato 1,75 milioni di viaggi in Cina, da parte di cittadini UE. Il dato fa della Cina l’11° paese, nella graduatoria delle mete preferite dagli Europei. Nello stesso tempo risulta l’Italia la destinazione prediletta dai turisti cinesi. Ma quali sono le caratteristiche di questi movimenti “macroscopici”?  La metà dei viaggi, dal “UE” verso la Cina, è per affari o motivi professionali: nel dettaglio, il 48%. Il resto è per ragioni personali, principalmente per le vacanze (35%) o per visitare amici e parenti (15%).

Anche ai Cinesi piace viaggiare in Europa ed in Italia, in particolare. L’UE è una destinazione importante. Nel 2018, gli hotel e le altre strutture ricettive, in tutta Europa, hanno registrato quasi 22 milioni di notti trascorse da turisti cinesi, il 7% in più, rispetto al 2017 e quasi cinque volte maggiore di dieci anni prima. Nel 2018, le principali destinazioni sono state:  Italia (5,3 milioni), Francia (4,0 milioni), Germania (3,0 milioni) e Spagna (2,5 milioni di notti).

Gestire la Comunicazione è, di sicuro, un’arma “in più” contro le epidemie!

!Viaggiatori in Cina

BIBLIOWEB:

Spot Ministero Salute https://www.youtube.com/watch?v=0356dNANu6s&feature=emb_logo
Sintesi del Corso precongressuale sulla Comunicazione – Congresso Nazionale SIMeL, Modena 24 novembre 2004 (vedi Ptx-FlipBook allegato)
Coronavirus Update http://newmicro.altervista.org/?p=7004
Ebola International http://newmicro.altervista.org/?p=6238
Rischio clinico: il coordinamento delle regioni detta le regole http://newmicro.altervista.org/?p=5870
Fellowship made in Italy per la sanità http://newmicro.altervista.org/?p=4518
Bimbi & Viaggi http://newmicro.altervista.org/?p=4418
OMS in blue (print)  http://newmicro.altervista.org/?p=3985
Da Tokio salute per tutti http://newmicro.altervista.org/?p=3660
Sanità sostenibile http://newmicro.altervista.org/?p=3499
Meningite Mediatica http://newmicro.altervista.org/?p=2052

 Corso precongressuale sulla Comunicazione -  G. Casiraghi, Congresso Nazionale SIMeL, Modena 24 novembre 2004 (Ptx-FlipBook)

Un Click per Leggere 



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Elisa Vian

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