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Celiachia 2019

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Celiachia 2019

Relazione annuale al Parlamento

Come ogni anno, il Ministero della Salute relaziona al Parlamento sullo “stato dell’arte” della Celiachia, enteropatia infiammatoria permanente, scatenata, in soggetti geneticamente predisposti, dall’ingestione del glutine presente in alcuni cereali (es. grano, spelta, farro, segale, orzo e avena).

Si tratta di un documento, unico nel suo genere, che sintetizza i dati epidemiologici, le novità scientifiche e le attività regolatorie più significative della celiachia. E’ il frutto della costante collaborazione tra istituzioni centrali e territoriali, associazioni di categoria ed imprese, che ogni giorno, con dedizione e impegno, contribuiscono a salvaguardare la salute dei cittadini. Fondamentale è il ruolo svolto dalla Associazione Italiana Celiachia (AIC).

Nella patogenesi della malattia il ruolo critico è svolto dalla Gliadina, la proteina più rappresentata nel glutine di frumento. L’evento centrale della malattia è infatti l’infiammazione gliadina-dipendente della mucosa dell’intestino tenue. La sequenza di eventi flogistici parte dallo stress degli elementi epiteliali intestinali, interessa poi le cellule e le molecole effettrici dell’immunità innata e, infine, l’immunità adattativa, dominata dall’attivazione dei Linfociti T e B e dalla produzione di auto-anticorpi specifici. I più importanti sono gli anticorpi anti-transglutaminasi, prodotti a livello intestinale e capaci di passare nel circolo ematico, successivamente. La determinazione dei loro livelli nel sangue periferico rappresenta uno “step” fondamentale per la diagnosi di celiachia.

Tra le malattie multifattoriali è la più diffusa. Per il suo sviluppo sono necessari due componenti: uno ambientale (il glutine nella dieta) ed uno genetico, rappresentato dalle sequenze che codificano per le molecole DQ2/8 del sistema HLA, espresso sulla membrana delle cellule del sistema immunitario.

Questi due fattori sono necessari, ma non sufficienti, per scatenare clinicamente la malattia. Al momento attuale non sono noti quali siano i veri eventi “scatenanti”, se siano prevalentemente ambientali o genetici e quando debbano verificarsi, nel corso della vita, affinché la celiachia si manifesti. Solo il 3% delle persone predisposte, che consumano glutine, sviluppa la celiachia.

Una volta ottenuta la diagnosi, l’unica prescrizione per il celiaco (ad oggi scientificamente valida) è la dieta rigorosamente senza glutine. Il Servizio Sanitario Nazionale, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantisce mensilmente al celiaco un sostegno, per l’acquisto degli alimenti senza glutine. Nel 2019, in Italia, il numero di celiaci ha raggiunto i 225.418 soggetti, con più di 11.000 diagnosi all’anno.

Per favorire la corretta alimentazione, anche fuori casa, ogni anno il Ministero della salute ripartisce tra le Regioni significativi fondi, con l’obiettivo di garantire la somministrazione dei pasti senza glutine nelle mense e promuovere attività formative dedicate agli Operatori del Settore Alimentare.   Il Ministero della Salute ha pubblicato, nel 2015 in Gazzetta Ufficiale, le linee guida per la diagnosi ed il follow-up della celiachia. La flow chart diagnostica nell’adulto è rimasta invariata, lasciando l’esecuzione della duodenoscopia con biopsia intestinale obbligatoria.

Novità. Nella flow chart per la diagnosi in età pediatrica, la biopsia non è più necessaria se c’è il riscontro di un titolo sierologico di anticorpi anti-transglutaminasi superiore di 10 volte il cut-off (soglia) di normalità. La presenza di sintomi suggestivi e di positività al DQ2/8 + non sono più obbligatori, quindi, per la diagnosi senza biopsia.

Dermatite erpetiforme (DE). Conosciuta anche come morbo di Duhring, è una malattia cutanea infiammatoria, glutine-dipendente, caratterizzata dalla presenza di vescicole papulari fortemente pruriginose, localizzate simmetricamente sulla superficie estensoria di gomiti e ginocchia, avambraccia, natiche e scalpo. Il sintomo dominante è proprio l’intenso prurito che, a causa del grattamento, può essere causa di escoriazioni, erosioni e croste che, a loro volta, possono infettarsi.

Sintomi come astenia (dovuta all’anemia) o gastro-intestinali sono rari, anche se segnalati nella letteratura scientifica. I pazienti affetti da DE godono delle stesse tutele assistenziali delle persone affette da celiachia “sistemica”.

BIBLIOWEB:

Ministero della Salute – Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione (DGISAN) – Relazione al Parlamento sulla Celiachia, anno 2019 – Dicembre 2020 (in PDF allegato)
Sito AIC https://www.celiachia.it/
Registro Nazionale degli alimenti senza glutine http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=3667&area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&menu=registri
Celiachia Attiva https://newmicro.altervista.org/?p=7397
Celiachia refrattaria https://newmicro.altervista.org/?p=7119
Celiachia Dematerializzata? https://newmicro.altervista.org/?p=544
Alimentazione: scende in campo ISS https://newmicro.altervista.org/?p=4173
Celiachia d’Italia https://newmicro.altervista.org/?p=4024
Alimentazione, comunicazione ed aspetti Medico Legali https://newmicro.altervista.org/?p=2552

 Ministero della Salute – (DGISAN) - Relazione al Parlamento sulla Celiachia, anno 2019 - Dicembre 2020 (PDF)

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Francesco Bondanini

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