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Se l’Esame è Diagnostico

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Se l’Esame è Diagnostico

La Medicina di Laboratorio ed il rapporto verso il Paziente

ILlaboratorio sta cambiando “pesantemente”, sia per la sua organizzazione sia per i rapporti verso il cittadino, in quella situazione “particolare” che è propria del Paziente. In alcune regioni si sta assistendo ad una ‘svendita’ degli esami di laboratorio, con stili di governance che hanno poco di Evidence Based e di vera Medicina di Laboratorio.

Anche nel web si trovano offerte di “prevenzione” legate a pacchetti di esami di laboratorio a prezzi “di saldo”, con riduzioni superiori ai due terzi del costo ipotizzato. Le Società scientifiche hanno preso le dovute distanze e informano cittadini e comunità scientifica, del pericolo a cui potrebbero andare incontro. “L’esecuzione di esami di laboratorio senza indicazione medica, in modo non corretto e inappropriato, potrebbe comportare serie conseguenze, imputabili ad un’errata o mancata diagnosi, così come un’ingiustificata ansietà, relativa ai ben noti falsi positivi che si riscontrano facilmente quando alcuni esami non di screening, vengono eseguiti senza giustificata motivazione clinica“.

Ma i problemi, se possibile, non si fermano qui. L’aspetto medico legale si trova a dover fare i conti con una nuova entità, le reti cliniche. Intorno ad esse ferve il dibattito manageriale e quale sia il miglior riferimento organizzativo da applicare ed implementare, nei nuovi scenari. Il modello teorico “Hub & Spoke” è oramai un “tantra” della riorganizzazione, come anche le leggi che si sono avvicendate nel delineare la nuova realtà.

Agenas ha studiato il fenomeno, fissandolo in uno dei suoi quaderni e delineando il ruolo dei laboratori in sanità, analizzando il risultato economico della “rete” per un bacino di utenza di 1,2 milioni di abitanti, condizionandone (e sottintendendola) l’estensione al numero di abitanti. Molte regioni e tra queste il Veneto, han prodotto importanti delibere di “riorganizzazione” del settore Laboratori, con responsabilità medico-legali differenziate, nelle diverse fasi pre, post ed analitica. Non a caso il laboratorio che produce solo la fase analitica viene definito Laboratorio Service.

Nel marzo 2009 erano state formalizzate le “Linee di Indirizzo per la Riorganizzazione dei Servizi di Medicina di Laboratorio nel Servizio Sanitario Nazionale”, che elencavano una serie di principi che dovevano essere alla base della riorganizzazione proposta. Nel 2011 l’accordo Stato Regioni tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento recante “Criteri per la riorganizzazione delle reti di offerta di diagnostica di laboratorio” interveniva nuovamente sul tema (D. lgs  28 agosto 1997, n . 281, art. 4).

L’accordo chiedeva alle singole Regioni di normare il sistema del “service di laboratorio”, fra strutture operanti nella rete (la possibilità per le strutture di laboratorio di poter utilizzare altre entità) per esami che, per numerosità, complessità e/o necessità di strumentazione e personale molto qualificato, vanno consolidati all’interno di poche realtà. Aggiungeva che “per esami specialistici”, le Regioni potevano consentire “service” verso strutture altamente qualificate, al fine di garantire la qualità complessiva del servizio, incluso il counselling interpretativo.

Nel recente corso di Orbassano (To) è stato inevitabile sottolineare alcune incongruenze, rilevabili nell’articolo di Monitor: utili ignorati, risparmi H&S sovrastimati, costi H&S sottostimati e per ultimo ma non ultimo, i presupposti H&S non considerati, con la desertificazione di molte strutture, paragonabile ad una vera  “tabula rasa” in molti servizi di laboratorio ospedalieri. Le diseconomie, testimoniate da molti di noi, sono lampanti.

L’aspetto medico-legale,  con la Legge Gelli, ribadisce al di la dell’aspetto amministrativo contabile e morale, la supremazia della responsabilità legale (norma violata dell’ordinamento giuridico, civile  e penale). Riaffiora l’art. 43 del codice Penale: ” ….deve ritenersi colposo (o contro l’intenzione) un evento che, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza, o imprudenza, o imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline”.

Siamo sicuri che l’organizzazione, anche se perfetta (l’attuale lo è davvero?), sia coerente in tutto?

BIBLIOWEB:

Gullstrand R., Moirano F. – Una proposta di riorganizzazione della rete dei laboratori. Effetti organizzativi ed economici AGENAS – Monitor 33, pag 18-24 http://www.agenas.it/accade-in-agenas/monitor-n-33
Pradella M. – Corso di aggiornamento “La Medicina di Laboratorio ed il rapporto verso il paziente” 20 ottobre 2017 – Orbassano (TO) Aula Seminari, AOU San Luigi Gonzaga (in allegato Ppt-FlipBook)

 Aspetti medico-legali nella rete dei laboratori – 20 ottobre 2017 – Orbassano (TO) (PowerPoint-FlipBook)

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Marco Pradella

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