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La diffusione delle varianti SARS-CoV-2

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La diffusione delle varianti SARS-CoV-2

Diversi paesi dell’Unione Europea hanno osservato un calo dell’incidenza complessiva di SARS-CoV-2 nelle ultime settimane, molto probabilmente a causa di un rafforzamento degli interventi non farmacologici (distanziamento e chiusure). Il “European Center for Disease Prevention and Control” ha pubblicato la sua valutazione periodica del rischio pandemico.

Secondo “ECDC” la situazione epidemiologica è ancora motivo di grave preoccupazione, in tutto il continente, con la maggior parte dei Paesi che registra ancora tassi di contagio elevati o in aumento nei gruppi di età più avanzata con tassi di mortalità ancora elevati. Sebbene la campagna vaccinale sia iniziata dappertutto, con gruppi prioritari selezionati in base al rischio di sviluppare la forma più grave della malattia, è ancora presto per misurarne l’impatto sulla mortalità o sui ricoveri.

La “stanchezza pandemica” potrebbe influenzare negativamente l’accettazione ed il rispetto delle misure di distanziamento e di chiusura da parte della popolazione, come evidenziato dalle recenti proteste per i “lockdown” e dai disordini in alcune città europee. I livelli crescenti di insoddisfazione devono essere adeguatamente affrontati e con urgenza, se si vogliono evitare ulteriori ondate di contagio mantenendo una adeguata compliance.

Le aspettative del pubblico sulla possibilità di allentare le restrizioni devono essere gestite con attenzione”, ribadisce il documento degli esperti. “Per facilitare ciò, le autorità dovrebbero compiere sforzi sistematici per essere certi di mantenere una buona consapevolezza delle percezioni che le persone comuni hanno della pandemia, delle misure di contenimento in atto e del vaccino COVID-19, attraverso un continuo monitoraggio e un’analisi scientifica dei comportamenti”.

Varianti. La comparsa e l’aumento della diffusione di nuove varianti di SARS-CoV-2, identificate per la prima volta nel Regno Unito (B.1.1.7), Sud Africa (B.1.351) e Brasile (P.1), creano preoccupazione. Da un mese a questa parte, i paesi della UE hanno osservato un aumento sostanziale del numero e della percentuale di casi della variante “inglese”. L’Irlanda riferisce che B.1.1.7 è attualmente il ceppo dominante di SARS-CoV-2 e, sulla base delle proiezioni di crescita, molti altri Paesi si aspettano una situazione simile nelle prossime settimane.

La variante sembra essere più trasmissibile rispetto ai ceppi precedentemente dominanti ed è ormai certo che può causare infezioni più gravi. Diversi Paesi in cui è diventata dominante, hanno visto una rapida accentuazione dell’incidenza. Ciò ha comportato un aumento dei ricovericon conseguente sovraccarico dei sistemi sanitari ed eccesso di mortalità.

La variante sudafricana B.1.351 è stata segnalata sempre più spesso anche nei paesi europei, spesso, ma non solo, collegata ai viaggi ed è stata anche associata a focolai epidemici. Anche B.1.351 condiziona una maggiore trasmissibilità. Appaiono consistenti alcune prove che indicano una ridotta efficacia, per diversi vaccini, nei confronti di questa variante.

Quella “brasiliana” P.1 è finora stata segnalata meno di frequente, forse perché legata principalmente ai viaggi con il Brasile, dove sembra diffondersi rapidamente.

Probabilmente continueranno a emergere, in futuro, varianti contro le quali gli attuali vaccini autorizzati potrebbero avere un’efficacia ridotta, come osservato nei confronti della variante B.1.351 identificata per la prima volta in Sud Africa. Questo effetto dovrebbe essere mitigato dalla produzione di vaccini di nuova generazione, con sequenze di spike mutate e utilizzando antigeni virali alternativi. E’ probabile venga preso in considerazione il loro uso come dosi di richiamo, per quei vaccini che sono già stati sviluppati e sono in corso di somministrazione.

Il Rischio. Si conferma da alto a molto alto per tutti. A causa della maggiore trasmissibilità, associata a volte ad una maggiore gravità dell’infezione. La possibilità che i vaccini attualmente autorizzati diventino parzialmente o significativamente meno efficaci (per l’aumento dei casi dovuti a B.1.1.7 e forse anche B.1.351 e P.1), il rischio di un’ulteriore diffusione del virus in Europa è attualmente considerato da alto a molto alto per la popolazione complessiva, in particolare, per gli individui vulnerabili.

L’analisi dei modelli epidemiologici mostra che, a meno che le misure di contenimento e di riduzione della mobilità non vengano mantenute o addirittura rafforzate nei prossimi mesi, vi sarà un aumento significativo dei casi e dei decessi correlati a COVID-19. “È necessaria una rapida distribuzione del vaccino tra i gruppi a rischio e ad alta priorità, per ridurre i ricoveri in generale, quelli in terapia intensiva in particolare e i decessi dovuti a COVID-19”.

Sebbene la vaccinazione possa mitigare l’effetto delle varianti più trasmissibili e la stagionalità possa potenzialmente ridurre la trasmissione durante i mesi estivi, l’allentamento prematuro delle misure rischia di portare ad un rapido aumento dei tassi di incidenza, dei casi gravi e della mortalità”, dichiara ancora l’ECDC. Eventuali ritardi nell’approvvigionamento, nella distribuzione e nella somministrazione dei vaccini, ritarderebbero anche l’unica possibilità di alleviare le misure di contenimento.

Aspettative. Sulla base dell’attuale situazione epidemiologica, interventi di sanità pubblica immediati, forti e decisivi, sono essenziali, per controllare la trasmissione e salvaguardare la capacità di risposta dei sistemi sanitari. Ciò riguarderà tutti i Paesi del “UE” e sarà necessario garantire che le misure non farmacologiche, stratificate per rischio epidemiologico, siano rafforzate e mantenute  al fine di ridurre l’incidenza del contagio ai livelli più bassi possibili, portando così al minimo le opportunità che emergano nuove varianti.

Gestione. “È essenziale ottimizzare l’implementazione degli interventi non farmacologici”, comprese le questioni relative all’uso delle mascherine e all’apertura delle scuole. Gli approcci basati su test e tracciabilità, inclusa una forte sorveglianza delle varianti ed una pratica costante del sequenziamento, rimangono i capisaldi della risposta.

Viaggi. Devono essere bloccati gli spostamenti di persone malate o che hanno avuto contatti recenti con casi di COVID-19. Inoltre l’ECDC raccomanda di evitare tutti i viaggi non essenziali, come parte delle misure generali di distanziamento fisico. Col tempo, i programmi di vaccinazione mirati e robusti consentiranno di alleviare queste misure che hanno un peso non indifferente sulla vita dei cittadini.

Decontaminazione. Alla fine di marzo 2020, uno studio che ha ottenuto la prima pagina dei giornali di tutto il mondo, dimostrava che il coronavirus SARS-CoV-2 può persistere su plastica e acciaio inossidabile per giorni, in linea con quanto affermato dall’OMS che raccomandava la pulizia e la disinfezione di superfici molto toccate, specie nei contesti comunitari. Da allora la decontaminazione di oggetti e superfici è diventata una priorità.

Il CDC di Atlanta, spiega Nature, non è stato così drastico ma ha modificato le proprie linee guida, affermando che la trasmissione attraverso oggetti “non è considerata un modo comune di diffusione del COVID-19. Mancano prove a sostegno della reale pericolosità degli oggetti e del fatto che SARS-CoV-2 passi da una persona all’altra attraverso superfici contaminate.

Gli studi indicano con chiarezza che la maggior parte dei contagi si verifica per diffusione di aerosol (attraverso colpi di tosse, mentre si parla o si respira). La trasmissione attraverso le superfici è considerata un rischio non significativo, ma i protocolli di disinfezione restano stringenti. È più facile (e appare più sicuro, sul piano della percezione del rischio) disinfettare le superfici piuttosto che aerare gli ambienti, soprattutto in inverno.

L’OMS ha aggiornato la sua guida il 20 ottobre scorso, affermando che il virus può diffondersi “dopo che le persone infette starnutiscono, tossiscono o toccano superfici o oggetti, come tavoli, maniglie e corrimano“, quando eventuali droplets siano stati appena emessi. Gli esperti ricordano che è molto difficile escludere con certezza scientifica questo tipo di trasmissione, per cui nessuna autorità può permettersi di togliere la disinfezione dai presidi essenziali, anche perché si tratta di un’azione virtuosa, che ha ridotto di molto numerose forme di infezione, evitando di sovraccaricare i sistemi sanitari con urgenze di altra natura.

È importante però ribadire che un ambiente splendente e odoroso di disinfettante può generare una sensazione di sicurezza mal riposta: le cose più importanti rimangono il ricambio di aria frequente e l’uso corretto delle mascherine, mantenendo le distanze fisiche adeguate.

BIBLIOWEB:

Covid-19 – Situation Dashboard https://qap.ecdc.europa.eu/public/extensions/COVID-19/COVID-19.html#subnational-transmission-tab
RAPID RISK ASSESSMENT – SARS-CoV-2 – Increased circulation of variants of concern and vaccine rollout in the EU/EEA – 14th update, 15 February 2021 (in PDF allegato)
Reducing contacts to stop SARS-CoV-2 transmission during the second pandemic wave in Brussels, Belgium – August to November 2020  https://www.eurosurveillance.org/
Ministero della salute – Aggiornamento sull’uso dei test antigenici e molecolari per la rilevazione di SARS-CoV-2 (in PDF allegato)
Ministero della salute – Nuovo Coronavirus http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqlingua=italiano&id=228&gclid
Prevalenza della variante VOC 2020 12/01, lineage B.1.1.7 in Italia (in PDF allegato)
https://www.iss.it/documents/20126/0/Relazione+tecnica+prima+indagine+flash+VOC+UK+12.2.202104994?t=1613400983576
Goldman E.  Exaggerated risk of transmission of COVID-19 by fomites. The Lancet Infectious Diseases – Vol. 20, Iss 8, P892-893, Aug 01, 2020
https://doi.org/10.1016/S1473-3099(20)30561-2
https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(20)30561-2/fulltext
Guerriero, M., Bisoffi, Z., Poli, A.,et al. (2021). Prevalence of SARS-CoV-2 – Verona, Italy, April–May 2020. Emerging Infectious Diseases, 27(1), 229-232. https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/27/1/20-2740_article
SDO 2019 e Covid https://newmicro.altervista.org/?p=8194
Test rapidi e COVID-19 https://newmicro.altervista.org/?p=7940
COVID-19 Test di Laboratorio https://newmicro.altervista.org/?p=7193

  ECDC: Rapid Risk Assessment SARS-CoV-2 – Ministero della salute: Aggiornamento sull’uso dei test;  Prevalenza della variante VOC 2020 12/01, lineage B.1.1.7 in Italia - Emergence of SARS-CoV-2 Spike protein variants affecting amino acid position 677 (PDF)

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Paolo Lanzafame

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