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Remember MGF

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Remember MGF

Dopo la pubblicazione questa primavera del nostro manualetto sulle MGF (presentato anche al 5°Congresso New Micro di Bardolino), torno sull’argomento “sensibile”, sul quale molto si è fatto proprio in questo ultimo anno. Scopo dell’opuscolo sulle mutilazioni genitali femminili era quello di informare gli operatori ed i professionisti, che vengono a contatto con le donne che le hanno subite, aiutandoli a creare una rete internazionale per cercare di combattere un fenomeno frutto di retaggi del passato e che ancora oggi è tutt’altro che marginale: è in realtà diffuso in tutto il mondo.

Le MGF vengono da lontano, sono “riti di passaggio” neolitici (pratiche preesistenti alle religioni monoteistiche), generalmente a controllo matriarcale, per riaffermare la propria identità. Dietro le MGF non c’è il gusto sadico di una violenza gratuita, ma un substrato culturale in cui le donne sono immerse costituito dalla propria terra, dalle proprie radici ed dai propri genitori. Anche per questo non vanno semplicemente “stigmatizzate tout court” le culture e le donne che le hanno subite.

Perché il problema delle mutilazioni non riguarda più soltanto i paesi in cui vigono queste tradizioni, ma tutti quelli che, come gli stati europei e l’Italia, con le ondate dei flussi migratori, si trovano ad accogliere donne che ne sono state vittime, quelle che fuggono proprio per questo motivo dai loro paesi di origine o quelle che ancora devono sottostare a queste imposizioni. La cultura dell’accoglienza e dell’integrazione è inversamente proporzionale alla necessità di riaffermare la propria identità. Nel caso delle MGF nelle bambine immigrate, vuol dire aggiungere uno stigma ulteriore rispetto alle coetanee, compagne di giochi o di scuola.

Come già descritto nel nostro manualetto Stop alle MGF, anche se non si può avere una sicura certezza delle consistenze numeriche, nel mondo si parla di 200 milioni di donne che hanno subito pratiche escissorie, delle quali oltre 500mila si trovano attualmente in Europa. Si valuta, inoltre, che ogni anno circa 3 milioni di bambine siano a rischio di subire le MGF. Secondo il rapporto  AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) nel 2010 si stimava che in Italia vivessero circa 57mila donne  e ragazze straniere tra i 15 e i 49 anni che avevano subito tale pratica; cifre invariate sono riferite al 2016. Si ha anche ragione di credere che possono essere fra 2.000 e 7.000 le bambine a rischio di subire le pratiche escissorie.

Nel nostro paese le MGF sono un reato penale (legge n.7 del 2006)  che prevede la reclusione dai 3 ai 12 anni, con aggravanti se il reato è commesso su minori.  Il reato è punibile anche al di fuori del paese, se è commesso da cittadino italiano o da uno straniero residente in Italia, o se l’intervento viene fatto su una cittadina italiana o donna residente in Italia. Con la legge 172 del 2012 poi, l’Italia ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, che contempla pene più severe per una serie di reati, tra cui anche le MGF. Dal 2007 inoltre chi subisce o è sotto la minaccia di MGF può fare domanda di asilo per fuggire dal proprio paese. Le mutilazioni genitali femminili sono infatti comprese tra gli atti di persecuzione (passati/futuri) per cui si può fare domanda di asilo (status di rifugiato), poiché sono considerate forma di violenza morale e fisica, discriminatoria di genere (femminile).

Molte iniziative sono state intraprese: ringraziamo Daniele Maio, della fondazione “l’Albero della Vita”, che ci ha concesso le diapositive sul tema “Chat – Changing attitude” e che come valore aggiunto ci insegna la teoria del cambiamento.

Nel 2016 è stato creato a Milano un centro specialistico in ambito ospedaliero presso l’ASST Santi Paolo e Carlo, il “Centro Sostegno Donna”, per facilitare l’accesso e la presa in carico delle donne migranti con questo tipo di problematiche (vedi il vademecum per Operatori sanitari, a cura della Regione Lombardia – PDF allegato).

MGF testo

BIBLIOWEB:

Stop alle Mutilazioni Genitali Femminili – Amici della Medicina di Laboratorio – New Micro 2017 (in allegato FlipBook)
Maio D. “Chat – Changing attitude” – L’albero della Vita (in allegato Flip-Book)
Le Mutilazioni Genitali Femminili Vademecum per operatori sanitari, socio-sanitari e scolastici. ASST Santi Paolo e Carlo (in allegato PDF)
http://www.eupolis.regione.lombardia.it/shared/ccurl/923/286/VADEMECUM%20MGF%20PER%20OPERATORI%202.pdf
http://www.eupolis.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=Regione%2FMILayout&cid=1213438726568&packedargs=TemplateDestinazione%3
DMIRedazionaleDettaglio2Col%26assetid%3D1213477816224%26assettype%3DRedazionale_P&pagename=RGNWrapper
Stop MGF http://newmicro.altervista.org/?p=2210

Stop alle Mutilazioni Genitali Femminili – opuscolo AmiciMedLab (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

CHAT – Against Female Genital Mutilation in Europe – Associazione l’Albero della Vita (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

Vademecum per operatori sanitari, socio-sanitari e scolastici – SostegnoDonna / ASST Santi Paolo e Carlo (PDF)

Un Click per Leggere



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Michele Musmeci

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