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Medicina Difensiva: ma quanto ci costi?

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Medicina Difensiva: ma quanto ci costi?
“Sotto inchiesta” la Medicina Difensiva parola di Ministro (della Salute)

Il boom della medicina difensiva costa 10 miliardi di euro, lo 0,75% del Pil e per il 93% dei medici è «invitabile» e dunque destinata ad aumentare: il 77,9% dei medici ha praticato medicina difensiva almeno una volta nell’ultimo mese, per 4 medici su 5 la motivazione risiede nella paura delle denunce. Nonostante le buone intenzioni (del decreto Balduzzi, ad esempio), i camici bianchi continuano ad operare con lo spauracchio delle denunce, che (sondaggio dell’Osservatorio Internazionale della Sanità) sono pretestuose per l’80% dei medici.

La componente emotiva e la falsa sicurezza indotta dai comportamenti difensivi sono infatti tra i principali fattori che mantengono e potenziano il fenomeno. Secondo gli intervistati le soluzioni potenzialmente efficaci per ridurre il fenomeno sono per il 49% quello di attenersi alle evidenze scientifiche e per il 47% quello di riformare le norme che disciplinano la responsabilità professionale.

L’attenzione delle Istituzioni sul tema si è concretizzato con la costituzione da parte del Ministro Beatrice Lorenzin di una nuova Commissione consultiva ad hoc, con il compito di fornire al Ministero idoneo supporto per l’approfondimento di queste tematiche e per l’individuazione di possibili soluzioni, anche normative.

Secondo una recente indagine Agenas relativa al 2014, con 1.500 medici ospedalieri intervistati, la stima dei costi della medicina difensiva per settori, rispetto alla spesa vede la farmaceutica al 14%, gli esami strumentali al 25%, gli esami di laboratorio al 23% e le visite specialistiche all’11%. Lo studio spiega anche il perché si fa medicina difensiva: per il 31% è colpa della legislazione sfavorevole per il medico, per il 28% il rischio di essere citati in giudizio, per il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste, pressioni e aspettative da parte del paziente e dei familiari.

Meccanismi per contrastare fenomeno e ridurre gli sprechi secondo il Ministero devono prevedere vari interventi.
• In primis un “approfondimento sul tema della normativa vigente in materia nel nostro Paese”.
• Da un lato “la malpractice in Italia è in parte riferibile ai comportamenti dei medici,
ma è spesso anche conseguenza di scelte di un legislatore poco attento e volubili decisioni dei magistrati”.
• In seconda battuta il Ministero segnala l’esigenza di “un’analisi comparata sullo stato dell’arte delle azioni legislative intraprese a livello internazionale e l’identificazione di eventuali best practice. L’Italia, in confronto ad altri Paesi (USA, GB, NZ, Irlanda e Francia)
che tra il 2000 e il 2003 hanno adottato riforme strutturali sul tema, è in ritardo di almeno un decennio”.

Infine, il ministro ha ricordato che «sta seguendo il suo iter» il Dpr che regolamenta il tema delle assicurazioni mediche, chiarendo anche i criteri dei premi per specialità, in modo che venga applicata la legge Balduzzi.

Una nota personale: ci felicitiamo col Prof. Raffaele Zinno, medico legale e segretario nazionale SISMLA (Sindacato Italiano Specialisti di Medicina Legale), che ha favorito il link del sito (consultabile direttamente dal nostro portale nella parte inferiore destra dello schermo) per la sua nomina nella commissione consuntiva, in cui sicuramente saprà ben operare.

 BIBLIOWEB:

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=1994

http://www.agenas.it/medicina-difewnsiva-quanto-ci-costa

 

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Giovanni Casiraghi

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