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Infezioni ospedaliere e PNRR

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Infezioni ospedaliere e PNRR

Un passo avanti ed uno indietro

ILdocumento con le schede tecniche in inglese sulla Mission 6 sulla salute del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), è possibile adesso farsi una idea più precisa sugli investimenti previsti e sulle loro motivazioni. Tra i tanti punti meritevoli di una discussione ce n’è uno che è rilevante in sé, per le sue dimensioni e significato ed è rilevante perché documenta in modo inquietante i limiti culturali di alcuni passaggi del PNRR: si tratta delle “infezioni ospedaliere”.

Un programma di formazione sulle infezioni ospedaliere rappresenta uno dei quattro item dell’investimento 2.2, all’interno della linea progettuale “Innovazione. Ricerca e Digitalizzazione del SSN”, investimento che nella versione italiana definitiva del PNRR è indirizzato allo sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario.  Purtroppo in questo caso le schede tecniche in inglese, cui facevo riferimento prima, poco aggiungono a quello che troviamo nel PNRR.

Si tratta di un intervento formativo destinato a 293.000 operatori, da raggiungere tra il 2022 e il 2024, con un costo unitario di 300 €, per un totale complessivo di 88 milioni di euro circa. I 293.000 operatori corrispondono al 60% stimato degli operatori che lavorano in ospedale, il che fa pensare ad una ipotesi di “immunità formativa di gregge” nei confronti delle infezioni ospedaliere.

L’impatto economico di questo progetto formativo, all’interno delle cifre complessive della Mission 6 del PNRR, è dunque limitato, ma ciononostante suscita perplessità. Non certo per le dimensioni del fenomeno, perché le “infezioni ospedaliere” (l’uso ripetuto delle virgolette al loro riguardo è spiegato più avanti) sono un problema dai costi sanitari e sociali alti e rappresentano tradizionalmente un indicatore importante di qualità dell’assistenza.

Le perplessità nascono dal fatto che di “infezioni ospedaliere” non parla più nessuno essendo ormai invalso nell’uso il termine molto più appropriato di “infezioni correlate all’assistenza” (ICA) o di “infezioni nelle organizzazioni sanitarie”. Il motivo di tale passaggio sta nel fatto che ormai le infezioni contratte in rapporto alla assistenza ricevuta nelle organizzazioni sanitarie, riguardano tutti i livelli assistenziali. Il bello (si fa per dire) è che lo stesso Ministero della Salute ha una pagina dedicata alle infezioni correlate alla assistenza.

Copio l’incipit di questa pagina: “Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono infezioni acquisite che costituiscono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria e possono verificarsi in ogni ambito assistenziale, incluso gli ospedali per acuti, il day-hospital/day-surgery, le strutture di lungodegenza, gli ambulatori, l’assistenza domiciliare, le strutture residenziali territoriali.” C’è fra l’altro in Italia una attivissima Società Scientifica, la SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie) che si dedica a questo tema.

Un’idea di quanto siano frequenti le ICA, a solo titolo di esempio, nelle strutture residenziali rispetto a quelle in ospedale, viene fornita da due studi condotti nel biennio 2016-2017, in molte Regioni e Province autonome italiane, coordinate dalla Regione Piemonte nell’ambito di un progetto affidato alla Regione Emilia-Romagna e finanziato dal Centro Nazionale per la prevenzione e controllo delle malattie, del Ministero della Salute. Sono due studi di prevalenza, di cui uno sviluppato negli ospedali per acuti (PPS2) ed un altro nelle strutture sociosanitarie residenziali (HALT-3).

Lo studio PPS2 negli ospedali per acuti è stato realizzato nel periodo ottobre-novembre 2016, con la partecipazione di 135 ospedali, da 19 Regioni e Province autonome, per un totale di 28.157 persone arruolate. Dall’insieme è stato selezionato un campione di 56 strutture, con un totale di 14.773 pazienti. La prevalenza di soggetti con almeno una infezione correlata all’assistenza è stata del 8%, mentre il numero dei pazienti con almeno un trattamento antibiotico ha raggiunto il 44,5%.

Lo studio HALT-3 sugli enti sociosanitari residenziali è stato condotto nel periodo aprile-maggio 2017. Su base volontaria, hanno partecipato 418 strutture, da 14 Regioni italiane, per un totale di 24.132 persone. Nel giorno dello studio, la prevalenza di soggetti con almeno una ICA è stata del 3,9% (941 ospiti). I pazienti in trattamento antibiotico sono risultati pari al 4,2% (1.022 soggetti).

Quindi l’immunità formativa di gregge, nei confronti delle ICA, non si può limitare al solo ambiente ospedaliero. Su come garantire, in tema di lCA, la formazione degli operatori e su quale sia il rapporto tra questa misura e le altre, nei confronti del problema, è difficile entrare nel merito.

Di sicuro è importante la dimensione dei corsi formativi proposti (quasi 300mila operatori sanitari) così come il fatto che vengono considerati un “obiettivo”. Si dimostra di essere consci del problema e non importa con quale proprietà siano usati i termini: continuare a parlarne è fondamentale, per risolvere o almeno tentare di risolvere il problema.

BIBLIOWEB:

Piano Nazionale Ripresa e Resilienza https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf
Allegato PNRR schede tecniche in inglese (in PDF allegato)
Infezioni correlate all’assistenza: cosa sono e cosa fare https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioContenutiMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=648&area=Malattie%20infettive&menu=ica
SIMPIOS https://www.simpios.eu/
CCM – Studio di Prevalenza sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’utilizzo di antibiotici nelle strutture di assistenza socio-sanitaria extraospedaliera (HALT-3) (in PDF allegato)
CCM – Studio di Prevalenza sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’uso di antibiotici negli ospedali per acuti – Protocollo ECDC (PPS2)  (in PDF allegato)
ECDC ultime notizie https://antibiotic.ecdc.europa.eu/it/ultime-notizie
ECDC ICA https://antibiotic.ecdc.europa.eu/it/publications-data/le-infezioni-correlate-allassistenza-una-minaccia-la-sicurezza-dei-pazienti
Antibiotico-resistenza & Coniugazione Batterica https://newmicro.altervista.org/?p=8381
Infezioni ospedaliere in aumento. Parola di SDO http://newmicro.altervista.org/?p=7281
Contro l’Antibiotico-resistenza https://newmicro.altervista.org/?p=6803
Antibioticoresistenza: parliamone… https://newmicro.altervista.org/?p=6642
L’antibioticoresistenza resiste https://newmicro.altervista.org/?p=5719
Antibiotico resistenza Upgrade sorveglianza https://newmicro.altervista.org/?p=5412
WAAW “One health” WAAD https://newmicro.altervista.org/?p=5037
WAAW https://newmicro.altervista.org/?p=5008
Antimicrobial Stewardship europea for children https://newmicro.altervista.org/?p=4962
Antibioticoresistenza: GLASS Stewardship https://newmicro.altervista.org/?p=4324

 Piano Nazionale Ripresa e Resilienza /schede tecniche in inglese / Studio di Prevalenza (HALT-3) /Studio di Prevalenza – Protocollo ECDC (PPS2), 2021 (PDF)

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Paolo Lanzafame

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