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GB Vico e la Pertosse

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GB Vico e la Pertosse
Ovvero:  “Everything old is new again”

Un recente documento (Maggio 2014) dell’ Istituto Superiore di Sanità ha riportato alla nostra attenzione la Pertosse come problema di pubblica sanità (1).

La pratica vaccinale sembrava aver confinato in una dimensione episodica e quasi di reminiscenza storica la “tosse abbaiante”.

Molti tra coloro che han vissuto la prepotenza drammatica della epidemia di AIDS negli anni 80 e 90 hanno quasi annullato l’impegno diagnostico verso le malattie infettive minori, cosiddette epidemiologicamente risolte perché prevenibili.

In quegli anni ed ancor oggi la pervicacia nell’uso di terreni e procedure per la ricerca della Bordetella pertussis e l’atto stesso di far tossire direttamente sul terreno di coltura il malato sospetto, venivano quasi derisi da chi riteneva di praticare la microbiologia moderna.

Questa forse legittima posizione culturale ha quasi smantellato il nostro paese del know-how diagnostico verso la pertosse. Il documento del ISS lo testimonia: un’indagine condotta su base volontaria presso 185 laboratori (dal 2009 al 2012), distribuiti in tutto il territorio nazionale, rivela che meno del 20% effettua almeno un test diagnostico. In quasi tutte le regioni meridionali tale potenzialità è assente.

Oggi assistiamo ad una recrudescenza nel mondo della malattia, probabilmente dovuta allo shift verso vaccini acellulari, avvenuto nelle ultime due decadi e giustificato dalla minore tossicità reattiva.

Almeno tre fattori hanno agito: la mutazione antigenica di alcuni ceppi, la minore durata della protezione, l’incompleta attivazione della risposta immune (cellulo-mediata) (2).

La pertosse ritorna ed il nostro paese appare impreparato a documentarne la diagnosi clinica: molto più di altri . Dal 2012 i CDC americano ed europeo affermano l’assoluta utilità della sorveglianza epidemiologica basata sulla diagnosi microbiologica, conservando la posizione di gold standard metodologico all’esame colturale (WHO).

Raccomandano la combinazione di più metodi (colturale, molecolare, sierologico) secondo una flow-chart strettamente legata all’evoluzione temporale della malattia, dettagliando modalità di prelievo, limiti ed efficacia dei singoli test (1,2).

In un periodo che ricorda la grande crisi del 29, l’episodio pertosse dovrebbe indurre noi operatori sanitari ed i politici ad una riflessione: innovare non significa abbandonare la tradizione, almeno non sempre; ridurre la spesa sanitaria “ab imis” può mettere a rischio la salute di tutti i cittadini; più che mai oggi la ricerca e la pratica devono ispirarsi ad una filosofia della scienza legata all’evidenza.

Le malattie infettive, nei paesi del primo mondo, hanno lasciato il posto ai tumori ed alle patologie cardiache come prevalenti cause di morte. Il tutto grazie alla pratica vaccinale, alle terapie antivirali ed antibatteriche, alla tempestività della diagnosi microbiologica, quasi magicamente potenziata dall’incontro dei metodi tradizionali con la genomica e la proteo mica.

L’episodio pertosse sintetizza la necessità della scienza di affrancarsi da condizionamenti commerciali e di far tesoro sempre della tradizione, rivalutando i cambiamenti.
A noi tutti spetta il dovere dell’umiltà nel non ritenere mai scontate ne’ vittorie ne’ sconfitte, in medicina così come nella vita.
E’ occasione forse di rivalutare il pensiero vichiano: l’uomo può cogliere il verosimile, non la verità e la storia propone un eterno ritorno di cicli sempre uguali.

Come dipanare l’autentico progresso?

 

BLIBLIO:              

1) Ausiello CM, Stefanelli P, Carollo M, et al. Pertosse in Italia: ricognizione dei laboratori di diagnosi del Servizio Sanitario Nazionale e valutazione delle tecniche utilizzate. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2014. (Rapporti ISTISAN 14/3).

2) Safadi Marco AP, Guiso N, Mills KH, et al. Pertussis disease prevention. Medscape Pathology and Lab Medicine. CME Released: 20 August 2014.

 

   In allegato la Documentazione relativa in formato PDF

 

Click per visualizzare la Documentazione



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Sandro Pierdomenico

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