Blog

HCV Evidence Based

Posted by:

HCV Evidence Based

Gli anti-HCV ad azione diretta sono dei salvavita. Lo studio su Lancet smentisce review Cochrane

IL‘OMS’ sottolinea che alla base della diffusone globale dell’Epatite C (HCV),  c’è soprattutto una mancata diagnosi ed ha recentemente introdotto un nuovo test rapido per ribaltare la situazione,  soprattutto tra le popolazioni più povere, che troppo spesso non riescono ad identificare precocemente alcune malattie, tra cui proprio la patologia da “HCV”.

Si stima che siano circa 71 milioni i pazienti con infezione cronica da HCV, nel mondo. Patologica condizione che provoca complicanze quali cirrosi, carcinoma epatocellulare, exitus. Nell’arco degli ultimi quindici anni, le complicanze dell’infezione da HCV sono triplicate e si stima che il loro picco verrà registrato tra il 2030 ed il 2035.

Conoscere quanti pazienti con HCV devono ancora essere trattati, favorisce una programmazione virtuosa ed efficiente, anche dal punto di vista economico e finanziario, incidendo positivamente sulla sostenibilità del sistema. Sul tema, in Italia, collaborano istituzioni ed associazioni, con contributi fattivi come le indagini legate alla popolazione.

Gli italiani con diagnosi nota di epatite C, in attesa di essere curati, sono diminuiti, ma  le stime aggiornate  parlano di circa 200 mila i pazienti da indirizzare verso una terapia definitiva. A questi vanno aggiunti i casi cosiddetti “sommersi”: altri 100 mila pazienti (media tra 71 e 130 mila) che ancora non hanno scoperto l’infezione. Sono solo alcune tra le valutazioni contenute nell’indagine  EpaC Onlus/Ceis, dell’Università Tor Vergata di Roma.

Al 1° Gennaio 2018, la stima del numero di pazienti con diagnosi nota, in attesa di essere curati, risultava di circa 240 mila soggetti (range: 192 mila/311 mila); dal 1° Gennaio 2019 si prevede un valore di circa 160 mila pazienti, con range tra 159 mila e 170 mila. A tale quantità si è giunti applicando le variazioni dovute a nuove infezioni, decessi e guarigioni, stimate o calcolate in tutto il 2018.

Nell’ambito del Piano di eradicazione dell’infezione da HCV, in Italia, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) fornisce in maniera sistematica (con aggiornamenti settimanali), dati pubblici circa i trattamenti con i nuovi farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione (DAAs), per la cura dell’epatite C cronica, raccolti dai Registri di monitoraggio. Alla luce delle rilevazioni, AIFA ha ridefinito i criteri di trattamento per l’Epatite C cronica (11 criteri, elencati in tabella).

Purtroppo sono poche le Regioni che si sono organizzate per accedere alle risorse, vincolate, per l’acquisto di farmaci anti HCV (attuando le raccomandazioni dell’Oms). Bisogna oltretutto considerare che il 2019, per l’Italia, rappresenta un anno critico, essendo l’ultimo nel quale i farmaci contro l’epatite C conserveranno l’etichetta di farmaci ‘innovativi’ (a carico completo del fondo speciale relativo).

L’evidenza conferma che la maggior parte dei pazienti “sommersi vanno cercati in serbatoi al di fuori delle strutture autorizzate. Appaiono necessari, quindi, piani di eliminazione regionali, in grado di organizzare la presa in carico e l’avvio al trattamento dei pazienti da curare, con il coinvolgimento degli stakeholders interessati (carceri, SerT, Medici di Famiglia, ecc.), con PDTA  specifici per tale obiettivo.

Quantità “industriali” di lavori clinici e sperimentali, evidenziano la necessità di curare i pazienti (tutti), il prima possibile. Vale la pena citare uno studio osservazionale, appena pubblicato su Lancet: da una parte smentisce i risultati di una revisione della Cochrane (conclusioni non chiare, rispetto ai benefici a lungo termine, di questi farmaci) e dall’altra conferma la raggiungibilità degli obiettivi del “OMS”: eradicazione del “HCV” e/o riduzione delle complicanze.

Lo studio ha interessato 10.166 pazienti, reclutati presso trentadue centri francesi (con mediana temporale di 33 mesi). Al follow up “end”, risultavano 9.895 pazienti: 7.344 trattati con antivirali diretti e 2.551 NON trattati. Le conclusioni dimostrano che gli anti-virali ad azione diretta (DAA), riducono il rischio di mortalità del 52% e quello di carcinoma epatocellulare del 33%.  

Il lavoro fornisce, al momento, la miglior evidenza a supporto di linee guida che raccomandano il trattamento con DAA, per tutti i pazienti con infezione cronica da HCV, dando piena credibilità agli obiettivi fissati dal Oms, ai fini dell’eradicazione del HCV ed a sostegno di una marcata riduzione delle complicanze.

L’infezione da HCV, in ogni caso, rappresenta ancora una scommessa!

PerTesto

BIBLIOWEB:

OMS test HCV http://www.who.int/diagnostics_laboratory/evaluations/pq-list/hcv/161216_final_amended_report_0257_012_00.pdf
“Epatite C: stima del numero di pazienti con diagnosi nota e non nota residenti in Italia”  – EpaC Onlus  / Eehta – Centro di Studi Economici e internazionali   Università Tor Vergata di Roma. https://www.epac.it/
https://www.epac.it/notizie/ultime-notizie/epatite-c-nuova-stima-sui-pazienti-ancora-da-curare-con-diagnosi-nota-e-non-nota-potrebbero-essere-dai-270-ai-330-000
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(18)32111-1/fulltext
Aggiornamento AIFA http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Aggiornamento_dati_Registri_AIFA_DAAs_04.03.2019.pdf
Tabella Riassuntiva DAAs http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/tabella_riassuntiva_DAAs_08.05.2018.pdf
Sito AIFA aggiornamento http://www.aifa.gov.it/content/aggiornamento-epatite-c
Informare in modo corretto il paziente è sempre fondamentale http://newmicro.altervista.org/?p=4613
HIV & Sinergie pericolose: Linee Guida per combatterle http://newmicro.altervista.org/?p=4048
High Platelet, High Risk http://newmicro.altervista.org/?p=2915
Tagliare la diagnostica: FACILE A FARSI. E le MST? http://newmicro.altervista.org/?p=3430



Articoli correlati:

0
Antonio Conti

About the Author

Email: [email protected]
Go To Top
AVVERTENZA: Questo sito web utilizza i Cookies al fine di offrire un servizio migliore agli Utenti Maggiori informazioni