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HIV, test fai da te?

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HIV, test fai da te?

Che l’HIV sia una sfida mondiale è sostanzialmente accettato da tutta la comunità scientifica (e non): sull’esecuzione dei test di laboratorio “molto inchiostro è stato versato”.

In USA durante uno show televisivo il presidente Obama si e sottoposto al test orale.
Il test rapido dell’HIV è una delle numerose armi che abbiamo a disposizione per prevenire l’infezione pertanto gli interventi che possono essere effettuati a tutti i livelli della terapia dell’HIV dovrebbero essere sviluppati nella prospettiva di un obiettivo terapeutico coordinato e di effetto a lungo termine, allo scopo di ridurre la trasmissione globale dell’HIV.

Anche in europa si stanno percorrendo nuove vie (e sperimentazioni).

In Francia dalla seconda quindicina di settembre gli interessati possono acquistare in farmacia un test “fai da te” per verificare se un soggetto ha contratto il virus Hiv.
Il costo varia nelle farmacie tra i 25 e i 28 euro.
Solo il farmacista lo consegnerà all’utente, con consigli appropriati (i farmacisti hanno ricevuto una formazione specifica in questo senso).
Solo il laboratorio francese AAZ ha ricevuto la marcatura CE che permette, in Francia, la commercializzazione dell’auto-test.

Tranquilli, non è destinato a sostituire lo screening tradizionale dell’analisi del sangue”.
In caso di risultato positivo sarà necessario fare un test di conferma tradizionale.
Tra limiti il test può dare un risultato negativo se l’infezione è avvenuta a meno di 3 mesi di distanza, rispetto alle sei settimane delle analisi tradizionali fatte in laboratorio.
Infine il test funziona solo sull’Aids, ma non per le altre infezioni a trasmissione sessuale.

“Con 6000 nuovi casi individuati ogni anno in Francia, il rischio di contaminazione è ancora alto nel nostro paese.
Dobbiamo rimanere mobilitati.
Incoraggiare, in primo luogo, l’uso del condom, di gran lunga il migliore strumento di prevenzione contro l’Aids”.
Ha detto Il ministro della Salute Marisol Touraine che ha auspicato che questi auto-test “possano essere liberamente disponibili per gli utenti, in strutture di prevenzione dell’HIV e attraverso le associazioni di pazienti impegnate nella lotta contro l’AIDS. Infine, ha chiesto che sia condotta una valutazione scientifica: due studi saranno quindi avviati rapidamente, sotto l’egida del dell’AIDS dell’Agenzia Nazionale delle Ricerche (ANRS) per misurare l’efficacia di questo dispositivo.

In Italia siamo alle prime “avvisaglie”: alcune associazioni di settore offrono durante loro riunioni l’esecuzione del test con risposta in una ventina di minuti.

In Inghilterra uno studio pubblicato su Lancet, ha aperto la porta all’esecuzione del test dal medico di base.

I ricercatori della Queen Mary University of London, tra il 2010 e il 2012, hanno condotto un trial controllato e randomizzato a gruppi per verificare se la somministrazione del test rapido nelle cure primarie può generare un aumento di diagnosi precoci.
A questo studio hanno preso parte quaranta medici di base Condotto tra i medici di base di del sobborgo londinese di Hackney ha confermato l’importanza dell’inserimento del test rapido dell’HIV nei livelli di assistenza primaria.
Nel gruppo che ha effettuato i test, le diagnosi precoci sono state più del doppio rispetto al gruppo di controllo.

Sempre da Lancet arriva un warning che ci riguarda: i test per gli anticorpi anti-HIV potrebbero non essere adeguati a riconfermare la diagnosi di HIV nei bambini che iniziano precocemente la ART (AntiRetroviral Therapy).
Dallo studio (CHER) emerge che circa la metà dei bambini che aveva iniziato l’ART prima delle 12 settimane d’età era sieronegativa per l’HIV entro i 2 anni d’età circa.
La conclusione è che i test per gli anticorpi anti-HIV non possono essere utilizzati per riconfermare la diagnosi di HIV nei bambini che iniziano precocemente la ART.
Occorre quindi studiare ulteriormente gli effetti a lungo termine della sieronegatività.
Sulla casistica pediatrica sono necessarie linee guida chiare per la ripetizione dei test insieme a test diagnostici migliori.
La sperimentazione è registrata su ClinicalTrials.gov con il numero NCT00102960.

Sicuramente in Medicina di Laboratorio siamo di fronte ad una nuova sfida, non tenerne conto è da miopi.

BIBLIOWEB:

http://www.thelancet.com/journals/laninf/issue/vol15no7/PIIS1473-3099(15)X0003-X

http://www.thelancet.com/journals/laninf/issue/Current



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Antonio Conti

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