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Long term care

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Long term care

Se vi Pare

Tutti i problemi del settore dell’assistenza a lungo termine (LTC, long term care) sono stati evidenziati dalla pandemia da Covid 19.  Molti paesi dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) hanno adottato misure per contenere la diffusione dell’infezione e mitigarne l’impatto sui gruppi vulnerabili. Ciònonostante le persone anziane e gli operatori sanitari sono stati colpiti in modo sproporzionato dalla pandemia.

La crisi sanitaria sta mettendo in evidenza ed esacerbando problemi strutturali preesistenti nel settore della LTC. Tutti gli operatori sanitari sperimentano condizioni di lavoro difficili. Persistono  disallineamenti di competenze, scarsa integrazione con il resto dell’assistenza sanitaria e standard di sicurezza inadeguati o scarsamente applicati.

Il richiamo che fa l’OCSE agli stati in un suo documento sul tema sottolinea che, in prospettiva, sono necessari maggiori investimenti nella forza lavoro e nelle infrastrutture LTC per garantire livelli adeguati di personale qualificato, con condizioni di lavoro dignitose e priorità nella qualità delle cure e sicurezza.

L’Organizzazione internazionale evidenzia come “la maggior parte dei decessi per COVID 19 è tra gli anziani”, in particolare quelli di età superiore a 80 anni, che rappresentano il 50% di quelli che ricevono LTC. Le persone che vivono in casa non sono esenti da rischi, sia dal virus stesso, sia dall’isolamento sociale e dalla solitudine che possono accompagnare gli sforzi di allontanamento sociale, ma il problema delle strutture LTC è stato evidente da subito.

Mentre oggi quasi sette su dieci anziani ricevono assistenza a casa, il report precisa che per alcuni dei paesi più colpiti come Francia, Italia, Spagna e Stati Uniti, hanno visto un alto numero di morti tra i residenti nelle case di cura. In Francia, si stima che circa il 50% dei decessi totali di COVID-19 siano residenti nelle case di cura. In Belgio, la metà dei decessi per COVID ‑ 19 è avvenuta nelle strutture LTC. I numeri effettivi potrebbero addirittura essere più elevati perché molti residenti LTC non sono stati testati.

Errori di sicurezza prevenibili sono diffusi. La ricerca mostra che “oltre la metà del danno che si verifica nelle strutture LTC è prevenibile e che oltre il 40% dei ricoveri negli ospedali da LTC sono evitabili. I residenti nelle strutture LTC hanno spesso un sistema immunitario compromesso o condizioni croniche che li espongono ad un aumentato rischio di infezione, specialmente, ma non solo, durante la crisi COVID-19.

La stretta vicinanza ed il costante contatto dei residenti con il personale sanitario e altri residenti, possono facilitare la diffusione di infezioni respiratorie e di altro tipo. Di conseguenza, anche prima della crisi della COVID ‑ 19, le infezioni associate all’assistenza sanitaria erano comuni nelle LTC, come ben sappiamo da microbiologi, con una prevalenza media del 3,8% tra i residenti delle strutture LTC, nei paesi OCSE nel 2016-17”.

Personale. Numerosi i problemi sul “tavolo”. I lavoratori LTC non sempre hanno la formazione sanitaria adeguata o la capacità di implementare protocolli per ridurre le infezioni o altre attività di prevenzione. I focolai, poi, spesso acuiscono la mancanza di personale (assenteismo e malattie), Tale mancanza nel settore dell’assistenza domiciliare e dei lavoratori delle LTC, aumenta l’onere per gli assistenti informali e/o familiari. In aggiunta, la mancanza di personale medico sufficiente e qualificato e problemi strutturali, con un coordinamento insufficiente con il resto del sistema sanitario, stanno rendendo la crisi più acuta nel LTC.

Formazione. Meno di un quarto dei lavoratori delle LTC detiene l’istruzione terziaria, in tutto l’OCSE. Gli operatori di assistenza personale – che non sono qualificati come infermieri – costituiscono la maggior parte della forza lavoro LTC (70 %) e hanno requisiti di accesso al lavoro molto bassi.

Occupazione. L’occupazione precaria o non continuativa (ad es. turni, lavoro part-time o lavoro temporaneo) è comune nel settore. L’occupazione temporanea è frequente e può offrire flessibilità sia ai datori di lavoro che ai lavoratori, ma contribuisce anche all’insicurezza del lavoro nel settore, ad una minore protezione sociale ed alla mancanza di continuità per i pazienti. In media, la metà dei lavoratori delle LTC si impegna nel lavoro a turni (ad esempio solo la mattina o il pomeriggio) in 20 (su 37) paesi OCSE. Il lavoro a turni è associato ad una vasta gamma di rischi per la salute, come ansia, esaurimento e sindromi depressive. Nel 2014 il salario orario medio per i lavoratori LTC, in 11 paesi OCSE, era di 9 € l’ora, rispetto ai 14 dei lavoratori ospedalieri nella stessa occupazione. I bassi salari sono uno dei motivi dell’elevato turnover nel settore.

Italia. Molti i progetti, anche molto interessanti, ma scarsamente diffusi sul territorio nazionale. Conoscerli per poterne sfruttare i pregi potrebbe essere un buon modo di ridisegnare l’assistenza territoriale ed una visione integrata della “nuova” LTC.

Interessante la survey prodotta da Federsanità, in collaborazione con la SICS, Società Italiana Comunicazione Scientifica e Sanitaria, che ha coinvolto 238 Direttori Sanitari, di ASL e Aziende Ospedaliere, L’Advisory Board nazionale di Federsanità – ANCI, era coordinato da Angelo Rossi Mori (Area Innovazione e Sviluppo di Federsanità – ANCI). Il progetto, promosso al fine di dare un contributo al dibattito sull’innovazione tecnologica in sanità e sulla definizione di nuovi modelli organizzativi, ha portato alla realizzazione di un Vademecum operativo sull’implementazione di esperienze di tecno-assistenza.

La regione Emilia Romagna storicamente ha implementato queste attività, individuando le tematiche e sviluppando progetti “sul territorio”. In particolare, degna di nota è la pubblicazione “Prevenzione cadute negli anziani”, frutto di un gruppo di lavoro della Direzione generale Sanità e politiche sociali e per l’integrazione della Regione, di cui ha fatto parte Maria Luisa Moro.

Spunti ce ne sono (e non solo quelli trattati nell’articolo): applichiamoli!

BIBLIOWEB:

http://www.dt.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/rapporti_finanziari_internazionali/organismi_internazionali/ocse/
OCSE – Workforce and Safety in Long Term Care (in PDF allegato) – 2020
Anci -Federsanità -Servizi innovativi di cure integrate supportati dalle tecnologie digitali -2015 (in PDF allegato)
Welfare di Comunità Linee Guida – Regione Emilia Romagna – 2015 (vedi allegato)
Welfare di Comunità – casi particolari – Regione Emilia Romagna – 2015 (in allegato)
Prevenzione cadute negli anziani – Regione Emilia Romagna – 2016 (in allegato)
Malattia renale e Covid https://newmicro.altervista.org/?p=7956
Etica e (ri)organizzazione del territorio https://newmicro.altervista.org/?p=7536
Covid Insegna https://newmicro.altervista.org/?p=7359
Salute e benessere cittadino https://newmicro.altervista.org/?p=4460

 OCSE - Anci -Federsanità -  Regione Emilia Romagna: Welfare di Comunità e “Workforce and Safety in Long Term Care”, 2020 (Pdf)

Un Click per Leggere



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Paolo Lanzafame

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