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Management e Algoritmi per il diabete tipo II

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Management e Algoritmi per il diabete tipo II

Novità per il Trattamento del Diabete tipo II, le società scientifiche europee e Usa aggiornano linee guida. Pubblicato un aggiornamento del position statement del 2012 sul trattamento del diabete mellito di tipo II su Diabetes Care di gennaio. Novità principali l’estensione della somministrazione di metformina ai soggetti con insufficienza renale moderata e la nuova classe di inibitori dell’SGLT2
Le Società scientifiche di diabetologia americana (ADA) ed europea (EASD) hanno messo mano ad un aggiornamento del loro position statement EASD-ADA del 2012 sulla gestione dell’iperglicemia nel diabete mellito di tipo 2, Confermato e ribadito l’ approccio centrato sul paziente, vengono introdotte una serie di novità sia relative agli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio (SGLT2), sia all’impiego di terapie consolidate (la metformina somministrata fino a 30 ml/min di filtrato glomerulare).
Sono stati ridimensionati i rischi di effetti indesiderati, relativi ad alcuni farmaci (è il caso del pioglitazone per il quale viene escluso un rapporto con il cancro della vescica e degli inibitori del DPP-4 per i quali viene tolto l’alert circa i possibili rischi di pancreatite o di carcinoma pancreatico).

Obiettivi terapeutici:
 Il controllo della glicemia rimane il target principale con la necessità di inquadrare questo obiettivo nell’ambito del profilo di rischio globale del paziente, che comprenda lo smettere di fumare, adottare sane abitudini di vita, raggiungimento dei target pressori e lipidici anche utilizzando le statine e, dove necessario, un antiaggregante piastrinico.

 l’obiettivo glicemico da raggiungere, oscilla intorno al valore del 7% di emoglobina glicata, ma ribadita la necessità di una sua personalizzazione. Valori inferiori nei giovani e nei soggetti con recente diagnosi di diabete, poco aggressivi nell’anziano, nei pazienti fragili e nelle poli patologie associate ( rischio di crisi ipoglicemiche).

 inibitori del SGLT2, una nuova classe in grado di ridurre a glicata dello 0,5-1% . Agiscono a livello del nefrone prossimale, riducendo il riassorbimento di glucosio e favorendone l’escrezione urinaria (fino a 80 grammi/die). Meccanismo d’azione indipendente dall’insulina; possono essere utilizzati anche nei soggetti in trattamento insulinico. Riducono il pesp (modesto, circa 2 Kg/ 6-12 mesi), dei valori pressori ( 2-4 mmHg sistolica e 1-2 mmHg diastolica), acido urico plasmatico e dell’albuminuria.Effetti indesiderati: infezioni micotiche genitali (+11% donne e +4% uomini), temporanei modesti rialzi della creatininemia e un’aumentata escrezione urinaria di calcio.

 trattamento iniziale. La metformina rimane il farmaco di prima scelta.

 Terapie di associazione (doppia o tripla). Anche se gli inibitori dell’SGLT2 siano approvati anche in monoterapia, più frequentemente vengono utilizzati in associazione con metformina e/o altri agenti.

 Fondamentale l’importanza del counseling dietetico e dell’educazione all’autogestione del diabete.

In Italia il 22 gennaio ultimo scorso a Roma è stato presentato l’Algoritmo AIFA sviluppato con SID (Società Italiana di Diabetologia) e AMD (Associazione Medici Diabetologi), con delle relazioni “da non perdere” dei rispettivi Presidenti Luca Pani, Enzo Bonora e Antonio Ceriello. L’algoritmo è una vera e propria “guida” di orientamento per medici e cittadini per l’individuazione della terapia farmacologica personalizzata per singolo paziente.

 

BIBILIOWEB

http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/modello-algoritmo-terapia-diabete

 

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Roberto Testa

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