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IVU, Cina e Cochrane

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IVU, Cina e Cochrane

MEDICINA CINESE E TRATTAMENTO DELLE INFEZIONI RICORRENTI DELLE VIE URINARIE NELLE DONNE.

Le infezioni acute delle vie urinarie (IVU) colpiscono il 40-50% delle donne e vengono considerate infezioni batteriche piuttosto comuni, anche perché nel 20-30% dei casi si ripresentano almeno una volta dopo la prima infezione e il 25% delle donne svilupperà una forma ricorrente di IVU (con implicazioni significative per la salute individuale e per i costi sanitari sottesi).

Le forme ricorrenti di IVU possono essere affrontate con profilassi antibiotica, ma negli ultimi anni si è cercato di individuare trattamenti alternativi dal momento che la terapia antibiotica desta preoccupazioni nell’utilizzatore (possibile sviluppo di resistenza microbica, effetti collaterali e la mancanza di beneficio a lungo termine).

La tipologia della patologia spinge le pazienti a cercare alternative ed integrazioni, anche al di fuori della medicina consolidata in occidente.
Molto difficile risulta riuscire a valutare esperienze “ai limiti” del mondo scientifico tradizionale, che spesso viene rifiutato in toto.

La medicina erboristica Cinese è storicamente riconosciuta tra le terapie alternative per il trattamento dei sintomi correlati all’IVU: da qui l’attenzione della Cochrane per una valutazione della problematica, ovviamente con una metanalisi (identificati 7 studi randomizzati per un totale di 542 donne).
In sintesi l’utilizzo di erbe medicinali cinesi (da sole o in combinazione con antibiotici) può essere utile per il trattamento di infezioni delle vie urinarie ricorrenti durante la fase acuta dell’infezione e può ridurre l’incidenza di IVU ricorrente per almeno sei mesi dopo il trattamento.
Trattamenti specificamente formulati per infezioni ricorrenti sembrano essere più efficaci rispetto alle terapie a base di erbe utilizzate per trattare le forme acute di infezione.

Valutare il rischio/beneficio della medicina erboristica Cinese (Chinese herbal medicine “CHM”) nel trattamento delle IVU in donne adulte, sia in monoterapia che in combinazione con altri trattamenti è stato il target.

In particolare 5 studi (422 donne) hanno reclutato donne in menopausa (età compresa tra i 56 e i 70 anni).
L’analisi di tre studi in cui la CHM era paragonata al trattamento con antibiotici ha mostrato che l’utilizzo delle erbe medicinali cinesi era associato a tassi di efficacia maggiori nel trattamento di IVU acute e a una riduzione maggiore delle recidive [rischio relativo rispettivamente (RR) 1,21 e (RR 0,28)].
I risultati di due studi hanno rivelato che il trattamento combinato antibiotici + CHM era più efficace della monoterapia antibiotica nel trattamento di IVU acute (RR 1,24) e nella riduzione delle recidive a sei mesi (RR 0,53).
Confrontando invece diversi tipi di CHM è emerso che il trattamento con formulazioni specifiche per IVU ricorrente erano più efficaci nella riduzione dell’incidenza delle infezioni rispetto a formulazioni generiche utilizzate per lo più nei casi acuti di IVU (RR 0,40).

Gli autori della metanalisi sottolineano comunque che il numero limitato e la scarsa qualità degli studi analizzati non permettono di trarre conclusioni definitive sull’efficacia di queste terapie alternative.
Interessanti comunque i risultati, che aprono nuovi scenari ad una delle patologie di genere più frequenti.

 

BIBLIOWEB:

http://www.cochrane.org/CD010446/RENAL_chinese-herbal-medicine-for-treating-recurrent-urinary-tract-infections-in-women



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Sandro Pierdomenico

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