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Un hashtag come biglietto da visita

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Un hashtag come biglietto da visita

I medici di Napoli (e della Campania) si presentano ai loro pazienti “Salve, il mio nome è”:

L’iniziativa parte dall’Ordine dei medici napoletano e trae ispirazione da un’analoga campagna lanciata in Gran Bretagna (Kate Granger) e rilanciata in Italia dal progetto di Slow medicine.
I medici si presentano in rete per nome e cognome, ruolo e qualifica.
L’hashtag “#salveilmionomeè” è già attivo su twitter.

“E’ solo un piccolo gesto ma capace di dare una scossa al rapporto medico paziente” dice Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli e provincia : “Come Ordine dei medici, e anche in qualità di portavoce del nuovo coordinamento, riunito in federazione, degli Ordini della Campania, sento di dover aderire immediatamente a questo semplice gesto che, a mio avviso, come la punta di un iceberg, potrà essere capace, tuttavia, di muovere un’enorme massa di percezioni e vissuti emotivi mortificati da anni difficili.
Sotto l’orlo dell’acqua, cova una massa di sentimenti inespressi pronti a disciogliersi l’uno nell’altro e a farsi causa comune.
Tra i pazienti che chiedono di essere curati e i medici desiderosi di fare bene il proprio lavoro”.

Presentarsi per facilitare l’individuazione del medico, eliminando malintesi, offrendo un punto di riferimento a familiari e pazienti, garantendo disponibilità e soprattutto dando contenuti alla relazione tra medico e paziente.
La campagna avviata sul web ha contagiato i colleghi medici, pronti a cambiare atteggiamento nel lavoro quotidiano e a tendere la mano per un saluto e una presentazione, spesso dati per scontati, ma poi lontani dalla prassi quotidiana delle corsie degli ospedali di mezzo mondo.

SENECA, (50 d.C. ) scriveva questo lapidario aforisma: “Se il medico non fa altro che tastarmi il polso e considerarmi uno qualsiasi dei tanti pazienti, prescrivendomi freddamente ciò che debbo fare od evitare, io non gli sono debitore di nulla, poiché egli in me non vede un amico, ma solo un cliente”.

Il tentativo etico di recuperare il “lato umano” del rapporto medico-paziente da parte dell’Ordine di Napoli e di Slow Medicine (a cui plaudiamo) è evidente.

 

BIBLIOWEB:

#salveilmionomeè (hellomynameis)
#buongiornoiosono

http://www.slowmedicine.it/segnalazioni/306-slow-medicine-lancia-la-campagna-buongiornoiosono.html?fontSize=default



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Sandro Pierdomenico

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