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Medici in fuga

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Medici in fuga

Un fenomeno più diffuso di quanto sia percepito

Si parla e si è molto parlato, su tutti i media nazionali, di fuga di cervelli, tanto da farne un luogo comune; poco però del fenomeno in sanità, capace di coinvolgere sia medici sia infermieri. In Italia, la carenza di medici specialisti è diventata “cronica” e la programmazione dei posti in università pare acuire il problema. I concorsi cominciano sempre più spesso a sottolinearlo ed i dati Istat rilevano che i medici Italiani, richiedenti al Ministero della Salute la documentazione utile per esercitare all’estero, sono passati da 396 nel 2009 a 2.363 nel 2014. Per di più, non è possibile stimare il numero esatto di medici italiani (specialisti e specializzandi) che lavorano all’estero, poiché molti trovano lavoro utilizzando siti web, con contratti privati (la maggior parte) o agevolati (temporanei e part-time). In ogni caso in 5 anni i medici italiani, che hanno scelto di prestare la loro opera in altri Paesi europei, sono aumentati del 600% !     Veri e-migranti in camice bianco e stetoscopio !

Il fenomeno è molto più diffuso (e preoccupante) di quanto si creda: oltre ai medici già formati, è allarmante la “fuga” dei neo-laureati che optano per una specializzazione all’estero, soprattutto perché il divario, tra il numero di nuovi iscritti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e quello dei contratti di specializzazione, è sempre più ampio. Non a caso sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), compaiono in tempo reale, alla sezione lavoro/bandi/concorsi, offerte di “impiego” per medici specialisti anche per l’estero (Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti), promosse in particolare da una società esterna alla Federazione.

E’ l’Atrix International, società francese di consulenza, specializzata da più di 15 anni nel reclutamento di personale medico. Previo semplice contatto con la stessa (mail o telefono), questa si impegna ad analizzare le diverse opportunità di carriera, fornendo, se necessario, anche un supporto in lingua francese, per arrivare all’iscrizione all’Ordine dei Medici in Francia.

Quali specialisti servono? Sempre Atrix (ma vale come indicazione generale a livello mondiale) cerca soprattutto le seguenti figure professionali: Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Viscerale, Ematologia, Endocrinologia, Gastroenterologia, Geriatria, Ginecologia ed ostetricia, Igiene e medicina preventiva, Medicina del Lavoro, Medicina Generale, Medicina d’Urgenza, Medicina Interna, Medicina fisica e riabilitativa, Medicina Nucleare, Nefrologia, Neurologia, Oftalmologia, Ortopedia e traumatologia, Otorinolaringoiatria, Pediatria, Pneumologia, Psichiatria e Radiologia.

L‘Italia non esce molto bene dal confronto col resto d’ Europa, in termini di formazione, lavoro e carriera, rendendo più “appetibile” la fuga all’estero. Dove cercano lavoro i medici italiani? Le destinazioni più comuni sono Inghilterra e Francia, seguite da USA, con citazioni particolari per Svizzera, Svezia, Danimarca e Dubai. Generalmente le modalità di candidatura ed assunzione sono due: diretta (Nord Europa e Paesi Extra Europei) o con concorso (Francia e Spagna). In Francia vengono in ogni caso stipulati contratti per il privato, con retribuzioni maggiorate ed agevolazioni lavorative (no full-time).

Non sorprende la “fuga” verso la Svizzera, dove i  medici vengono attratti da stipendi mediamente tre volte più alti. Una recente indagine sottolinea  che i medici italiani, con contratto in Svizzera, sono aumentati di più di quattro volte dal 2004 al 2012 (648 all’attivo), distribuiti fra pubblico e privato.

I medici italiani che prestano servizio nel Regno Unito sono oggi più di tremila. All’inizio del 2014 erano 2.919 gli iscritti al General Medical Council (il 1,1% del totale) e tale numero è andato crescendo. La gran parte lavora per il National Health Service (NHS), ossia in strutture pubbliche, suddiviso in Primary Care (servizi generici) e Secondary Care (servizi specialistici). N.B.: nel Regno Unito, per esercitare la professione, bisogna essere in possesso della licenza rilasciata dal locale General Medical Council.

 

BIBLIOWEB:

Lo studio Anaao Assomed-Snr, presentato in un convegno internazionale del 2016 su Le Condizioni di Lavoro dei Medici nei Sistemi Sanitari Europei”, ha analizzato vari aspetti del lavoro medico (formazione, organizzazione del lavoro, orario, responsabilità professionale, carriera, retribuzioni ed altro ancora) in Germania, Inghilterra, Olanda, Francia, Slovenia e Spagna.  E’ emerso un dato significativo: i medici italiani sono fortemente svantaggiati, nei confronti di tutti i colleghi europei. Generalmente lo sviluppo di carriera avviene in maniera trasparente e meritocratica, attraverso la valutazione del curriculum professionale e si verifica indipendentemente dall’ottenimento di una carica apicale.

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Sandro Pierdomenico

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