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SDO 2019 e Covid

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SDO 2019 e Covid

Le SDO 2019 e in GU il decreto sulle codifiche per il Covid

Arriva la classificazione delle SDO per i casi affetti da Sars-Cov-2 (Covid-19). Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto (28 ottobre 2020) che pone l’obiettivo di garantire la necessaria omogeneità, nei criteri e nelle modalità di codifica delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), sul territorio nazionale e l’indispensabile uniformità di lettura dei dati epidemiologici nazionali.

Ai fini della definizione di codici specifici per classificare univocamente la malattia da Sars-CoV-2 (Covid-19) e le sue manifestazioni cliniche, il sistema di classificazione delle malattie, dei traumatismi, degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostiche e terapeutiche, per la codifica delle informazioni di carattere clinico contenute nella SDO, viene dunque integrato con i nuovi codici inseriti nel decreto.

Il Rapporto sui dati ospedalieri fotografa l’attività di ricovero e cura per acuti degli ospedali italiani, pubblici e privati, in modo affidabile e completo. La banca dati SDO, relativa all’anno 2019, è caratterizzata da un elevato livello di completezza della rilevazione, con una copertura complessiva pari al 99%. (99,8% per gli istituti pubblici e 99,3% per gli istituti privati accreditati). Nell’anno 2019 sono pervenute 8.537.262 SDO, di cui 1.950.860 con almeno un errore di compilazione, pari al 22,9% di schede errate, sul totale delle schede pervenute.

Si osserva una generale diminuzione del volume di attività erogata dagli ospedali italiani: il numero complessivo di dimissioni per acuti, riabilitazione e lungodegenza, passa da 8.339.286 a 8.193.592 unità, con una diminuzione di circa l’1,7% rispetto al 2018; il corrispondente volume complessivo di giornate, passa da 58.414.387 a 57.714.560, con una riduzione di circa l’1,2%. Il numero medio di errori, per scheda, è pari a 0,9 (era 1,4 nel 2018), con una deviazione standard di 2,6. Il numero massimo di errori per scheda si è attestato a 42 (era 38 nel 2018).

La riduzione più consistente delle dimissioni si osserva nell’attività per acuti in regime ordinario (dimissioni -2,2%, giornate -1,5%); seguono le attività per acuti, in regime diurno (dimissioni -0,8%, giornate/accessi -2,5%) e la riabilitazione in regime ordinario (dimissioni -0,1%, sostanzialmente invariate). Si osserva invece un aumento nell’attività di riabilitazione in regime diurno (dimissioni +0,5%, giornate +3,9%) e nella lungodegenza (dimissioni +1,5%, giornate +2,0%).

Rispetto al 2018, nel 2019 il tasso di ospedalizzazione per acuti, standardizzato per età e sesso in Italia, si riduce da 120,5 a 117,9 dimissioni per 1.000 abitanti, suddiviso in 90,1 dimissioni (per 1.000 abitanti) in regime ordinario e 27,8 in regime diurno (l’anno precedente i valori erano, rispettivamente, 92,4 e 28,1 dimissioni per 1.000). Si osserva sempre una discreta variabilità regionale.

Nuove SDO. Il Decreto Ministeriale 7 dicembre 2016, n. 261… “regolamento recante modifiche ed integrazioni del decreto 27 ottobre 2000, n. 380 e successive modificazioni, concernente la scheda di dimissione ospedaliera“, ha notevolmente ampliato il contenuto informativo del flusso SDO, con l’introduzione di numerose nuove variabili, a partire dall’anno 2017. Queste ultime raccolgono importanti informazioni sia di carattere amministrativo/organizzativo, sia di carattere clinico. Tra le nuove variabili:

- unità operativa di ammissione, UO di trasferimento interno/esterno, data/ora trasferimento;
– rilevazione della presenza di una diagnosi già al momento dell’ammissione del paziente;
– ora di ricovero e ora di dimissione;
- ora inizio intervento principale, data e ora inizio interventi secondari;
– identificativi dei chirurghi e degli anestesisti che hanno effettuato le procedure chirurgiche;
– ampliamento del numero di interventi secondari rilevati nella SDO;
– interventi in service;
– rilevazione del dolore (stadiazione condensata), PA sistolica, frazione di eiezione, lateralità;
- creatinina sierica.

Le nuove informazioni rilevate consentono analisi più dettagliate sull’appropriatezza organizzativa e clinica dell’assistenza sanitaria erogata nel setting ospedaliero. Definiscono altresì con maggior precisione, i percorsi diagnostico/terapeutici, nel corso degli episodi di ricovero, permettendo di valutare meglio la complessità della casistica, effettuando analisi di risk adjustment per le valutazioni d’efficacia e d’esito e valutando correlazioni fra esiti e volume di procedure, per singolo operatore (chirurgo/anestesista). I dati SDO possono fornire spunti per tutte le finalità di programmazione sanitaria e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Degenza media. Risulta pari a 7 giorni per i ricoveri di acuti e 2,5 per i diurni. Il numero medio di diagnosi compilate è di 2,5, per i ricoveri in regime ordinario e 1,6 per quelli in diurno. Per le procedure è di 3,1 in ordinario e 2,4 in diurno. Le giornate di degenza presentano una leggera diminuzione, rispetto all’anno precedente (-1,2), diminuiscono quelle in regime acuto (ordinario -1,5 e diurno -2,5) ed aumentano quelle in riabilitazione in regime ordinario (+3,9) e in lungodegenza (+2,0).

Patologie. La categoria più numerosa, esaminando le dimissioni in regime ordinario per MDC (Major Diagnostic Category), è quella costituita dalle malattie e disturbi del sistema cardio-circolatorio (14,3% del totale), seguita dalle malattie e disturbi del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo (13,2%) e dalle malattie e disturbi dell’apparato respiratorio (10%).

Mobilità interregionale. Si attesta all’8% per i ricoveri in regime ordinario e al 9,5% per quelli in regime diurno. Dei 340.381 ricoveri in riabilitazione, il 92% in regime ordinario e l’8% in regime diurno, per un totale di 8.609.684 giornate di ricovero, di cui l’81% in regime ordinario. La mobilità interregionale si attesta al 15,9% per i ricoveri in regime ordinario ed al 10,8% per quelli in DH-DS.

Spesa complessiva. Per il 2019 ammonta a circa 28,4 miliardi di euro, di cui circa 26 miliardi di euro per i ricoveri per acuti (il 91% per i ricoveri in regime ordinario), circa 2 miliardi per i ricoveri in riabilitazione (96% per i ricoveri in regime ordinario) e circa 350 milioni per i ricoveri in lungodegenza.

Liste d’attesa. Secondo i dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), nel 2020 un cittadino su 10 ha rinunciato a visite ed esami, pur avendone bisogno, per motivi legati al Covid-19, indicato da circa la metà delle persone. La quota di rinunce era stata più bassa e pari al 6,3%, in calo rispetto al 2018 (7,2%) ed al 2017 (8,1%). L’impatto del Covid-19 sulla rinuncia è stato maggiore nel Nord, con un aumento di 4,7 punti percentuali rispetto al 2019 (dal 5,1% al 9,8%); nel Centro l’indicatore è passato, invece da 6,9% a 10,3% e nel Mezzogiorno dal 7,5% al 9,0%.

Dati da “paradiso perduto”, considerando che nel 2020 le SDO ratificheranno lo “tsunami COVID-19” sui ricoveri, con un accenno già fornito dai dati ISTAT sulle visite ed esami.

BIBLIOWEB:

Decreto 28 ottobre 2020  “Integrazione dei sistemi di classificazione adottati per la codifica delle informazioni cliniche contenute nella scheda di dimissione ospedaliera e per la remunerazione delle prestazioni ospedaliere in conseguenza della nuova malattia da SARS-CoV-2 (COVID-19). Modifiche al decreto del 18 dicembre 2008”.  GU 1-2-2021 Serie generale – n. 26 (in PDF allegato)
ISTAT – Audizione Camera Deputati – Doc. XXVII, n. 18: Proposta di “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (vedi allegato)
Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero – Dati SDO 2019, Ministero della Salute, Direzione Generale della Programmazione Sanitaria – Ufficio 6  (in PDF allegato)
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_4.jsp
I numeri in sanità https://newmicro.altervista.org/?p=8161
Dieci anni di SDO https://newmicro.altervista.org/?p=7225
Sanità: le SDO come unità di misura http://newmicro.altervista.org/?p=2616

  Ministero della Salute - Decreto 28 ottobre 2020. GU 1-2-2021 Serie generale – n. 26 / ISTAT – Audizione Camera Deputati – Doc. XXVII, n. 18 / Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero – Dati SDO 2019 (PDF) 

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Giovanni Casiraghi

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