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GDPR Slow

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AgID e FSE: “Coinvolgere di più medici di famiglia e pediatri

Lalentezza nell’adozione dei nuovi strumenti informatici sta condizionando la sanità digitale. E’ quanto ha sostenuto l’Agenzia per Italia Digitale (AgID), durante l’audizione in commissione parlamentare, segnalando “problemi” sulla semplificazione. Ad esempio in merito all’accesso dei cittadini ai servizi erogati dal SSN, viene espressa l’osservazione che: “in parecchie Regioni i sistemi sono obsoleti dal punto di vista del hardware e del software e non sempre la connettività è sufficiente per scambiare informazioni fondamentali, perché si tratta di file molto pesanti”.

Vanno coinvolti di più i medici di medicina generale ed i pediatri (sempre secondo AgID) in modo che possano inserire, nel fascicolo sanitario elettronico (FSE), le informazioni dei propri assistiti, collegando questo agli indicatori di performance. Secondo l’Agenzia “…solo la metà dei medici di medicina generale e pediatri lo utilizzano effettivamente”.

Gli standard sono utili (come il piano triennale di informatizzazione della PA). Consentiranno di utilizzare il fascicolo sanitario “non solo come contenitore di documenti ma anche per estrarne i dati, che potranno essere usati dal mondo della ricerca e dai professionisti sanitari, facendo le opportune analisi a riguardo”. Di tutto ciò ne potrà beneficiare la stessa programmazione sanitaria e la ricerca scientifica ed epidemiologica, anche per “valutare la qualità delle cure somministrate”.

L’introduzione del nuovo Regolamento europeo (GDPR) ha reso evidente quanto il trattamento dei dati personali non si limiti alla sola “vecchia privacy”: l’uso delle informazioni, i diritti e gli interessi di aziende e persone fisiche, si fondono in una complessa scacchiera, nella quale istituzioni e autorità sono chiamate a declinare tematiche sociali ed economiche di primaria importanza, utilizzando anche la complessa tecnica del “bilanciamento di diritti umani fondamentali”.

Rischia di suonare come una campana a martello una delle ultime dichiarazioni, da Presidente dell’Autorità Garante Privacy, di Antonello Soro: “sull’altare dove si celebra ogni giorno la potenza del mercato dei dati, si sta consumando l’agonia della democrazia (prima) e della libertà dell’uomo (subito dopo)”. Nessuno può negare come “il valore e il potere del dato personale siano il motore della società digitale”, dalla cui lesione possono discendere danni ai diritti fondamentali.

Un fenomeno delicato tanto quanto complicato, dove la sola dialettica difficilmente contribuirà in maniera efficace al consolidamento dei principi ed all’introduzione di metodologie di cooperazione, salvaguardia e concreta tutela dei diritti umani. La domanda che, più di tutte, attende ancora risposta, è quella in merito all’effettiva qualità del livello di consapevolezza anche da parte della Dirigenza (a prescindere dai numeri), sulla necessità che i principi enunciati, nel GDPR, si traducano in una costante, completa e concreta attuazione.

La qualità del percorso verso la conformità, portato avanti da industrie, da amministrazioni pubbliche e dalle organizzazioni in genere, soprattutto con la profonda specializzazione e l’efficienza dei componenti i vari Collegi istituzionali, saranno fattori determinanti al fine di orientare l’agire consapevole delle nostre Autorità, destinate a loro volta a pronunciarsi in materia e creare le basi di un sistema di tutele operativo e soddisfacente.

Il Consiglio d’Europa (Dichiarazione adottata il 13 febbraio), ha sottolineato che quello che conta, in un mondo caratterizzato da Big Data, Data Analysis, Algoritmi, Machine learning e dalla Intelligenza Artificiale, è regolamentare l’uso dei “dati inferiti”. Questi hanno immenso valore: sono i dati “estratti da altri dati” che, se usati su ampia scala, possono influenzare non solo i comportamenti ma anche le conoscenze, le scelte, le opinioni e le emozioni dei cittadini.

Siamo di fronte alla nuova frontiera, per affrontare la quale non bastano Carte Etiche, sempre relative a culture specifiche e facilmente aggirabili; né servono Linee Guida dal contenuto generico e puramente metodologico. La lentezza del recepimento del Regolamento UE 679 del 2016 e della legislazione correlata, rischia di diventare un “pesante dazio” nella vita dei cittadini, in particolare proprio nel nostro “ambito sanitario”.

BIBLIOWEB:

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=76175&fr=n
Noi PA http://newmicro.altervista.org/?p=6096
Sicurezza dei dati Sanitari http://newmicro.altervista.org/?p=5934
Buone carte per cambiare la PA (finalmente) http://newmicro.altervista.org/?p=5768
Health Literacy http://newmicro.altervista.org/?p=5677
DataCracy  http://newmicro.altervista.org/?p=4778
GDPR Now http://newmicro.altervista.org/?p=4728
Cibersecurity e Blockchain in sanità http://newmicro.altervista.org/?p=4646
Medical Smart Toys http://newmicro.altervista.org/?p=4594
@ Citizen, @ Health http://newmicro.altervista.org/?p=4479
L’e-Health è la nuova frontiera della sanità http://newmicro.altervista.org/?p=4372
Privacy, un parere legale http://newmicro.altervista.org/?p=4317
Privacy e Rischio http://newmicro.altervista.org/?p=4187
Privacy europea: GDPR. Informativa e i nuovi diritti http://newmicro.altervista.org/?p=4122
Privacy Countdown http://newmicro.altervista.org/?p=3891
“Istruzioni tecniche” del FSE http://newmicro.altervista.org/?p=3269
Strategie Sanitarie http://newmicro.altervista.org/?p=1771
Fascicolo Sanitario Elettronico: pronti via http://newmicro.altervista.org/?p=739
Rivoluzione Digitale http://amicimedlab.altervista.org/?p=2927
Quanto è importante l’informatica in Sanità? http://amicimedlab.altervista.org/?p=7498
Dossier Sanitario Elettronico http://amicimedlab.altervista.org/?p=7064



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Marco Pradella

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