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Scenari Covid-19

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Scenari Covid-19

Che cosa succederà in Italia? E nel resto del mondo? Intanto la Consulta mette un punto fermo sulla prevalenza dello Stato sulle Regioni: ha sospeso gli effetti della legge regionale della Valle d’Aosta (che per estensione diventa un no a tutte le Regioni che intendevano legiferare sui temi legati alla tutela della salute pubblica), che aveva proposto norme meno severe, per fronteggiare la pandemia da coronavirus, rispetto a quelle fissate dal Governo e quindi dallo Stato.

La Corte Costituzionale, con l’ordinanza depositata al palazzo della Consulta (relatore il giudice Augusto Barbera), mette così fine alla diatriba più volte aperta fra Stato e Regioni, al tempo del Covid, su chi ha diritto di decisione finale sul livello di tutela della salute pubblica: spetta allo Stato. Nella motivazione si sottolinea che “la materia della profilassi internazionale è riservata alla competenza esclusiva dello Stato“, richiamando anche a “una gestione unitaria dell’epidemia a livello nazionale“.

I giudici costituzionali hanno dato dunque ragione al Governo, accogliendo l’istanza che era stata proposta in via cautelare dal Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito del ricorso contro la legge regionale valdostana. Si tratta di una decisione che si può senz’altro definire ‘storica’. Per la prima volta la Corte Costituzionale sospende, in via cautelare, gli effetti di una legge, decidendo tra l’altro, di depositare immediatamente l’ordinanza con la relativa motivazione, per evitare il rischio di “un irreparabile pregiudizio” verso “l’interesse pubblico a una gestione unitaria dell’epidemia a livello nazionale“, nonché di “un pregiudizio grave e irreparabile per la salute delle persone“.

Piano vaccinale. Il Ministero per ora si limita a segnalare le categorie che beneficiano della prima fase di vaccinazione. Sulle altre, solo indicazioni generiche. “Il cronoprogramma stabilisce che gli appartenenti alle tre categorie a massima priorità siano coinvolti nel primo trimestre 2021: si tratta di 1,4 milioni di sanitari, 570mila tra personale e ospiti RSA e 4,4 milioni di anziani con più di 80 anni”.

Entro il secondo trimestre verrà coinvolta la fascia di età 60-79 anni (13,4 milioni) e le persone con almeno una patologia cronica (7,4 milioni). Tra il secondo e il terzo trimestre, con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili, si passerà alle altre categorie, tra cui gli appartenenti ai servizi essenziali (insegnanti e personale scolastico, forze dell’ordine, personale delle carceri e di comunità ecc.). Nel quarto trimestre è prevista l’estensione al resto della popolazione, che però specifica anche che tali indicazioni sono soggette a cambiamenti se le conoscenze, l’andamento del contagio o la tipologia di vaccini disponibili lo richiederanno, spiega il documento.

Priorità dei vaccini. Chi decide? Mentre le Regioni si accingono a portare a termine la prima fase di vaccinazione contro SARS-Cov-2, gli esperti di tutto il mondo si chiedono in che modo procedere per le fasi successive, più complesse e controverse. Proprio per questa ragione c’è fermento tra categorie che si sentono ingiustamente penalizzate, come gli insegnanti o gli operatori e residenti delle carceri che, secondo altri modelli, dovrebbero venire prima. Scegliere, però, è tutt’altro che facile. Lo dimostra un dettagliato documento guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pubblicato il 27 novembre scorso e che suggerisce una roadmap decisionale.

Indicazioni dell’OMS. Identifica tre diversi scenari sulla base della quantità di dosi disponibili: in un primo scenario, la quantità di vaccino è sufficiente a coprire dall’1 al 10% della popolazione; nel secondo dall’11 al 20% e nel terzo fino al 50% della popolazione, tasso di copertura considerato il minimo necessario a rallentare in modo significativo la pandemia. Affianca al criterio di disponibilità quello epidemiologico, che distingue tra situazioni in cui il contagio è ubiquitario (come accade in questo momento nella maggior parte dei Paesi del mondo) e scenari a contagio limitato o senza contagio, ma a rischio di ripresa dello stesso.

In caso di contagio ubiquitario non v’è dubbio che i primi a dover essere vaccinati sono i lavoratori indispensabili, tra i quali quelli della sanità esposti ad alto rischio di contagio”. Il documento OMS non pone tutti i lavoratori della sanità sullo stesso piano, ma prevede una stratificazione del rischio al loro interno. Insieme ai sanitari più esposti, sono da vaccinare le popolazioni più fragili. Modello seguito anche dal piano vaccinale italiano, che ha coinvolto fin da subito le residenze per anziani.

Seguono le persone tra i 60 e i 50 anni e, solo dopo, il resto della popolazione, sulla base di ciò che si saprà della pandemia, del tipo di vaccini che saranno disponibili e dei rischi eventuali collegati alla vaccinazione. Non appena si avranno a disposizione vaccini per almeno il 20% della popolazione, l’OMS raccomanda di vaccinare altri lavoratori essenziali, tra i quali menziona esplicitamente il personale scolastico.

Restano fuori i ragazzi sotto i 16 anni e le donne in allattamento e gravidanza, perché si aspetta il completamento degli studi su queste categorie e la successiva approvazione da parte delle autorità regolatorie. È per questa ragione che nessun Paese ha scelto di seguire un modello vaccinale che prevede di dare la priorità ai giovani, in quanto bacino di trasmissione della malattia: una scelta che potrebbe anche avere un senso sul piano epidemiologico, solo dopo aver messo in sicurezza i pazienti più fragili, ma non è attuabile perché i vaccini non sono ancora approvati per l’età pediatrica.

Comorbidità. Se la fornitura raggiunge almeno l’11% della popolazione, è opportuno includere i soggetti con comorbidità”, recita ancora il documento, che lascia però aperto il grande problema di stabilire una graduatoria di gravità tra le diverse malattie, in relazione al rischio di Covid-19. I dati in materia sono ancora scarsi, per cui ogni Paese ha proceduto in modo diverso.

Gran Bretagna. Ha già reso note le proprie scelte: con i lavoratori del comparto sanitario sono stati vaccinati operatori e ospiti di RSA. Fanno parte del secondo gruppo gli over 80, seguiti dagli over 75, over 70, over 65 e infine tutti gli adulti (dai 16 ai 65 anni), affetti da una comorbidità: neoplasia ematologica, diabete, demenza, problemi cardiaci, difficoltà respiratorie (incluse bronchiti croniche), enfisema o asma grave, insufficienza renale, insufficienza epatica, immuno-compromissione, HIV e trattamenti cronici con farmaci immunosoppressori, artrite reumatoide o lupus, trapiantati di organo, malattie neurodegenerative e neuromuscolari, ictus o TIA, ritardi mentali gravi, malattie o assenza della milza, anemia falciforme, obesità grave (IMC sopra 40) e pazienti psichiatrici.

USA. I CDC, che stanno fornendo consulenza ai governatori degli Stati Uniti, hanno votato, il 1 dicembre scorso, solo le priorità per la primissima fase vaccinale e hanno anch’essi scelto di mettere in prima fila “medici, infermieri, personale e ospiti di RSA”. Si spera di non dover votare di nuovo per le categorie successive, opzione possibile solo se ci saranno sufficienti vaccini e punti di erogazione.

Reazioni avverse. Vengono monitorate dai CDC, che ne pubblica regolarmente i risultati (MMWR). In Italia gli Allergologi (AAIITO – SIAAIC) hanno prodotto un documento ed espresso la disponibilità a cooperare alla gestione degli eventi avversi.

Situazione italiana. Chi stilerà le liste di priorità e verificherà l’entità del rischio sulla base delle patologie croniche? In assenza di criteri univoci e di un intervento diretto della medicina territoriale, rimane senza risposta l’interrogativo su chi gestirà, nella pratica, le liste di priorità. Fortunatamente troviamo un accenno, alla problematica, sul Report vaccini 2019 (AIFA) e sui due vaccini Pfizer e Moderna.

Piattaforma nazionale. Art.3 D.L.14 gennaio 2021, n. 2. Sarà in grado di gestire prenotazioni e registrare le somministrazioni, in considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da COVID-19. In coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali, in materia di protezione dei dati personali, il DL istituisce una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione e il relativo tracciamento. Su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

FIMMG. La Federazione italiana dei medici di medicina generale, su richiesta di alcune Regioni come Lombardia (con la quale è già stato stretto un accordo), Basilicata, Marche, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, ha offerto la disponibilità della categoria a farsi carico della gestione delle liste sulla base di una piattaforma già in funzione e dotata di un algoritmo che, in base ai parametri caricati, alla storia sanitaria del paziente, a età e anamnesi, è capace di indicare le persone a cui dare priorità, sin dalla fine di febbraio, quando inizierà la vaccinazione degli over 80 (teoricamente).

Difficile prevedere il futuro, specialmente di una pandemia: contiamo sull’impegno di tutti.

BIBLIOWEB:

Ministero della Salute – 8 gennaio 2021 – Circolare varianti UK e altre (in PDF allegato)
D. L n.2 del 14 gennaio 2021 – GU n.10 del 14-1-2021 (vedi PDF allegato)
CDC - Allergic Reactions Including Anaphylaxis After Receipt of the First Dose of Pfizer-BioNTech COVID-19 Vaccine — United States, December 14 – 23, 2020 https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7002e1.htm
AIFA – Rapporto Vaccini 2019 (allegato PDF) http://newmicro.altervista.org/?p=6421
AIFA FAQ – Vaccinazione anti COVID-19 con vaccino Pfizer mRNABNT162b2 (Comirnaty) (vedi allegato PDF)
Moderna – allegato191992 (PDF)
AAIITO, SIAAIC – Documento intersocietario COVID (in PDF)
Covid e Vaccinazioni https://newmicro.altervista.org/?p=8122

 Ministero della Salute: Circolare varianti UK e altre  – D.L. n.2 14.01.2021 - AIFA: Rapporto Vaccini 2019 - - vaccino Pfizer mRNABNT162b2 (Comirnaty)  – Moderna – AAIITO, SIAAIC: Documento intersocietario (PDF)

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Giovanni Casiraghi

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