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Screening oncologici & indicatori

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Screening oncologici & indicatori

Definizione e modelling degli indicatori degli screening oncologici

Nella loro attuazione a livello europeo, i programmi di screening organizzato nascono con propri set di indicatori di performance e di esito precoce, storicamente definiti nelle Linee Guida Europee. Il quadro concettuale di riferimento è fortemente connesso alla storia naturale della malattia ed alle basi teoriche del meccanismo di azione degli screening.

ll set di indicatori delle LG Europee è stato declinato a livello nazionale e ulteriormente modulato (dall’Osservatorio Nazionale Screenings – ONS) per rispondere alle esigenze dei diversi livelli (amministrazione, policy sanitarie e servizio) e delle diverse finalità di misura (valutazione e controllo di processo), unitamente all’utilizzo del modello DPSEEA (Driving Force, Pressure, State, Exposure, Effect, Action).

I Manuali delle Società scientifiche sugli screening oncologici hanno sostanzialmente seguito la proposta delle Linee Guida Europee, utilizzando il modello di Donabedian: struttura (indicatori logistico-strutturali), processo (indicatori del percorso clinico e organizzativo) e di risultato (indicatori di esito precoci). I programmi di screening sono stati sempre all’avanguardia nel panorama italiano della Sanità Pubblica, nello sforzo di identificare, monitorare e valutare gli eventi che si attivano in seguito ad un invito a svolgere un test di screening.

Gli indicatori sono stati “misurati” in contesti diversi (ad es., per la valutazione dei Livelli Essenziali di Assistenza), si è posta la necessità di creare degli indicatori di sintesi. Più in generale, è cresciuta l’esigenza (ma non allo stesso modo la cultura) degli indicatori. Alcuni misurano l’impatto sulla popolazione, altri invece mirano a misurare le performance del clinico.

Sviluppo degli indicatori. Spesso si perde il senso del percorso, la validità delle basi informative, la loro completezza e confrontabilità. Per ottenere una visione complessiva degli indicatori di screening, che possa fornire una matrice di lettura trasversale a tre programmi (mammella, colon-retto e cervice) e tenere conto dei diversi livelli in cui si collocano la valutazione ed il monitoraggio degli screening (nazionale, regionale e locale-singolo programma) viene proposto un framework concettuale, con le seguenti caratteristiche:

a tre livelli – indicatori di contesto, di copertura e di percorso;
qualità - basato sulle sue sei dimensioni: efficacia, efficienza, sicurezza, appropriatezza, centralità della persona, equità;
macro-processi - sono quattro: invito (coperture); test, approfondimento e diagnosi; trattamento e follow-up; monitoraggio della qualità (valutazione, riesame degli indicatori e miglioramento continuo);
gerarchia – indicatore “core” vs “libreria degli indicatori”.

Indicatori di contesto. Al livello più generale si identificano quegli indicatori che si ritiene condizionino indirettamente le performance degli screening e che sono rappresentati nel modello DPSEEA. Questo tipo di misura si effettua occasionalmente, quando è necessaria un’analisi di contesto degli screening, per una programmazione di sistema e/o di ampio respiro. Il modello DPSEEA è sinteticamente descritto nel glossario.

Indicatori di copertura.  Al livello intermedio si identificano gli indicatori di copertura (per invito e per test, correlati dall’adesione). Questi indicatori sono comuni ai sistemi di misura delle performance nazionali e regionali riguardanti il possibile impatto sulla popolazione, perché descrivono il livello di penetrazione del programma di screening sulla popolazione target. Questo tipo di misura viene regolarmente monitorata, sia per finalità amministrative sia come indicatore di processo per le singole linee di screening (ad intervalli annuali o con periodismo analogo a quello del round di screening).

Indicatori di percorso. Al livello delle specifiche linee di screening si identificano gli indicatori di struttura, processo e di esito che mirano a fornire strumenti di monitoraggio più dettagliati, sulla qualità di erogazione del servizio. Questi sono da inquadrare nell’ambito di uno specifico processo (invito, test e approfondimento, diagnosi trattamento e follow-up, monitoraggio della qualità) e di una dimensione (efficacia, sicurezza, efficienza, equità, appropriatezza, centralità della persona) secondo i riferimenti citati nel paragrafo precedente.

Si possono incrociare, in una matrice, processi e dimensioni per creare dei “domini”, ad esempio per identificare indicatori per la misura dell’equità che coprano tutti i processi (invito, test, approfondimento). Questi indicatori sono prodotti e valutati con cadenza almeno annuale e possono, quando riferiti a specifiche prestazioni, essere analizzati anche a livello di servizio e di operatore.

Rilevazioni più frequenti e l’utilizzo di strumenti di tipo grafico-statistico, quali le carte di controllo, possono permettere un utilizzo di alcuni di questi indicatori anche ai fini del controllo statistico di processo e del miglioramento continuo della qualità.

Aggiornamento. Gli indicatori vanno sottoposti ad aggiornamento almeno quinquennale o con cadenza più ravvicinata, in caso di modifiche ministeriali del protocollo clinico od organizzativo del programma di screening a cui si riferiscono, in particolare se le modifiche hanno evidenti ricadute sul sistema vigente fino a quel momento.

Per monitorare e valutare lo screening, è opportuno disporre di un sistema dinamico di indicatori, che rifletta le varie fasi del processo di screening e gli aggiornamenti apportati dai protocolli in uso.  Un sistema dinamico presuppone un’operatività informativa che consenta l’interconnessione tra applicativi utilizzati dalle unità operative coinvolte nello screening, completati dal linkage ai relativi data base, per poter scrivere storie individuali di screening.

BIBLIOWEB:

Documento Inter-societario per la DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI DEGLI SCREENING ONCOLOGICI (in PDF allegato)
European Union. Cancer Screening in the European Union (2017) (in PDF allegato) https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/major_chronic_diseases/docs/2017
Donabedian A. The Quality of Care: How Can It Be Assessed? J Am Med Assoc, 1988. doi:10.1001/jama.1988.03410120089033 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3045356/
Anttila A, Arbyn A, De Vuyst H, et al. European Guidelines for Quality Assurance in Cervical Cancer Screening. Second Edition, Supplements. Luxembourg 2015  http://www.gisci.it/documenti/news/EW0115451ENN_002.pdf
Segnan N, Patnick J, von Karsa L. European Commission. European Guidelines for Quality Assurance in Colorectal Cancer Screening and Diagnosis. Luxembourg; 2011. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4482205/
Sito ONS https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/rapporto
BRCA al maschile http://newmicro.altervista.org/?p=7688
Qualcosa di nuovo per il Ca prostatico? http://newmicro.altervista.org/?p=7652
Neoplasie Mammarie http://newmicro.altervista.org/?p=7157
Tumori dell’Urotelio http://newmicro.altervista.org/?p=6990
Tumori Vescicali http://newmicro.altervista.org/?p=5171
Biopsia Liquida, raccomandazioni AIOM & C http://newmicro.altervista.org/?p=4852
Dedicato alla donna http://newmicro.altervista.org/?p=3961

 Documento Inter-societario per la DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI DEGLI SCREENING ONCOLOGICI, 2020 (PDF)

Un Click per Leggere

 European Union - Report on the implementation of the Council Recommendation on cancer screening (PDF)

Un Click per Leggere

 


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Assunta Sartor

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