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Non è vero che la sanità pubblica è insostenibile

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Non è vero che la sanità pubblica è insostenibile

Ormai è un assioma consolidato a livello mondiale: quando si deve risparmiare i governi dei vari stati decidono di effettuare tagli in sanità (ed in Italia sappiamo quanto ciò sia vero). L’assunto da cui si parte è che la sanità pubblica sia “un lusso”, che si possano effettuare tagli senza che questa ne risenta: si limitano gli sprechi. Ma il principio sociale di assistenza, le “società di mutuo soccorso” sono partite con forza proprio in Europa, secoli fa. E poi siamo sicuri che la visione economicistica attualmente fornita sia quella giusta?

Secondo valutazioni dell’OMS, negli ultimi dieci anni gli indicatori di salute dimostrano che il sistema sanitario in Italia è stato davvero efficace e addirittura meno costoso che nella maggior parte dei Paesi occidentali ad alta industrializzazione. Quando si è partiti con il Sistema Sanitario Nazionale (la famosa 833) l’INAM aveva accumulato debiti tali che difficilmente avrebbero consentito di continuare col sistema assicurativo.

Sempre per l’OMS, le varie forme assicurative (integrative o sostitutive), rischiano di produrre livelli differenti di copertura sanitaria che colpirebbero profondamente il solidarismo del sistema sanitario basato sulla fiscalità generale, con riduzione dell’appropriatezza degli interventi e l’aumento del “consumismo” sanitario.

Nella giornata mondiale della Salute dell’Oms (il prossimo 7 aprile), verrà presentato il Manifesto in difesa del Sistema Sanitario Nazionale da Rete Sostenibilità e Salute (RSS). Il tutto rientra nella mobilitazione europea #health4all organizzata da Europe Health Network, per la difesa dei sistemi sanitari in Europa e la costituzione di un fronte comune che:

• 1 – contrasti la volontà politica di ridimensionamento della sanità pubblica,
• 2 – favorisca la promozione della salute agendo sul territorio e sui determinanti sociali e    ambientali,
• 3 – costruisca una società più equa.

In risposta alla visione economicistica viene proposta un’alternativa stile EBM. “La salute non equivale alla quantità di prestazioni erogate: pertanto bisogna favorire l’informazione, perché i cittadini non credano che il mantenimento della salute dipenda dal numero di visite specialistiche ed esami diagnostici effettuati o dal consumo di farmaci. Un sistema sanitario sostenibile persegue il fine di determinare la migliore e più adatta risposta ai differenti bisogni di ciascuno, considerando criteri di documentata efficacia. Secondo l’art. 32 della Costituzione, la gratuità delle prestazioni in funzione del bisogno è dovuta, in quanto il servizio sanitario è sostenuto dalla fiscalità generale secondo la logica della progressività; ciò ha un valore ancora maggiore in fase di crisi economica per consentire a tutti l’accesso alle cure“.

Questo il pensiero che fa da collante per la Rete Sostenibilità e Salute, che raggruppa associazioni sanitarie di diversa matrice: da Slow Medicine a Medicina Democratica, ma anche Slow Food, e altre 23 associazioni. E Noi ?

BIBLIOWEB:

 Manifesto in difesa del Sistema Sanitario Nazionale (in formato PDF)

Click per visualizzare



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Paolo Paparella

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