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«Triplo positivo», individuato nuovo sottotipo di carcinoma mammario

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«Triplo positivo», individuato nuovo sottotipo di carcinoma mammario

Si fa presto a dire tumore della mammella: Il cancro della mammella è costituita da tipi di tumori molto diversi, con insorgenza, sensibilità a farmaci e comportamento clinico estremamente differente.
Le novità giungono da un congresso svoltosi presso l’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma (novembre 2014).

Un gruppo di esperti ha focalizzato l’attenzione sulla possibile esistenza di un ulteriore sottogruppo di carcinoma della mammella, il tumore “triplo positivo”, costituito da espressione di entrambi i recettori ormonali e dal recettore Her-2.
Tale entità costituirebbe un sottotipo della variante Her-2-like, ma con caratteristiche piuttosto differenti, sia dal punto di vista di comportamento clinico, che di sensibilità alle varie terapie.
La positività di Her-2 si traduce in una ridotta sensibilità alla terapia ormonale, per l’attivazione di interferenze biologiche complesse e bi-direzionali.
Il carcinoma della mammella Her-2 positivo viene infatti tuttora considerato come un’entità distinta, ma piuttosto omogenea, nei confronti della quale il trattamento standard è costituito da chemioterapia, associata ad un agente biologico anti-Her-2.

Evidenze suggeriscono come anche la malattia Her-2 positiva, come nel caso del sottogruppo di tumori endocrino-sensibili e dei tumori tripli negativi, presenti un’eterogeneità biologica che può condizionare sensibilmente l’outcome delle pazienti.

In circa la metà dei tumori Her-2 positivi, la positività riscontrabile (o mancanza) dei recettori ormonali individua l’ulteriore sottogruppo definibile “triplo positivo”.
Recenti risultati mostrano un beneficio dalla combinazione di un agente anti- Her-2 e terapia endocrina, senza chemioterapia, nel sottogruppo di tumori “tripli positivi”.

Il beneficio sembra minore rispetto alla combinazione di un anti-Her-2 con la chemioterapia, e pertanto nella pratica clinica la scelta preferenziale è ancora sempre costituita dall’approccio chemioterapia e blocco di Her-2, mentre la terapia ormonale viene solitamente impiegata in sequenza, dopo la chemioterapia.

Anche nell’ambito del sottogruppo di tumori Her-2 positivi, ritenuti a cattiva prognosi, pare esistere un subset a prognosi particolarmente favorevole, anche in assenza di trattamento con anti-Her-2 e chemioterapia, e ciò suggerisce che, in particolari sottogruppi, il trattamento standard solitamente impiegato (chemioterapia e agente anti-Her-2), potrebbe addirittura costituire un sovra trattamento.

Si aprono nuovi scenari dove risulta necessario focalizzare l’attenzione sui meccanismi alla base di interazioni, l’ ottimizzazione delle scelte terapeutiche e la selezione dei farmaci: l’ identificazione di fattori che definiscono i sottogruppi di tumori “tripli positivi” (a prognosi più favorevole), i casi nei quali l’impiego della chemioterapia può essere procrastinato, l’individuazione di biomarcatori di ridotta efficacia (chemioterapia – agenti anti-Her-2).



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Francesco Bondanini

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