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Diabete e dieta di precisione

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Diabete e dieta di precisione

Mission possible’ per lo studio DiRECT (e non solo)

Anche le indicazioni dietetiche sono destinate a diventare, in epoca di medicina di precisione, super-personalizzate e declinate sulle caratteristiche genetiche, epigenetiche, metaboliche del singolo individuo, passando per il suo microbiota intestinale che potrà essere modificato e plasmato in base alle necessità. Uno dei primi campi di applicazione della ‘nutrizione di precisione’ sarà il diabete di tipo 2, nel duplice contesto della prevenzione e del trattamento.  

Lancet ha pubblicato, lo scorso dicembre, un articolo che sottolinea come sia possibile “tornare” dal diabete di tipo 2 (remissione). Una riduzione di peso di oltre 15 Kg, ottenuta in soggetti con diabete insorto da pochi anni, è in grado di ‘cancellare’ questa condizione, consentendo la sospensione dei farmaci anti-diabete.

La perdita di peso in questo studio è stata ottenuta attraverso una dieta liquida a basso contenuto calorico (poco più di 800 calorie al giorno, suddivisi in 4 ‘bibitoni’) prolungata per 3-5 mesi. Lo studio è stato interamente condotto in un contesto di cure primarie (49 studi di medicina generale in Scozia e nel Land di Tyneside, Inghilterra) ed  apre importanti prospettive di intervento.

I vari ambulatori sono stati assegnati tramite una lista randomizzata, generata da computer. Lo studio forniva ai pazienti un programma dietetico (gruppo di intervento) od il miglior trattamento convenzionale, basato su linee guida (controlli). E’ stato garantito un supporto strutturato, per il mantenimento a lungo termine del peso raggiunto. Gli endpoint primari consistevano in un calo ponderale di 15 Kg o più e la remissione del diabete (definita come il raggiungimento di un’emoglobina glicata inferiore a  6,5% (< 48 mmol/mol), dopo 2 mesi di sospensione di tutti i farmaci anti-diabete, dal momento iniziale fino ai 12 mesi.

Hanno partecipato soggetti di età compresa tra i 20 ed i 65 anni, con una diagnosi di diabete nei sei anni precedenti, che non erano in terapia insulinica ed avevano un indice di massa corporea compreso tra  27-45 Kg/m2. Ai soggetti del gruppo di intervento è stata sospesa la terapia anti-diabete ed antipertensiva; l’intervento dietetico è consistito in un trattamento sostitutivo della dieta, con alimentazione artificiale liquida a 825-853 Kcalorie/die per 3-5 mesi, seguito da una reintroduzione graduale degli alimenti nell’arco di 2-8 settimane. La qualità di vita (valutata con la scala visuale analogica EuroQol 5 Dimensions) è aumentata di 7,2 punti nel gruppo di intervento e si è ridotta di 2,9 punti in quello di controllo.

Dall’estate del 2014 a quella del 2017, sono stati arruolati 306 soggetti. La remissione del diabete è stata ottenuta nel 46% (68 persone) dei partecipanti del gruppo di intervento e nel 4% (6 persone) nel gruppo di controllo. A distanza di 12 mesi, il 24% dei partecipanti del gruppo di intervento (36 persone) era riuscito ad ottenere un calo ponderale di 15 o più chili, contro nessuno del gruppo controllo.  

La remissione del diabete appariva strettamente dipendente dal calo ponderale in tutta la popolazione studiata, raggiungendo punte dell’86% tra chi aveva ottenuto un calo ponderale pari o superiore a 15 kg (cioè in 31 dei 36 soggetti che avevano raggiunto questo calo ponderale). In generale, nel gruppo di intervento è stata registrata una riduzione di peso media di 10 Kg, contro 1 Kg nel gruppo di controllo. La conclusione degli autori è dunque che “la remissione del diabete di tipo 2 è un obiettivo conseguibile in un contesto di cure primarie”.

Sebbene i risultati dello studio DiRECT possano entusiasmare, bisognerà tuttavia attendere l’esito del follow-up, previsto per 4 anni. Questo perché molto spesso i risultati degli interventi dietetici, per quanto di successo nell’immediato, tendono a svanire nel corso del tempo, con i pazienti che riprendono chili persi e con essi le patologie correlate.

“I principali fattori di rischio per il diabete di tipo 2 sono l’aumento di peso e l’obesità, la sedentarietà ed una dieta non salutare: tutti fattori di rischio modificabili”. Se poi si riuscisse a combinare la perdita di peso con un aumento dell’attività fisica, si riuscirebbe a portare a casa anche un altro importante obiettivo, quello della riduzione della mortalità cardiovascolare, “come dimostrano le analisi post hoc (Look AHEAD).

Da Noi in Italia a che punto siamo? Vale la pena citare la pubblicazione sullo sport e diabete dell’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (ANIAD, onlus) e della Federazione Italiana Rugby (FIR), che contiene anche una concisa spiegazione sull’utilizzo di rilevatori di glicemia bisettimanali e poi il manuale sulle “diete alternative”, curato dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) (entrambe allegate in FlipBook).

A tutti noi farne tesoro.

BIBLIOWEB:

MEJ Lean et al. The  Lancet. Primary care-led weight management for remission of type 2 diabetes (DiRECT): an open-label, cluster-randomised trial. Published online December 5, 2017   http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)33102-1/fulltext
Ley S.H. et Al -Prevention and Management of Type 2 Diabetes: Dietary Components and Nutritional Strategies   https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4751088/·       
Giacco R., Frontoni S., Bruttomesso D., De Simone G., Orsi E. – Le diete alternative: una guida per iI paziente con diabete – SID 2017 (in PDF-FlipBook allegato)
Diabete, liberi di vincerlo. Alleniamoci a farlo! – ANIAD FIR – 2017 (in PDF-FlipBook allegato

  “Diabete e Sport” – ANIAD FIR 2018 (in PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

 “Diabete e Diete Alternative” – SID 2018 (in PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere



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Roberto Testa

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