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Virus Tumorali

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Virus Tumorali

Confermata origine virale di molti tipi di cancro. “Tracce” virali nel 13% di 2.600 casi

Inprincipio il killer virale incolpato (a ragione), di produrre tumori, è stato HBV. Oggi e’  “dato per acquisito” che alcune infezioni virali siano in grado di favorire lo sviluppo di tumori. Quali virus sono associati all’insorgenza del cancro? In che modo le infezioni possono favorire lo sviluppo di tumori? Se si riuscisse a rispondere con precisione a queste domande, si potrebbero prevenire alcuni tumori, semplicemente con un vaccino.

Sappiamo che diversi virus, in concomitanza o meno con fattori ambientali, sono la causa di tumori: il virus di Epstein-Barr (EBV) aumenta il rischio di sviluppare alcuni tipi di linfomi; i virus delle epatiti B e C sono associati al 70-85% dei casi di epatocarcinoma; i papillomavirus (HPV) sono correlati al cancro della cervice uterina e, da non dimenticare, il virus linfotropo “specifico” della leucemia a cellule T, di tipo 1.

Gli scienziati del German Cancer Research Center hanno studiato sistematicamente il DNA di oltre 2.600 campioni di tumore, da pazienti affetti da 38 diversi tipi di cancro, per identificare altri possibili virus. Hanno osservato tracce microbiche nel 13% dei casi e sono riusciti ad identificare alcuni dei meccanismi, messi in atto dai patogeni, che inducono mutazioni cancerogene del DNA dell’ospite.

Pubblicato sulla rivista Nature Genetics, il rapporto dei ricercatori fa parte dell’analisi Pan-Cancer of Whole Genomes (PCAWG), un’iniziativa lanciata dal “International Cancer Genome Consortium” (ICGC). I ricercatori hanno effettuato un’analisi bioinformatica completa dei dati provenienti dal sequenziamento dei genomi tumorali. Hanno scoperto le tracce di 23 tipi di virus, in totale, relativi a 356 pazienti.

Le percentuali di tali riscontri sottolineano l’importanza dei vaccini nella scelta terapeutica. Come previsto, hanno identificato più frequentemente il virus di Epstein Barr, responsabile in particolare di linfomi, carcinomi gastrici e tumori rinofaringei. La relativa percentuale di riscontro, raggiunge il 5,5% dei genomi studiati. Il DNA dell’epatite B, invece, è stato trovato in 62 su 330 casi di cancro al fegato e il  HPV in 19, su 20 casi di carcinomi cervicali studiati e in 18, su 57 tumori della testa e del collo.

Nello studio, il team ha individuato altri virus già noti per la loro associazione con lo sviluppo di tumori, come un retrovirus nel carcinoma renale. Lo studio non ha portato alla scoperta di virus completamente sconosciuti. Il modo con cui l’agente microbico riesce a trasformare le cellule esercitando un potere oncogeno, varia da un ceppo all’altro.

L’integrazione del genoma del virus, all’interno del DNA della cellula ospite, è il meccanismo patogenetico più comunemente riscontrato. Se il virus si inserisce nel punto giusto, questo provoca delle mutazioni cancerogene, come succede con HPV e con HBV. L’integrazione del DNA del HPV viene spesso osservata in un particolare promotore che costituisce una sorta di “interruttore genetico” favorente la produzione della telomerasi, soprannominata “enzima dell’immortalità”, tipicamente mutato in molti tipi di cancro.

A volte invece, è la risposta delle cellule, che si difendono dall’infezione virale, a causare le mutazioni genetiche alla base dei tumori. Per attaccare i virus, la cellula produce degli enzimi, detti APOBEC (Apolipoprotein B mRNA Editing Catalytic Polypeptide-like), famiglia di deaminasi della citidina. Un meccanismo per generare la diversità proteica è l’editing del mRNA. I membri di questa famiglia sono enzimi che, se non sono regolati correttamente, possono provocare mutazioni del DNA della cellula stessa.

Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevedono che oltre il 15%, di tutti i tumori, sia direttamente o indirettamente attribuibile a patogeni infettivi. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione, ha classificato 11 agenti patogeni diversi – virus, batteri e parassiti – come responsabili.

In questo studio, i ricercatori hanno scoperto “tracce” di virus in un numero considerevolmente maggiore di tumori, rispetto a quanto osservato in lavori precedenti, che si erano basati esclusivamente sull’analisi del “RNA”. Il lavoro non ha però confermato l’identità di microrganismi ancora sconosciuti ma, in potenza, associabili ad altre forme di cancro.

BIBLIOWEB:

M. Zapatka, I. Borozan, D. S. Brewer, et al. The landscape of viral associations in human cancers - Nature Genetics (2020) Open Access Published: 05 February 2020 https://www.nature.com/articles/s41588-019-0558-9?proof=t
J. D. Salter, R. P. Bennett, H. C. Smith – The APOBEC Protein Family: United by Structure, Divergent in Function – Trends Biochem Sci. 2016 Jul; 41(7): 578–594. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4930407/
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