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Trasparenza, etica e legalità nel Settore Sanitario

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Trasparenza, etica e legalità nel Settore Sanitario

“Mina democrazia e lo stato di diritto. Rifiutarla con fermezza” questo il mesaggio dell’ONU (Nazioni Unite) del segretario generale Ban Ki-moon del dicembre scorso in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione.
Sono richiesti sforzi congiunti per consegnare un messaggio che sia chiaro in tutto il mondo e che rifiuta con fermezza la corruzione e abbraccia invece i principi di trasparenza, responsabilità e il buon governo.
Ciò andrà a beneficio delle comunità e dei paesi, contribuendo a inaugurare un futuro migliore per tutti.

Il 6% del budget sanitario in Europa assorbito dalla corruzione, ma in Italia non abbiamo dati certi.
La Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore sanitario, un’organizzazione non profit il cui principale obiettivo è contrastare frodi, corruzione e sprechi in sanità, stima che in Europa circa il 6% del budget per la sanità sia assorbito dalla corruzione.
Ma se si escludono valutazioni sporadiche, non sono disponibili stime certificabili con specifico riferimento alla realtà italiana.

In Italia è uscito nello scorso novembre il Primo Rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità, curato da Agenas e dall’associazione Libera.
Fornisce un spaccato su come si stanno applicando le misure sulla trasparenza e ci mostra ancora una importante diversità tra Nord e Sud che ci spinge a fare riflessioni interventi più accurati per promuovere una cultura che sia ordinaria e omogenea sul territorio.

Sembra rispondere all’indagine promossa dall’Adnkronos Salute, fra i medici e i farmacisti iscritti a Doctor’s Life (canale 440 di Sky a settembre-ottobre) dove l’82% dei medici conferma l’ esperienza diretta di queste situazioni di spreco in sanità.
Hanno risposto 1.849 intervistati, il 95% medici (1.757) di cui 74% uomini.
Le Regioni più rappresentative sono state la Lombardia (226), la Campania (205), la Sicilia (160) e la Puglia (116).
Nella classifica degli sprechi in corsia – secondo gli intervistati – figurano gli esami inutili (34,21%), la burocrazia (26,97%), il malaffare (23,64%), la poca preparazione dei manager (15,18%).
Sulle misure per contrastare gli sprechi, secondo il 48,6% dei medici interpellati, le iniziative come la spending review e i costi standard possono “contribuire a contrastare il fenomeno”.
Mentre per il 33,8% “non servono” e il 17,5% è invece indeciso ( “non so”).

La sanità è tra i settori più esposti all’illegalità.
In tutto il mondo, il settore sanitario è considerato uno dei più esposti al rischio di illegalità e per questo – si legge nel Rapporto – necessita di adeguati livelli di trasparenza: le notevoli dimensioni della spesa, la pervasività delle asimmetrie informative, l’entità dei rapporti con i privati, l’incertezza e l’imprevedibilità della domanda, l’alta specializzazione dei prodotti acquistati e delle prestazioni fornite, la necessità di complessi sistemi di regolazione, non sono che alcuni dei fattori che rendono la sanità un terreno particolarmente sensibile, dove germinano con effetti ancora più evidenti che in altri settori, comportamenti opportunistici che possono degenerare in corruzione.

Il quadro che emerge dal ‘Rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità’ segnala fra le aziende meno in regola numerose realtà ospedaliere ed Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, con alcune aziende sanitarie appartenenti a regioni di “bassa classifica” sotto il profilo della trasparenza (4 in Campania e 2 in Calabria).

Il 18% delle Asl non ha ancora adottato né pubblicato il Piano di prevenzione della Corruzione.

Il monitoraggio del Rapporto si è concentrato sulla pubblicazione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione con riferimento ai trienni 2014-2016 e 2015-2017.
Il monitoraggio ha avuto inoltre ad oggetto le Relazioni annuali relative al 2013 e 2014, un documento che i responsabili della prevenzione della corruzione devono predisporre ogni anno per documentare l’attività svolta e i risultati ottenuti.
Dai siti istituzionali delle 240 aziende monitorate emerge che l’82% delle stesse ha adottato e pubblicato il PTPC 2015- 2017, (percentuale in crescita rispetto al precedente Piano 2014-2016).

Il dato nazionale indica un tasso di adempimento rispetto ai protocolli di trasparenza appena superiore al 70%.
Le percentuali più elevate in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, mentre Molise, Campania e Calabria confermano le loro difficoltà a procedere sulla strada della trasparenza anche solo con gli adempimenti più formali.

L’azienda Ulss 1 Veneto orientale è in vetta alla classifica della trasparenza delle aziende sanitarie, mentre il fanalino di coda è l’ospedale S. Filippo Neri di Roma.

BIBLIOWEB:

http://www.agenas.it/primo-piano/rapporto-trasparenza-integrita-nelle-aziende-sanitarie/847-rapporto-trasparenza-integrita-nelle-aziende-sanitarie

Trasparenza, etica e legalità nel Settore Sanitario – Primo rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità Libera – Agenas

   In allegato la Documentazione relativa in formato PDF

 

Click per visualizzare la Documentazione



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Sergio Galmarini

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