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Grassottelli è bello?

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Grassottelli è bello?

Un recente articolo comparso su Journal of the American Medical Association (familiarmente Jama per tutti noi) pare smentire un assioma consolidato in medicina, “essere sovrappeso fa male alla salute, e accorcia la vita”.

Lo studio statunitense del National Center for Health Statistics, che fa parte dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), pare dimostrare che essere sovrappeso (o lievemente obesi) sia associato a una mortalità diminuita per tutte le cause.

Metanalisi di 97 studi precedenti, con dati di 2 milioni 880 mila persone in tutto il mondo (Stati Uniti, Sud America, Europa, Australia, e Oriente), è la più grande e completa revisione basata sul Body Mass Index (BMI, il più utilizzato indice di massa corporea – rapporto tra peso e quadrato dell’altezza),

 Il rischio di mortalità per tutte le cause per le persone di obesità di grado 1 (BMI tra 30 e 35) è del 6% per le persone sovrappeso (BMI compreso tra 25 e 30) scendeva al 5%. Rimane confermato che l’obesità grave ed estrema, grado 2 e 3 (BMI maggiore di 35), aumenta di molto il rischio di morire prematuramente (29%).

 Gli autori avanzano anche ipotesi su diversi bias che condizionano le conclusioni a cui si potrebbe arrivare:

  • le persone lievemente obese accedono in realtà a cure migliori, sia perché mostrano prima i sintomi delle malattie, sia perché sono sottoposti a screening per le malattie croniche come problemi cardiaci o diabete molto più spesso del resto della popolazione
  • quando si hanno infezioni o ci si deve sottoporre a interventi chirurgici qualche chilo in più può essere utile
  • essere malati renda più magri: questa sottile differenza non è registrata da studi come quelli considerati nella revisione
  •  le categorie di obesità e sovrappeso usate si basano sui valori di indice di massa corporea stabiliti dall’Oms ma non sempre si adattano alla comune percezione di persona “normopeso” o “sovrappeso”. In molti dei paesi arruolati nella metanalisi

Le più recenti ricerche  dimostrano che non è solo il grasso a influire sul pericolo, ma anche il tipo di grasso che si sviluppa e dove, con un dimorfismo sessuale.  Il  grasso accumulato sull’addome, sembrerebbe incidere di più sul rischio.. Il collegamento tra grasso e longevità è tutto fuorché semplice e chiaro  Gli autori a conclusione dello studio ricordano che, “la stima del rischio di mortalità associato al sovrappeso e all’obesità, può essere utile per tracciare delle indicazioni più precise su come trattare i diversi pazienti”.

Ma appare chiaro che il solo peso non è un valore sufficiente per interpretare  il rischio di ogni paziente di sviluppare malattie e di morte prematura. Dobbiamo rivedere almeno in parte le nostre convinzioni.

 

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Giovanni Casiraghi

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