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Serve Un Comandante In Capo Del Servizio Sanitario Pubblico?

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Serve Un Comandante In Capo Del Servizio Sanitario Pubblico?

Negli USA divampa da qualche tempo la polemica sul ruolo e la reale necessità di continuare a nominare un “Surgeon General” (SG), il medico di nomina presidenziale a cui il governo affida la responsabilità della gestione di tutti i servizi sanitari pubblici.

L’acme della polemica è stato forse raggiunto con la pubblicazione di un pamphlet di Mike Stobbe, uscito qualche giorno fa, il cui titolo suona:

“L’allarme del Surgeon General: il ‘medico della nazione’ rovinato dalla politica”. I contestatori sostengono che ormai questa figura risulta totalmente screditata in quanto incarna gli esclusivi interessi della politica.

Ruolo e funzioni di questa carica sarebbero ormai irrimediabilmente compromessi, tanto che la conclusione del libro è che è arrivato il momento di disfarsi del Surgeon General.

Argomentazioni e polemiche che suonano stranamente familiari alle nostre italiche orecchie.

In una intervista a MedPage Today, un ex- SG, Richard Carmona (il 17° della serie iniziata nel 1876, in carica fino al 2006) contesta i contestatori, rivendicando l’attualità e la fondamentale importanza di questo ruolo anche per il Terzo millennio.

“Mai come adesso si sente il bisogno di avere un Surgeon General, perché mai come oggi si sente la necessità di un servizio sanitario pubblico.

L’innegabile intrusione della politica nelle nomine è un fatto recente, e coincide con il tentativo di individuare persone più allineate con uno dei due partiti in quel momento al potere, aggirando il rigido sistema meritocratico di selezione dei candidati che è sempre stato in vigore”.

“Adesso”, prosegue Carmona, “si tratta di correggere questa stortura senza rinunciare alle prerogative indispensabili di tale figura. Il SG non è il medico del Partito democratico o di quello Repubblicano: è il medico della Nazione.

Perché marginalizzare o annullare questo ruolo in un mondo che dipende sempre più dalla corretta comprensione della complessità della scienza medica e dalla sua corretta applicazione alla politica?

Il SG deve tornare ad essere il ‘Comandante in Capo’ del Servizio sanitario pubblico americano, capace di interpretare e comprendere fenomeni scientifici complessi e tradurne le possibili conseguenze per i ministri, il congresso e più in generale per tutta l’opinione pubblica. Il dottor Carmona, che è oggi insegna Sanità pubblica all’Università dell’Arizona (Tucson) e a Columbus (Ohio), non si nasconde che sarà dura realizzare questi cambiamenti, ma che è indispensabile provarci.

Una ultima raccomandazione al Congresso e al Presidente: si dovrebbe non chiedere, ma esigere ogni anno dal Surgeon General un “Discorso (sanitario) sullo Stato dell’Unione” che includa considerazioni e proposte sulla situazione sanitaria dell’intero mondo, perché un robusto ed efficiente Servizio sanitario pubblico è nell’interesse degli Stati Uniti ma anche del resto del mondo.”

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Marco Caputo

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