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Mobile Health e Bioetica

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Mobile Health e Bioetica

Con l’espressione “Mobile Health” si indica generalmente l’insieme di tecnologie “mobili, ossia l’uso di comunicazioni wireless (cellulari smartphone, tablet, dispositivi digitali con o senza sensori indossabili) applicate in ambito medico- sanitario o in ambiti correlati alla salute.
E’ la rivoluzione mobile, fenomeno pervasivo della società in cui viviamo (anche in ambito sanitario).
Le informazioni si trasmettono a chiunque, si ricevono e si conservano ovunque, in qualsiasi momento, con qualsiasi dispositivo.
L’ubiquità, la globalità, l’istantaneità costituiscono elementi intrinseci alla società digitalizzata in rete.

App-Store

In Gran Bretagna il NHS propone “Choices Health apps library” organizzata in capitoli: (Autism and Asperger syndrome Cancer Communications aids Cystic Fribrosis Dementia Diabetes Epilepsy Heart HIV IBS Insomnia Joint pain Mental health Migraine Multiple sclerosis Parkinsons Decision aids Medicines Surgery Brain Eyes Heart Neck and back Teeth).

 

Dal Consiglio Nazionale di Bioetica giunge un parere con delle raccomandazioni.
La principale è che per le App sanitarie bisogna prevedere l’obbligo di supervisione del medico.
Il parere mette in evidenza le potenzialità delle nuove tecnologie (dai servizi Google all’Apple Watch) ma si sofferma anche sulle problematicità etiche quali privacy, vulnerabilità tecnologica e consenso informato.
Lo scenario prevede entro 2018 1,7 mld di utenti di app per la Salute.

Le problematiche di natura etica su cui si esprime il CNB
1. sicurezza ed efficacia (distinzione tra app che rientrano nei dispositivi medici o che si esclude lo siano, contesto della sperimentazione / validazione scientifica delle app);
2. uso dei dati – privacy, particolare attenzione nell’ambito della enorme quantità e complessità di dati, all’accesso da parte di terzi (assicuratori, datori di lavoro), alla possibilità della costituzione di “profili” degli utenti in assenza di una adeguata e trasparente informazione;
3. il consenso informato (in contrapposizione al consenso informatico, attenzione ai minori);
4. vulnerabilità tecnologica, declinata nelle diverse possibili forme (dipendenza tecnologica a livello individuale, il fenomeno del quantified self, sociale, politica ed economica);
5. l’autogestione della salute nel contesto della trasformazione del rapporto paziente/medico;
6. il divario tecnologico e le problematiche dell’equità di accesso, nel contesto delle differenze di età, di condizione socio-economica-culturale oltre che geografica

No a video visite (riduzione relazione interpersonale)
Le applicazioni a scopi medici (diagnostici, terapeutici, assistenziali) per il Cnb “dovrebbe esserci un obbligo di supervisione del medico (informazione al momento di scaricare la app/condizione per scaricare app)”.
Anche da parte del medico l‟uso di m-health può presentare molti vantaggi, consentendo un monitoraggio in tempo reale del paziente anche distante, un miglioramento dell’assistenza in termini quantitativi e qualitativi.
Ma al tempo stesso può divenire una modalità di deresponsabilizzazione per il medico, che “passa‟ la responsabilità al paziente, limitando sempre più le visite “faccia-a-faccia‟ con la conseguenza di ridurre la relazione interpersonale (sostituendolo con “video-visite‟), impoverendo o addirittura annullando la relazione con il paziente.

Il Decalogo del CNB
A. elaborazione di criteri condivisi a livello internazionale per classificare applicazioni per la salute come dispositivi medici (distinguo da quelli che dispositivi medici non sono).
B. promozione di una ricerca interdisciplinare tra informatici, progettisti e medici, insieme ad esperti di etica, scienze cognitive e sociali, (in fase di progettazione, sperimentazione e valutazione delle applicazioni)
C. incentivazione delle industrie a produrre app effettivamente utili per la salute dei cittadini
D. identificazione di responsabilità delle compagnie che producono app, (ambito dei profili di sicurezza e privacy)
E. istituzione di un osservatorio per il monitoraggio delle app con attinenza alla salute (costituzione di siti e/o portali accreditati scientificamente)
F. promozione di un’appropriata informativa e una trasparente comunicazione all’utente (al momento dell’utilizzo dell’app, specifica attenzione ai minori)
G. implementazione della informazione ed educazione dei medici, (consentire l’acquisizione di competenze specifiche nella consapevolezza della rilevanza di conservare e non impoverire il rapporto interpersonale con i pazienti)
H. promozione di studi sull’impatto dell’uso delle app, (in particolare sull’identità personale e relazionale)
I. monitoraggio ed una adeguata educazione delle categorie particolarmente vulnerabili (minori, anziani, disabili) per garantire la non discriminazione
J. promozione sociale di un uso critico delle nuove applicazione per la salute, evitando forme eccessive di salutismo e di medicalizzazione.

BIBLIOWEB

L. Palazzani – Mobile-health e applicazioni per la salute: aspetti bioetici – Comitato Nazionale per la Bioetica – 28 maggio 2015.

http://apps.nhs.uk/

http://www.d4.org.uk/research/regulation-of-health-apps-a-practical-guide-january-2012.pdf

 

   In allegato la Documentazione relativa  in formato PDF

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Giuseppe Catanoso

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