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Zika Virus export

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Zika Virus export

Decifrato il genoma del virus: incubo in Sud America

Brasile, Guyana e Martinica stanno facendo i conti con le infezioni da Zika virus dove è ritenuto responsabile di un’epidemia di neonati portatori di microcefalia (autorità sanitarie brasiliane).
Lo spavento è legato alla malformazione che correla con l’infezione delle mamme durante la gravidanza. Il vettore è la zanzara Aedes (del cui gruppo fa parte Aedes albopictus, la zanzara “tigre”) “vecchia conoscenza” che veicola anche altri arboviruses (arthropod-borne viruses), West Nile, Dengue e Chikungunya.
L’attenzione internazionale è ben rappresentata dalle circolari e dalla sorveglianza messa in atto da moltissimi paesi, in particolare per il rischi trasfusionale.

Scoperto negli anni ’40 del secolo scorso in Africa (nella foresta Zika in Uganda), è stato poi identificato nel sudest asiatico e nelle isole dell’oceano pacifico (solo nel 2007, in Micronesia e Polinesia), mentre solo di recente è diventato endemico in America in Colombia, El Salvador, Guatemala, Messico, Panama, Paraguay, Suriname, Honduras e Venezuela oltre che in Brasile.

In quest’ultimo paese, dove la casistica pare essere particolarmente presente nello stato di Pernambuco, il Ministero ha notificato (al dicembre 2015) 2.401 casi sospetti di microcefalia da Zika virus, di questi 2.165 sono in accertamento, mentre 134 sono stati confermati e 102 smentiti. Per tale motivo è stata dichiarata la “public health emergency”.
Negli USA i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) lo segnalano come malattie dei viaggiatori, esattamente come in europa.

I Ricercatori dell’Istituto Pasteur della Guyana hanno analizzato integralmente il Dna dell’agente infettivo (studio pubblicato sul Lancet), decifrandone il genoma.
La variante dell’america latina è molto simile a quello dell’area del Pacifico del 2013/ 2014 (più del 99% di omologia). Il prelievo campione per l’analisi proveniva dal è stata realizzata a partire da un prelievo su un uomo del Suriname, ricoverato nel 2015 con un’eruzione cutanea e una congiuntivite, risultato positivo al virus Zika e con negativtà alle malattie ‘sorelle’dengue e chikungunya.

La sintomatologia dell’infezione nell’uomo richiede raramente la ospedalizzazione (casi severi) ed è generalmente rappresentata da febbre (38°C) rash cutaneo, mal di testa malessere congiuntivite non purulenta (occhi rossi senza materiale purulento) che regrediscono in 2-7 giorni

BIBLIOWEB:

Marano G., Pupella S., Vaglio S., Liumbruno G.M., Grazzini G., – Zika virus and the never-ending story of emerging pathogens and transfusion medicine – Blood Transfus 2015; DOI: 10.2450/2015.0066-15

http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp1600297#t=article
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26674815
http://www.centronazionalesangue.it/MC-API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid=857ad4b9-8a0b-4185-a663-b52a5ae8ee71

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Sandro Pierdomenico

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