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Buone Feste

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Buone Feste

Carissimi, “non viviamo più nell’Olocene, ma nell’Antropocene!”

Questa è la frase pronunciata dallo scienziato olandese Paul J. Crutzen nel 2000 in Messico, durante il convegno internazionale Geosfera-Biosfera. Premio Nobel 1995 per la Chimica ha spiegato  come avviene la distruzione dello strato di ozono ad opera dei CFC (clorofluorocarburi), sensibilizzando così gli Stati a ridurre la  produzione di questi propellenti. Crutzen, scomparso lo scorso gennaio, utilizza il termine Antropocene per definire l’epoca geologica attuale in cui l’essere umano ha fortemente condizionato il pianeta con le sue attività, modificandone alcune caratteristiche, in particolare con l’aumento di anidride carbonica. In effetti le attività umane sono riuscite a produrre modifiche territoriali, strutturali e climatiche, consumando sempre più velocemente le risorse terrestri.

Soltanto da pochi anni dimostriamo di accorgerci dello stravolgimento degli equilibri naturali del nostro pianeta, dei cambiamenti climatici, costretti dai disastri operati da fenomeni atmosferici o da funesti eventi di diffuse epidemie, che credevamo interessare solo lontani “ricordi”!

La pandemia ci ha trovati impreparati. Da due anni evoca sentimenti di disagio e frustrazione. Certamente suscita oggi qualche sconcerto rileggere  il rapporto “A World at Risk” pubblicato nel settembre 2019 dal Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), organismo di esperti dell’OMS, che, qualche mese prima dell’identificazione del nuovo coronavirus, avvertiva i Leader Internazionali circa il rischio di un evento epidemico globale. Per di più sottolineava che il mondo non è preparato ad una “pandemia altamente letale di un patogeno respiratorio che si diffonde rapidamente facendo dai 50 agli 80 milioni di vittime…”, ed esortava i Leader a intraprendere “un’azione immediata, energica e coraggiosa per prepararsi a tutte le emergenze sanitarie”.

Certamente non tutti allora hanno letto questo Report e molti hanno sottovalutato il rischio.  Solo dopo due anni, in Europa, gli Stati membri comprendono la necessità di attuare strategie comuni! In questi due anni abbiamo assistito alla circolazione di numerose informazioni, talvolta eccessive o non vagliate con accuratezza ed anche contraddittorie.

Il cittadino medio, attento ai Mass Media e ai Social, che cerca di orientarsi in questo pullulare di tuttologi rischia di contrarre una Infodemia, dall’inglese infodemic: termine apparso per la prima volta nel 2003 nell’articolo “When the Buzz Bites Back”, ad opera del giornalista David J. Rothkopf del Washington Post . Il neologismo è stato utilizzato dal “OMS” per definire una quantità eccessiva di informazioni in cui si possono annidare fake news che, deformano la realtà alimentando confusione come, ad esempio, negli attuali negazionisti No Vax.

In questi giorni l’EMA ha autorizzato il Vaccino a base proteica Nvx-Cov2373 Nuvaxovid, prodotto dalla statunitense Novavax. E’ il quinto vaccino disponibile in Europa, preparato con le tecniche delle proteine ricombinanti, le stesse con cui sono stati prodotti i vaccini utilizzati già da molti anni contro il papilloma virus, l’epatite B ed altre patologie. Il preparato, iniettabile, si può conservare a temperatura di frigorifero. Contiene Saponina, un adiuvante, che rafforza la risposta immunitaria. Sono previste due somministrazioni a distanza di 21 giorni.

Essendo basato su una tecnologia trentennale consolidata, potrebbe convincere una parte degli indecisi che ancora tentennano: il Novavax potrebbe piacere ai NoVax!  A proposito di Infodemia, un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato da Guido Antonelli del Dipartimento di Medicina Molecolare della Università “La Sapienza” di Roma, su Clinical Microbiology and Infection, rivista ufficiale del  “ESCMID”, ha recentemente pubblicato un articolo dal titolo “COVID-19 infodemics : the role of mainstream and social media”, ponendo l’attenzione sulla pericolosità della informazione mediatica incontrollata durante la pandemia COVID-19.

Il lavoro denuncia la scarsa comunicazione riguardo alla differenza tra significato analitico e valore clinico dei test diagnostici, ribadendo “…che non tutti i test sono creati per lo stesso scopo”. Sulla sicurezza ed efficacia del plasma da convalescente ad esempio, precisa che “…molte storie dei Media hanno esagerato con i casi di successo “ riportando “effetti simili in pazienti.…di unità di terapia intensiva”,  senza però spiegare che “gli anticorpi neutralizzanti funzionano come antivirali e quindi la loro efficacia nelle fasi iniziali (ma non tardive) era ampiamente attesa”.

Inoltre: “un numero senza precedenti di titoli si è concentrato sulla trombocitemia trombotica immunitaria dopo vaccinazione con Oxford/AstraZenecainducendomolti paesi ad invertire le indicazioni originali del produttore…portando ulteriore confusione tra i profani”. Molte informazioni si sono dimostrate inopportune e inaccurate, condotte in dibattiti creati per fare spettacolo, con personaggi talora narcisisti e avidi di protagonismo.

Non si è badato neanche a separare il messaggio pubblico da quello politico. In tal modo alcune evidenze scientifiche sono apparse come “bandiera” di particolari raggruppamenti di individui o di qualche partito politico. Si è assistito ad una sovraesposizione mediatica di scienziati, assieme ad opinionisti e politici, talora in contraddittorio fra loro, allo scopo di fare spettacolo e aumentare la quota di pubblico.

I dibattiti in TV non possono dare la conoscenza biomedica. Le stesse regole intrinseche degli spettacoli televisivi appaiono incompatibili con la scienza. Avverte ancora Antonelli: “…in conclusione, gli scienziati dovrebbero cercare di non accettare inviti a dibattiti indiscriminati sui social media…evitando talk show affollati e rumorosi”. In effetti virologi e professionisti qualificati dovrebbero aumentare il loro impegno sui canali di comunicazione ufficiali, favorendo una informazione essenziale, semplice e limitata al concreto, tenendo presente che la separazione fra fatti ed opinioni è alla base della buona informazione scientifica.

Appare davvero opportuna la raccomandazione dell’OMS di fare regolari pause dai mass media e dai social media. La pandemia si è trasformata da acuta a cronica per cui, superando la tentazione di credere in un perfetto ritorno al “prima”, è tempo di sviluppare la nostra capacità di resistere, fronteggiando la nuova realtà. Dobbiamo mantenere un atteggiamento realistico e dar visibilità a quella forza, presente in vario grado in ognuno di noi, data dalla capacità di reagire con successo alle avversità ed alle situazioni più stressanti, in una parola la Resilienza!  Occorre promuoverla a tutti i livelli: individuo, comunità e sistema.

Ex malo bonum”, questa citazione dal “De Libero Arbitrio” di S.Agostino sull’insegnamento e l’apprendimento del male, ci indica che dobbiamo guardare in faccia la realtà e assumere responsabilità e competenze per correggerla, utilizzando la nostra resilienza.  Usare le risorse disponibili per muoversi in una direzione di promozione della salute, gestendo la quotidianità e creando nuove abitudini di self care. Abbiamo sperimentato come coltivare rapporti sociali anche a distanza, dedicare più tempo allo studio o alla lettura, in modalità virtuale visitare musei o luoghi nuovi o rivedere quelli dei ricordi.

Possiamo anche cercare di mantenere vivo quel generoso e gratuito spirito di solidarietà che si è manifestato nelle varie fasi della pandemia. Ricordando il monito insito nelle considerazioni sull’equilibrio tra uomo, natura e altre specie animali, per il futuro benessere dell’umanità e descritte da Papa Francesco nella EnciclicaLaudato Si’ ”, auguro a tutti Voi di trascorrere serenamente le imminenti festività.

Esprimo l’auspicio che il nuovo anno susciti in tutti noi e in particolare nelle varie comunità e negli Stati, la crescita di una resilienza trasformativa, che permetta di creare modelli di sviluppo attenti al benessere della natura tutta!

Michele Musmeci, presidente AMeLab

BIBLIOWEB:

C. Caporale, A. Pirni. Pandemia e Resilienza. Consulta Scientifica del Cortile dei Gentili.  Ed. Consiglio Nazionale delle Ricerche
https://www.cortiledeigentili.com/wp-content/uploads/2020/05/2020-Pandemia-e-resilienza-Consulta-Scientifica-Cortile-dei-Gentili.pdf
Report dell’OMS:  “Un mondo a rischio” aumenta la probabilità di una pandemia globale! - Ginevra 20 settembre 2019  www.genano.com
D. Focosi, D. Navarro, F. Maggi, E. Roilides, G. Antonelli. COVID-19 infodemics: the role of mainstream and social media - Clinical Microbiology and Infection 2021DOI: 10.1016/j.cmi.2021.08.00  https://www.clinicalmicrobiologyandinfection.com/article/S1198-743X(21)00441-9/fulltext 
Paul J. Crutzen. Benvenuti nell’Antropocene! – Andrea Parlangeli, Mondadori editore, 2005
Festività natalizie in quarantena! http://amicimedlab.altervista.org/?p=21728



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