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‘Grasso’ è ‘trendy’? Negli U.S.A. pare di si

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‘Grasso’ è ‘trendy’? Negli U.S.A. pare di si

Nell’epoca de #labuonascuola può essere istruttivo meditare sulla presunta inutilità di molte “nozioni” giudicate irrilevanti e noiosissime quando sedevamo nei banchi del liceo.
Quanti di voi si ricordano del Rev. George Berkeley (1), il teorico dell’ Immaterialismo che, nel secolo dei Lumi, predicava che “Esse est percipi”, che “l’esistenza consiste solo nell’essere percepiti”?

Eppure il filosofo irlandese torna prepotentemente di attualità leggendo un articolo comparso sull’ American Journal of Preventive Medicine, in cui ricercatori della Georgia Southern University documentano (2) come la maggioranza degli adolescenti americani sovrappeso o francamente obesi non abbia affatto la percezione di dover fare qualcosa per il proprio peso.
Dal 1988 al 2012 la probabilità che un adolescente tra i 12 e i 16 anni si consideri “grasso” diminuisce in modo statisticamente significativo, secondo gli autori dell’articolo [quoziente di probabilità = 0.71 (I.C.= 0.62-0.82)], mentre lo z-score dell’Indice di Massa Corporea (BMI) risulta nello stesso periodo aumentato da 1.32 (I.C.=1.18-1.46) a 1.82 (I.C.= 1.74-1.90).

I dati su cui si basa lo studio sono stati ricavati dal National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), la cui attendibilità è stata recentemente oggetto di dibattito.
Sono stati studiati oltre 4,000 adolescenti classificati come “sovrappeso” (se BMI specifico per sesso ed età > 85° percentile) o francamente “obesi (BMI > 95° percentile), escludendo i soggetti sottopeso “a causa dell’esiguità del numero che ne rendeva problematica la significatività statistica”.
Il sondaggio si basava sulla domanda “Ritieni di essere sottopeso, sovrappeso o di peso giusto?”.

Le ragazze hanno dimostrato una sensibilità lievemente maggiore ai loro coetanei maschi: il 36% di loro si percepisce correttamente sovrappeso, contro il 21% dei ragazzi.
Anche la razza si differenzia, nel senso che i bianchi sono meno consapevoli dei neri.
Se confermati, questi dati impongono una urgente revisione delle strategie di prevenzione dell’obesità.
Evidentemente il non percepirsi come affetto da una anomalia pregiudica qualsiasi campagna volta al recupero di una massa corporea fisiologica come arma prioritaria nella prevenzione di tante patologie.
E, d’altra parte, “se la maggioranza relativa dei nostri coetanei pesa come noi, perché dovremmo sentirci anormali?”.

Dall’alto dei cieli, dove sicuramente si trova da 262 anni, il filosofo irlandese, da sempre scettico sulle possibilità della conoscenza umana, continua a sorridere.

 

BIBLIOWEB

● Berkeley, George A treatise concerning the Principles of Human Knowledge. Oxford Philosophical Texts, 1998 978-0-19-875161-8 | Paperback.

http://www.ajpmonline.org/article/S0749-3797(15)00146-4/abstract



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Marco Caputo

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