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Pesticidi & inquinamento delle acque. Il Punto.

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Pesticidi & inquinamento delle acque. Il Punto.

Dal nuovo rapporto ISPRA emerge un dato sconfortante: più della metà delle acque di superficie sono contaminate.
Le ragioni sono diverse.
In ampie aree del centro-sud, si evidenzia una contaminazione prima non rilevata (monitoraggio non adeguato).
Spesso, le sostanze usate in agricoltura sono anche impiegate come biocidi (pesticidi per uso non agricolo) in altri campi di attività, e in questo caso non abbiamo statistiche dei consumi.

La maggior preoccupazione è comunque la persistenza di alcune sostanze, che insieme alle dinamiche idrologiche molto lente (specie nelle acque sotterranee) rende difficilmente reversibili i fenomeni di contaminazione ambientale e produce un “mix” dagli effetti sconosciuti.
E’ contaminato il 56,9% delle acque di superficie (1.355 punti di monitoraggio) e il 31% di quelle sotterranee (2.145 punti).
Sono state rilevate 175 sostanze diverse (acque superficiali e sotterranee italiane dati 2012) “Un cocktail di sostanze” di cui si ignora l’effetto su ambiente e regno animale.

Fortunatamente le concentrazioni misurate sono spesso basse, ma la diffusione della contaminazione è molto ampia.
Per il biennio 2011-2012 sono stati esaminati 27.995 campioni per un totale di 1.208.671 misure analitiche.
Nelle acque superficiali, il 17,2% dei punti di monitoraggio (253) presenta concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali.

Le informazioni provengono da 19 regioni e province autonome, con una copertura del territorio nazionale incompleta, soprattutto per quanto riguarda le regioni centro-meridionali, e in maniera più accentuata per le acque sotterranee.
Molise e Calabria non hanno inviato i dati.

La presenza più diffusa è nella pianura “padanoveneta”, ma verosimilmente perché c’è più monitoraggio e le indagini sono più mirate ed efficaci, e non per l’intenso uso agricolo e delle caratteristiche idrologiche del territorio.
Dove il monitoraggio è migliorato, sono state evidenziate aree di contaminazione significativa anche nel centro-sud.

Nelle acque superficiali le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosate e il suo metabolita AMPA, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina e il suo principale metabolita.

Nelle acque sotterranee, il 6,3% dei punti di monitoraggio (152) supera i limiti: le sostanze, in questo caso, sono bentazone, metalaxil, terbutilazina e desetil-terbutilazina, atrazina e atrazinadesetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6-diclorobenzammide, metolaclor.

Come segnalato anche dai comitati scientifici della Commissione Europea, il rischio da esposizione a miscele di sostanze è sottostimato dalle metodologie utilizzate in fase di autorizzazione, che valutano le singole sostanze e non tengono conto degli effetti cumulativi.
Nei campioni sono spesso presenti miscele di sostanze diverse: fino a 36 contemporaneamente.

La sensibile diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari nel periodo 2001-2012 passati da 147.771 a 134.242 tonnellate (-9,1%), con un calo maggiore (-30,2%) dei prodotti più pericolosi (molto tossici e tossici).
Il calo delle vendite, tuttavia, non si riflette ancora nei risultati del monitoraggio, che continua a segnalare una presenza diffusa dei pesticidi nelle acque, con un aumento delle sostanze rinvenute.

BIBLIOWEB

http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-sostanze-chimiche-reach-prodotti-fitosanitari 

   In allegato la Documentazione relativa in formato PDF

 

Click per visualizzare la Documentazione



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Giuseppe Catanoso

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