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L’epidemia mediatica di Zika

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L’epidemia mediatica di Zika

Ci risiamo: da problema di sanità pubblica siamo passati all’epidemia mediatica ancora una volta.

Tata ZICA or Virus ZIKA? l’azienda automobilistica indiana ha deciso di cambiare il nome ad uno dei suoi veicoli in procinto di essere lanciato sul mercato perché troppo simile a quello del virus Zika.
Quale “azienda socialmente responsabile”, ha annunciato che sostituirà il nome della nuova macchina, promossa con una campagna pubblicitaria in cui il protagonista era il calciatore argentino Lionel Messi, visto che dal primo febbraio 2016 il virus è stato ufficialmente dichiarato un’emergenza globale.

 Gli atleti americani preoccupati per la loro salute a causa del virus Zika sono diventati un caso: dovrebbero prendere in considerazione la rinuncia a partecipare alle Olimpiadi di Rio.

Fa discutere infine il tutto il mondo il ‘baby ban’ emanato da El Salvador, Colombia e Giamaica: stop alle gravidanze fino al 2018.

Cosa centrano queste notizie con l’epidemia? Se è “mediatica” centrano. La comunicazione è la nuova frontiera.

Ma ritorniamo ad un minimo di scientificità.
L’OMS avvierà una nuova condivisione dei dati e di protocollo di segnalazione sul proprio Bollettino.
Tutti gli articoli di ricerca pertinenti all’epidemia di Zika saranno pubblicati on-line nel collezione “Zika Open” entro 24 ore e verranno sottoposti a  peer review.
Misura di diffusione della conoscenza e di “contenimento mediatico”.L’annuncio del data sharing è stato dato anche attraverso un suo editoriale.

L’accordo sulla necessità di un’aperta condivisione dei dati e dei risultati (soprattutto nelle emergenze di sanità pubblica) ha coinvolto il Comitato Internazionale of Medical Journal Editors (ICMJE) che ha esplicitamente confermato che la pre-pubblicazione e la diffusione di informazioni fondamentali per la salute pubblica non pregiudicheranno la pubblicazione ufficiale nel contesto di un’emergenza di sanità pubblica dichiarata dall’Oms.
Il nuovo protocollo di segnalazione e condivisione dei dati adottato dall’Oms si applicherà solo agli articoli che riguardano Zika.
Una sorta di “open source” mondiale antiepidemia.

I CDC che stanno aggiornando giorno per giorno l’elenco dei Paesi a rischio per le donne incinte, hanno pubblicato le prime linee guida per la diagnosi dell’infezione da Zika virus nei neonati in MMWR (Morbidity and Mortality Weekly Report) del gennaio 2016.

 L’Europa, con l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), sta sfornando in continuazione i suoi Rapid Risk Assessment oltre ad aver istituito le schede Zika virus infection.

Dal Ministero della Salute con una circolare, con tutte le indicazioni sulle misure di prevenzione e controllo, integrata da una scheda informativa ed un poster per porti ed aeroporti aperti al traffico internazionale.

Si raccomanda ai donatori di sangue, con soggiorno nelle aree di casi autoctoni d’infezione da virus Zika, di attenersi alla sospensione temporanea dalla donazione per 28 giorni dal ritorno, raccomandazione presente anche sul sito del centro nazionale del sangue.

Una sorta di “vaccinazione mediatica mondiale” via web, per garantire le fonti informative “scientifiche” di cui tutti necessitiamo.
Da Entebbe (la foresta Zika che ha dato il nome al virus si trova nei dintorni) il virus ne ha fatta di strada.

BIBLIOWEB:

http://www.who.int/mediacentre/factsheets/zika/en/

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/zika_virus_infection/Pages/index.aspx

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/zika_virus_infection/Pages/risk-assessments.aspx

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=237&area=Malattie_trasmesse_da_vettori&tab=8

http://www.centronazionalesangue.it/notizie/sorveglianza-zika-virus

 

   In allegato la Documentazione relativa in formato PDF

Click per visualizzare la Documentazione



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Sandro Pierdomenico

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