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World Sepsis Day 2019

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World Sepsis Day 2019

L’emergenza clinica continua. I dati SDO 2016-2017

Idati mondiali sulla sepsi continuano a spaventare. Nel mondo sviluppano una sepsi 31,5 milioni di persone ogni anno. Cinque milioni e 300mila ne muoiono, perchè la sepsi uccide dieci volte di più di un attacco di cuore. Bastano questi dati (OMS) a spiegare l’attenzione della Sanità, dell’OMS e della comunità scientifica al problema e, di conseguenza, all’appuntamento internazionale del World Sepsis Day.

Testimoniano l’interesse della comunità scientifica, il sito del World Sepsis Day, che quest’anno propond di firmare la petizione di “lotta alla sepsi” e quello di JAMA Network, che propone  un “ Consensus Definitions for Sepsis and Septic Shock” e che si è dotato recentemente anche di filmati sul tema. Ma tutta la comunità scientifica è pervasa dal tema sepsi. Basta citare la “cartolina prodotta da SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva) per le ferrovie dello stato “Frecciarossa”.

Tutti noi di Newmicro, inevitabilmente, ce ne interessiamo e, da microbiologi, non potrebbe essere altrimenti. Non a caso nel dicembre del 2017 avevamo organizzato un convegno, a Verona, sul tema (16 dicembre 2017 “Il percorso  diagnostico della sepsi nell’organizzazione Hub & Spoke”) che era stato molto apprezzato dai partecipanti e che ha fornito molti articoli al sito, che invito a rileggere (o a leggere, se vi erano “sfuggiti”).  

Anche se i DRG sono indicatori di rischio clinico rudimentali (ma utilizzati anche da OCSE/OECD). Ci consentono di misurare gli esiti clinici ed il grado di appropriatezza delle patologie, tra le quali anche la Sepsi (nelle SDO sono riportati i codici ICD9 CM – per patologie e procedure). Nei dati riportati sulle  Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) 2017, recentemente pubblicate, si conferma l’aumento delle infezioni ospedaliere:  sono state oltre 10mila (in Italia).

I risultati delle SDO 2017, confrontati con quelli delle SDO 2016, parlano chiaro e confermano, se non addirittura peggiorano, la posizione italiana di ultima in Europa per il contenimento delle infezioni ospedaliere. I dati evidentemente peggiori riguardano le infezioni post-chirurgiche, in aumento (2016/2017: +25,68 casi ogni 100.000 dimissioni). Sono” documentate” in aumento nella provincia di Bolzano, in Abruzzo, Puglia e Piemonte: solo in otto Regioni si registra un calo (Calabria -71,90 casi per 100mila dimissioni e Valle d’Aosta: -125,08). 

I “dati SDO “parlano” di 10.135 sepsi, di cui 541 dovute a cure mediche e 9.594 post-chirurgiche: si tratta di un’incidenza, ogni 100mila ricoveri, pari a 12,37. In dieci Regioni (i dati del Molise non sono stati rilevati nei due anni 2016-17) le infezioni dovute a cure mediche sono aumentate per centomila dimissioni/anno, mentre in altre dieci sono diminuite (ma solo di 0,02 ogni 100mila dimissioni).

Una volta tanto le Regioni in piano di rientro sono ‘spalmate’ lungo tutta la classifica, dall’Abruzzo con la sua crescita di +58,79 infezioni ogni 100mila dimissioni, alla Campania, di poco sotto la media nazionale, con -21,16 casi in più, fino alla Calabria che, appunto, di casi ne ha fatti registrare -71,90. Se vogliamo trarre delle conclusioni, potremmo dire che l’impegno “paga”, come dimostrato dalla Toscana, con l’attività del suo centro sul “governo clinico” o quello della Campania, che è riuscita a censire i dati.

Come ci ricorda il Sito del World Sepsis Day proponendo la petizione di “lotta alla sepsi”, l’impegno chiama ciascuno di noi a fare la propria parte “in prima persona”.

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BIBLIOWEB:

 Poster World Sepsis Day – SEPSI un’emergenza clinica – 13 Settembre 2019 (PDF)

 

 Un Click per Leggere

 


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Assunta Sartor

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