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Zecche: mappe e ospiti

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Zecche: mappe e ospiti

Database, VectorNet, mappe, fenologia e Ixodes Ricinus

Lacollaborazione tra figure professionali, in Europa, è una realtà oramai consolidata e si vedono i primi frutti. La rete di entomologi medici e professionisti della salute pubblica, già costituita durante il precedente progetto VBORNET, viene estesa per includere entomologi veterinari e veterinari, che lavorano nel campo delle malattie trasmesse da vettori, in Europa e nei paesi del bacino del Mediterraneo.

Con un’iniziativa congiunta, il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), mantengono un database comune, VectorNet, sulla presenza e distribuzione di vettori e relativi patogeni, in Europa e nel bacino del Mediterraneo, attraverso lo sviluppo di una rete di esperti e organizzazioni del settore medico e veterinario, supportando la raccolta di dati relativi alla salute umana e animale.

Il progetto fornisce anche consulenza scientifica ad hoc, per supportare l’ECDC e l’EFSA sulla sorveglianza sulle malattie trasmesse da vettori, negli esseri umani e negli animali. Esegue raccolte entomologiche mirate in habitat vettoriali specifici, per colmare le lacune di conoscenza che sono state identificate attraverso il precedente progetto VBORNET, attraverso analisi dei database esistenti e dei pareri scientifici dell’EFSA.

Attraverso la collaborazione EFSA/ECDC, durante il progetto VectorNet, la comunicazione e la collaborazione tra esperti e organizzazioni dei settori medico e veterinario saranno migliorate. I risultati del progetto contribuiranno a fornire la risposta alle malattie trasmesse da vettori nell’Unione europea.

L’ ECDC ha reso disponibili sul proprio sito le mappe di distribuzione delle zecche per genere, con informazioni aggiornate sulla diffusione di questi vettori con il livello di distribuzione regionale, pubblicando materiale informativo per aggiornare la rete di prevenzione dei morsi di zecca.

Le mappe mostrano l’attuale distribuzione delle specie di zecche in Europa, a livello “regionale” (NUTS3): si basano su dati storici confermati da esperti dei rispettivi paesi, come parte del progetto VectorNet. Attualmente sono disponibili mappe dedicate per la distribuzione delle seguenti specie: Dermacentor reticulatus, Hyalomma marginatum, Ixodes persulcatus, Ixodes ricinus, Rhipicephalus bursa, Rhipicephalus sanguineus, Ornithodoros spp.

Ixodes ricinus. Rappresenta una specie di zecca dura autoctona, con un’ampia distribuzione geografica, dal Portogallo alla Russia e dal Nord Africa alla Scandinavia. Questa diffusione così ampia è dovuta alla capacità di questa specie di sopravvivere in condizioni ambientali molto diverse. La distribuzione geografica è cambiata in un certo numero di paesi, negli ultimi anni, con Ixodes ricinus individuata ad altitudini e latitudini più elevate delle usuali.

La zecca non ha occhi, ma possiede un organo sensoriale chiamato “organo di Hallers” che viene utilizzato per rilevare i cambiamenti ambientali, come temperatura, anidride carbonica, umidità e vibrazioni, che possono indicare i momenti migliori per la ricerca e la presenza di un ospite. Sensibile alle condizioni climatiche, richiede un’umidità relativa di almeno l’80%, tipica di aree con precipitazioni da moderate ad alte e con una buona vegetazione.

Ixodes ricinus è una zecca “a tre stadi”: larve, ninfe e adulti. Larve e ninfe preferiscono animali di piccola e media taglia; gli adulti tendono a nutrirsi di animali di taglia grande. Questa specie di zecche colpisce un’ampia gamma di mammiferi, uccelli e rettili. Spesso morde gli esseri umani. E’ coinvolta nella trasmissione di un’ampia varietà di agenti patogeni, di importanza medica e veterinaria, come il virus dell’encefalite da zecche e la Borrelia burgdorferi, causa della malattia di Lyme.

Morfologia.   Sono relativamente piccole: le femmine leggermente più grandi dei maschi. Le larve hanno tre paia di zampe, mentre le ninfe e gli adulti ne hanno quattro. Hanno una placca dorsale sclerotizzata, chiamata scuto, che li protegge dall’essiccazione o dai danni. Nei maschi copre tutto il corpo, nelle femmine solo parzialmente. Ixodes ricinus ha quattro fasi di vita: uovo, larva, ninfa e adulto e un ciclo a tre ospiti. Devono assumere un pasto di sangue per passare alla fase successiva e produrre uova. Il ciclo in genere viene completato in tre anni, ma può essere più breve se le condizioni climatiche sono ottimali e gli ospiti adatti sono abbondanti.

Fenologia. Varia durante la sua distribuzione e può mostrare un modello unimodale o bimodale, con la sua massima densità in primavera o in autunno. In generale, Ixodes ricinus mostra un modello bimodale di attività, con variabilità annuali in un dato sito. L’abbondanza locale dipende da numerosi fattori, inclusa la disponibilità ambientale dell’ospite.

Habitat. Osservato in tutta Europa nei boschi decidui e nelle foreste miste, può essere trovato in una serie di condizioni. Preferisce la vegetazione con elevata umidità, ad esempio i boschi di latifoglie.

Un microclima favorevole può provocare la proliferazione di I. ricinus, in presenza di specie ospitanti idonee. Prati, brughiere, pascoli accidentati, parchi urbani e boschi di latifoglie e conifere sono ambienti ottimali. Le zecche svernano a terra e la sopravvivenza può essere migliorata dal manto nevoso, che impedisce alla temperatura del suolo di scendere sotto lo zero.

Ospiti. Ixodes ricinus li individua usando una tecnica di “imboscata“: si arrampica sulle cime della vegetazione e aspetta che passi un ospite: piccoli roditori, passeriformi, mammiferi più grandi come ricci, lepri, scoiattoli, cinghiali e caprioli. Gli stadi giovanili prediligono ospiti più piccoli, come topi dei boschi. Gli adulti si nutrono di bovini e cervidi. Gli ospiti più grandi (cervo, capriolo) sono importanti per mantenere le popolazioni di zecche. Da qui la necessità di conoscerne la diffusione. I loro spostamenti possono anche portare alla creazione di focolai in nuove aree.

Sorveglianza. Il controllo delle popolazioni di zecche può essere difficile e, come per altri vettori, richiedere un approccio integrato di gestione dei parassiti. È possibile utilizzare metodi specie-specifici, a seconda delle preferenze di “habitat e ospite”. Recentemente sono stati proposti test POCT di tipo “multiplex” per la diagnosi di M. di Lyme.

BIBLIOWEB:

Zanzani S. – Atti del Convegno “Neuroborreliosi” Trento 2020 (in PDF-FlipBook allegato)
Sito rete Vectornet http://vectornet.ecdc.europa.eu
ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control - Tick species: Distribution map, 2020 – Stockolm, Sweden https://www.ecdc.europa.eu/en/disease-vectors/surveillance-and-disease-data/tick-maps
European Centre for Disease Prevention and Control – Guidelines on how to use the tick-borne diseases communication tool kit, 2015 – Stockholm, Sweden.
Istituto Superiore di Sanità – Malattie trasmesse dalle zecche, Epicentro,16 luglio 2020 https://www.epicentro.iss.it/zecche/
Arumugam S, Nayak S, WilliamsT, et al. – A Multiplexed Serologic Test for Diagnosis of Lyme Disease for Point-of-Care Use – J Clin Microbiol https://jcm.asm.org/content/57/12/e01142-19
Zecche; un pò meno rare – Beltrame A. – Atti del Convegno “Neuroborreliosi” Trento 2020 https://newmicro.altervista.org/?p=8074
Zecche: che fare https://newmicro.altervista.org/?p=7804
Neuroborreliosi: Update (2) http://newmicro.altervista.org/?p=7782
Neuroborreliosi: Update http://newmicro.altervista.org/?p=6898

 Zanzani S. – Atti del Convegno “Neuroborreliosi” Trento 2020 (PDF-FlipBook)  

 Un Click per Leggere

 A Multiplexed Serologic Test for Diagnosis of Lyme Disease for Point-of-Care Use – J Clin Microbiol / Mappe Parassitologiche – Facoltà di Medicina Veterinaria – Università degli Studi di Napoli “Federico II” (PDF)  

 Un Click per Leggere

 


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Giovanni Casiraghi

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