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Conta leucocitaria, ischemia e SAH

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Conta leucocitaria, ischemia e SAH

Indice predittivo d’ischemia nell’emorragia subaracnoidea

L’American Association of Neurological Surgeons (AANS) è una delle associazioni di punta statunitensi del “Evidence Based Medicine”, a cui si è dedicata con convinzione, producendo tra l’altro, nell’ambito del progetto Choosing Wisely, i “ Five Things Physicians and Patients Should Question”, rendendo disponibile sul proprio sito immagini di ambito neurologico e neurochirurgico tra i quali spicca il Neurosurgical Atlas, vera “summa illustrata” del settore.

Del resto la credibilità scientifica di AANS parte nel 1931 direttamente dal suo fondatore, Harvey Williams Cushing, riportato anche nel logo societario. L’ANNS è nota anche per il sito WEB: è particolarmente valido per i contenuti didattici, messi a disposizione, partendo dal Journal of NeuroSurgery – JNS.

Di Cushing, pioniere della neurochirurgia e degli studi sull’ipofisi, tutti conoscono la sindrome e la malattia, ma non tutti forse sanno delle sue capacità di scrittore. Vinse il prestigioso Premio Pulitzer con la biografia di Sir William Osler (l’inventore del laboratorio di reparto e colui che coniò il termine “sepsis”). E forse davvero in pochi lo ricordano come “tecnologo”: è sua l’invenzione del bisturi elettrico, con la funzione coagulatrice-cicatrizzante.

Per tali motivi risulta affascinante la segnalazione al “AANS 2017 – Annual Meeting” dello studio di Fawaz Al-Mufti (Rutgers New Jersey Medical School, Newark) condotto su 849 pazienti, nel quale viene segnalato che la conta leucocitaria, precocemente elevata, rappresenta un forte fattore predittivo di ischemia cerebrale ritardata dopo un’emorragia subaracnoidea (SAH), nei pazienti in buono stato clinico.

L’importanza della segnalazione apre nuovi scenari. Nonostante i progressi nel trattamento della SAH, l’ischemia cerebrale ritardata rimane una delle principali e temibili cause di morbidità e mortalità, iniziando tipicamente diversi giorni dopo il sanguinamento iniziale. I pazienti in buono stato e senza conta leucocitaria elevata, potrebbero essere candidati al trasferimento in sicurezza dalle unità di terapia intensiva, portando a risparmi economici sia per le famiglie sia per gli ospedali.

Per l’ischemia cerebrale ritardata, tra la moltitudine di possibili fattori causali, gli autori sottolineano il ruolo della disregolazione immunitaria come elemento causale chiave. I fattori predittivi di un’elevata conta leucocitaria, in un paziente in buono stato, comprendono: età giovanile, etnia bianca, anamnesi di diabete, perdita di conoscenza ictale, squilibri fisiologici, posizione dell’aneurisma e presenza di una maggiore quantità di sangue in corso di emorragia subaracnoidea (SAH).

Il meccanismo alla base dell’associazione osservata è verosimilmente complesso: inizialmente si ipotizzava che un’elevata conta leucocitaria a seguito di una SAH riflettesse un incremento della reazione infiammatoria e della risposta immune, capace di predire la suscettibilità ad un’ischemia cerebrale ritardata. L’infiammazione potrebbe ad esempio portare ad uno stato di ipercoagulabilità, dando luogo a microembolie cerebrali, nel contesto di un vasospasmo cerebrale e la stessa infiammazione potrebbe inoltre favorire il danno neuronale.

Molto interessante la segnalazione, anche se rimane molto da comprendere, per convalidare il ruolo della conta leucocitaria in questi pazienti. E’ ancora da determinare se essa possa rappresentare un fattore modificabile o se il trattamento possa mitigare il suo impatto. Ma anche qui, come in molti altri settori della medicina, l’importante è pensarci. Al laboratorio l’onere di prenderne coscienza: l’emocromo (con la conta leucocitaria) è uno dei primi cinque esami in assoluto più richiesti !

BIBLIOWEB:

   Choosing Wisely : “five things to question” – AANS  (in formato PDF-FlipBook)


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Sandro Pierdomenico

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