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Alcool: target giovani

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Alcool: target giovani

Il fenomeno binge drinking

Nel mondo l’alcol-dipendenza continua a richiedere grande attenzione, per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano. Non a caso è stato istituito l’Alcohol Prevention Day, a livello mondiale. Sta aumentando, soprattutto fra i giovani, un fenomeno correlato: il “binge drinking”. I testimonial della campagna di comunicazione molto forte, efficace, con testimonial credibili e non convenzionali, del Ministero contro l’abuso d’alcol, sono Elio e le storie tese che hanno scritto una canzone fantastica, con un testo divertente e ricco di informazioni: Alcol Snaturato (Una Serata Speciale).

Le raccomandazioni del Ministero della Salute sul binge drinking (il consumo di oltre sei Unità Alcoliche – UA = 12 grammi di alcol puro), ricordano che il rischio è più frequente durante momenti di socializzazione. Le sempre più diffuse ”abbuffate alcoliche” o ”Heavy Episodic Drinking”, fuori pasto, soprattutto tra gli adolescenti, non possono non allarmare. Secondo il Rapporto Istat, il consumo di alcol in Italia, nel 2016, confermato dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS – presentati in occasione dell’Alcol Prevention Day), è caratterizzato dalla forte riduzione dell’età media dei consumatori. In alcuni casi il primo bicchiere lo si beve a 11 anni, davvero troppo presto. E’ proprio l’etendersi del fenomeno nella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero (11-15 anni), a causa del “divieto per legge” (vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto della maggiore età!), ciò che allarma maggiormente.

In controtendenza alla media nazionale, che depone per una diminuzione della percentuale di consumatori giornalieri di bevande alcoliche, la quota di bevitori che eccedono nelle quantità è aumentata (8,6 milioni) dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016. Coinvolti più frequentemente gli over-65 maschi (i cosiddetti “giovani anziani”, 36,2% uomini e 8,3% donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% maschi e 12,2% donne) e gli adolescenti di 11-17 anni (22,9% maschi e 17,9% donne). E’ comunque la classe d’età dei 18-24 anni (specie maschi), ad avere maggiori probabilità di bere e di ubriacarsi, particolarmente coloro che nel corso dell’anno hanno fumato tabacco o usato cannabis. Maggiori probabilità anche per i single, le persone diplomate e laureate, rispetto a chi ha un titolo di studio inferiore e chi lavora o studia rispetto a disoccupati o casalinghe.

Per analizzare lo stile di vita (assetto psicologico e consumo di bevande), la Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia (FIRE – Onlus) in collaborazione col Prof. Gasbarrini dell’Università Cattolica di Roma, ha elaborato e somministrato lo studio ‘Alcol e giovani’ dedicato all’impatto dell’alcol sugli adolescenti, nella regione Lazio. Lo studio ha visto coinvolto un campione di 2700 ragazzi iscritti ai Licei di Roma, Frosinone e Latina (età compresa tra i 14 ed i 19 anni). Dallo studio emerge come la modalità “binge drinking” rappresenti un fattore di rischio importantissimo per lo sviluppo sia di problemi alcol-correlati sia di alcol-dipendenza.

E’ documentato (vedi articolo JAH) che l’associazione energy drink/alcol  produce un effetto di sommazione: i giovani  tendono a bere di più (intossicandosi maggiormente) rispetto al bere alcol da solo. Questo probabilmente è dovuto al fatto che le bibite alla caffeina diminuiscono la sensazione di ebbrezza, spingendo quindi i soggetti a bere maggiormente. E’ importante che le persone sappiano che mescolare questi due ingredienti può essere molto pericoloso.

Dall’inghilterra (Università di Glasgow). E’ stato condotto uno studio di coorte osservazionale, prospettico (durato 18 mesi in una Unità di Terapia Intensiva – UTI, da 20 posti letto) su  580 pazienti,  divisi in tre gruppi sulla base del consumo d’alcol. Ha evidenziato che circa un terzo (il 34,4%) dei soggetti è stato ricoverato con un passato di abuso d’alcol. Questi avevano una probabilità quasi raddoppiata di sviluppare shock settico, durante il ricovero in UTI, rispetto al gruppo a basso rischio (odds ratio [OR] 1,67; P=0,01). La presenza di cirrosi epatica, faceva aumentare le probabilità di sviluppare shock settico nei soggetti con un ricovero legato all’alcol (OR 1,81; p=0,005). Inoltre, la dipendenza dall’alcol è stata associata a una probabilità più che raddoppiata di mortalità in UTI (OR 2,28; p=0,01) e mortalità in ospedale (OR 2,43; p=0,004). Dopo altre correzioni statistiche (shock settico in UTI, età e APACHE II), la dipendenza dall’alcol è stata associata, in modo indipendente, alla mortalità a sei mesi dopo le dimissioni dal UTI (RR: 1,50; p=0,0387).

Una indagine condotta dall’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze Patologiche – Azienda Usl di Bologna, ha coinvolto 390 giovani tra 18 e 29 anni (residenti a Bologna, suddivisi tra studenti, lavoratori e soggetti in cerca di occupazione). Su 366, 8 giovani su 10 bevono a dismisura almeno una volta all’anno. Si chiama Heavy Episodic Drinking (Hed) e significa bere molto, in un’unica serata.  La “trasgressione” avviene almeno una volta all’anno, per l’83% dei giovani tra 18 e 29 anni. Le interviste hanno evidenziato l’utilizzo abituale di alcolici nel 73% degli intervistati ed il 39% sperimenta un episodio di Hed con cadenza settimanale, nel week end.   

Tra coloro che si lasciano andare a questo tipo di abuso, quasi tutti riconoscono di essere stati male. La metà dichiara di aver fatto cose che non ricorda, il 40% si è vergognato di quello che ha fatto e si è pentito di aver perso il controllo o di essere arrivato tardi al lavoro o a scuola. Un terzo ha avuto rapporti sessuali non protetti, uno su quattro ha litigato con gli amici o con la famiglia, uno su cinque si è fatto male accidentalmente o ho fatto del male ad un’altra persona. In percentuali tra il 10% ed il 20% c’è chi è stato vittima di un furto o di un incidente, chi ha danneggiato beni pubblici o proprietà private. Mentre i ragazzi sono vittime di fatti traumatici e/o riportano danni fisici, le ragazze anche se in modo statisticamente non significativo, riferiscono di rapporti sessuali non desiderati, di molestie subìte, di aver fatto cose delle quali ci si è vergognate o pentite successivamente.

Il comportamento protettivo più diffuso tra i giovani è quello del guidatore designato, che dovrà astenersi o limitare al massimo l’assunzione di alcol nel corso della serata. Per evitare gli effetti indesiderati degli eccessi, gli alcolici vengono assunti lentamente, facendo trascorrere del tempo tra un drink e l’altro. Per mitigare gli effetti immediati si mangiano carboidrati, si alternano bibite analcoliche, si passeggia. Per contrastare particolari conseguenze post-eccesso, come ad esempio l’acidità di stomaco, si ricorre a soft drink o a succhi di frutta o, in via preventiva, si scelgono locali nei quali si è sicuri di trovare alcolici di buona qualità o si beve solo ciò che si conosce. Queste ultime precauzioni sono adottate, in particolare, dai più giovani tra gli intervistati. Emergono altre accortezze protettive, come stare assieme a persone fidate e conosciute, non lasciare incustodita la propria bevanda, evitare competizioni e giochi alcolici, non mischiare alcol e stupefacenti. In generale, la maggioranza degli intervistati si autoregola individualmente e non ritiene di dover intervenire sui comportamenti e sulle abitudini, riguardanti il consumo di alcol, di amici o conoscenti.

+binge clip

BIBLIOWEB:

Alcol e le storie tese (in allegato)
Gasbarrini A. – Studio epidemiologico sullo stile di vita e l’uso inadeguato di bevande alcoliche tra gli adolescenti nella regione Lazio. FIRE – Università Cattolica (in allegato)
Consumo di bevande  alcoliche dei giovani in italia dal 2000 ad oggi – IFC CNR (in allegato)
Patrick M.E., Maggs J.L. – Energy Drinks and Alcohol: Links to Alcohol Behaviors and Consequences Across 56 Days  – JAH April 2014 Volume 54, Issue 4, Pages 454–459 http://www.jahonline.org/article/S1054-139X(13)00511-9/abstract
Alcol: a che punto siamohttp://newmicro.altervista.org/?p=2622

 Elio e Ministero contro l’abuso alcolico  (in formato PDF-FlipBook)

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 Adolescenti e alcol: studio epidemiologico  (in formato PDF-FlipBook)

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 Consumo di Bevande e Giovani  (in formato PDF-FlipBook)

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Sandro Pierdomenico

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