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Aspirina antitumorale?

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Aspirina antitumorale?

Jama Oncology e Tumori delle vie biliari: l’aspirina riduce la mortalità 

Pochi farmaci possono vantare una tradizione terapeutica come l’acido acetilsalicilico, universalmente conosciuto come Aspirina (che ha contribuito a fare la fortuna della Bayer), un rimedio proposto addirittura da Ippocrate e per varie patologie. Oggi si può sicuramente affermare che non smette di stupirci non solo per le sue ben note proprietà antipiretiche, analgesiche ed antinfiammatorie ma addirittura per quelle antitumorali (sia pur mediate).

L’ultima segnalazione è comparsa su JAMA Oncology di ottobre, riferita ai tumori delle vie biliari. Queste neoplasie sono piuttosto rare (presentano un’incidenza di circa due per 100 mila abitanti) ma con una  prognosi non favorevole. A cinque anni dalla diagnosi, il tasso di sopravvivenza è del 5-15% e, in media, i pazienti sopravvivono per pochi mesi (5-6). La severità della prognosi è in gran parte legata alla tardiva diagnosi: il 60-70% di questi tumori viene rilevato in fase avanzata (spesso non più operabili o già con metastasi a distanza), perché asintomatici.

Per questo, ogni terapia innovativa è preziosa. Aspettando una strategia oncologica più efficace, qualcosa si può cominciare a fare (in attesa di affinare la diagnosi o di individuare dei marcatori predittivi) con trattamenti “unmet-need”, volti ad aumentare la sopravvivenza. Lo studio appena pubblicato evidenzia che la somministrazione di aspirina, antecedente o immediatamente successiva alla diagnosi di tumore (anche  per mesi a seguire), può modificare notevolmente il rischio di mortalità.

Pubblicato su JAMA Oncology, suggerisce il razionale dell’uso dell’aspirina basato sia sull’inibizione della ciclo-ossigenasi, in grado di rallentare la crescita tumorale, sia sull’anti-aggregazione piastrinica, che potrebbe ostacolare la diffusione metastatica del tumore, almeno per via ematogena. Il data base utilizzato è stato il Clinical Practice Research Datalink (CPRD) britannico, dal quale sono stati estratti i dati relativi a tutti i pazienti adulti con diagnosi di tumore delle vie biliari, nel periodo tra il 1990 ed il 2017.

Da questa coorte di pazienti sono stati selezionati soggetti con tumore della colecisti (conosciuto anche come tumore di Klatskin), colangiocarcinoma (CCA), ampulloma o forme miste, ai quali era già stata prescritta aspirina prima o dopo la diagnosi. Tra i 2.934 pazienti con tumori delle vie biliari inclusi nello studio, il 23% aveva un tumore della colecisti, il 53% un colangiocarcinoma, l’8% un ampulloma, il 16% lesioni miste. Nel corso del periodo di osservazione sono stati registrati 2.415 decessi (pari all’82% del campione).

La sopravvivenza media è stata di 5,8 mesi, con un range da due a 15 mesi. 256 pazienti (il 9% del totale) assumevano già aspirina prima della diagnosi;  un ulteriore 12% di pazienti (349) ha iniziato ad assumere aspirina dopo la diagnosi. Il 96% degli utilizzatori di aspirina prendeva una dose di 75 mg al giorno. Rispetto ai non utilizzatori, i pazienti in terapia con aspirina erano in generale più anziani e utilizzavano statine; i soggetti che assumevano aspirina già prima della diagnosi presentavano più frequentemente condizioni cardiologiche e comorbilità.

L’uso di aspirina è risultato associato ad una riduzione del rischio di mortalità del 27%, nei pazienti con tumore della colecisti. I soggetti affetti da colangiocarcinoma avevano un rischio ridotto del 29%; quelli con ampulloma, addirittura del 56%. Gli autori (Sarah S. Jackson e colleghi della Division of Cancer Epidemiology and Genetics, National Cancer Institute, Usa) concludono che il rischio di mortalità è significativamente ridotto (tra chi assume aspirina dopo la diagnosi di tumore delle vie biliari) soprattutto attraverso l’inibizione di quelle attività piastriniche capaci di ostacolare l’eliminazione delle cellule tumorali, facilitare la crescita delle cellule metastatiche e consentire alle cellule neoplastiche di diffondere attraverso il torrente sanguigno. L’aspirina svolgerebbe queste azioni protettive soprattutto inibendo l’aggregazione piastrinica.

Un limite del lavoro è però la mancanza di dati sullo stadio tumorale alla diagnosi e sui regimi di chemioterapia somministrati.

L’articolo conferma ed integra quello pubblicato su Hepatology nel 2016 da Jonggi Choi, della divisione di Gastroenterologia ed Epatologia della Mayo Clinic di Rochester. Lo studio aveva evidenziato come, le persone che avevano preso l’aspirina regolarmente, presentassero una riduzione da 2,7 a 3,6 volte del rischio di sviluppare CCA, rispetto a coloro che non avevano utilizzato regolarmente il farmaco.

Il loro studio appare corposo. Choi e colleghi hanno analizzato 2395 casi di CCA osservati presso la Mayo Clinic tra il 2000 e il 2014, abbinandoli a 4769 controlli dello stesso sesso, della stessa età, razza e zona di residenza, scelti tra i pazienti arruolati nella Mayo Clinic Biobank. Nel gruppo dei pazienti con CCA erano stati individuati tre sottotipi di CCA: intraepatico (1169 casi), peri-ilare (995 casi) e distale (231 casi). Questi sottotipi sono considerati malattie distinte, perché gravità, storia naturale e risposte al trattamento variano nelle tre forme.

I risultati dei lavori citati rafforzano diverse evidenze precedenti, che hanno pure dimostrato come l’aspirina possa proteggere anche contro tumori gastrointestinali (del colon-retto, in particolare) e quello endometriale.

BIBLIOWEB:

Sarah S. Jackson, Ruth M. Pfeiffer,  Zhiwei Liu, et al - Association Between Aspirin Use and Biliary Tract Cancer Survival. JAMA Oncol. Pub online October 17, 2019. doi:10.1001/jamaoncol.2019.4328
https://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/fullarticle/2752784
Clinical Practice Research Datalink  https://www.cprd.com/
Jonggi Choi,  Hassan M. Ghoz, et al. – Aspirin use and the risk of cholangiocarcinoma  – Hepatology, First published: 03 March 2016 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5995727/
AIOM – Linee Guida Tumori delle vie Biliari Edizione 2018 (in PDF allegatohttps://www.aiom.it/wp-content/uploads/
2018/11/2018_LG_AIOM_VieBiliari.pdf
Sito AIOM https://www.aiom.it/
Rete Nazionale Registro Tumori http://newmicro.altervista.org/?p=5888
Biopsia Liquida, raccomandazioni AIOM & C http://newmicro.altervista.org/?p=4852
Cancer: We can. I Can http://newmicro.altervista.org/?p=4154

Dottore, adesso parlo io http://newmicro.altervista.org/?p=3019

 Linee Guida sui Tumori delle Vie Biliari – AIOM, 2018  (PDF)

 Un Click per Leggere

 


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Sandro Pierdomenico

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