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Giornata contro la violenza sulle donne

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Giornata contro la violenza sulle donne

Come ogni anno il 25 novembre si tinge di rosso

Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti. Vittime italiane in altissima percentuale (il 80,2 per cento dei casi) e con carnefici italiani, nel 74 per cento dei casi. L’aumento delle vittime femminili non conosce distinzione di latitudine: è lo stesso in Piemonte come in Sicilia. Sono agghiaccianti i dati aggiornati sulla violenza di genere in Italia, diffusi dalla Polizia di Stato, alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Non a caso l’ONU supporta, a livello mondiale, la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne perché chi commette questi odiosi reati, in definitiva, non riconosce il diritto di ogni donna di scegliere la propria vita, il proprio futuro. Riafferma la considerazione dovuta al genere femminile, promuovendo comportamenti rispettosi dei diritti umani, della persona, diffondendo principi, idee, valori che accompagnino concretamente il “NO” alla violenza.

Il fenomeno ha conosciuto una spaventosa crescita, soprattutto nell’ambito famigliare e solo una percentuale bassissima dei casi di crimini, contro la donna, viene denunciata, per paura, per omertà, per mancanza di difese adeguate. Solo quest’anno, nel nostro Paese, si sono già contate più di 100 donne uccise dalla violenza maschile. Erano oltre 120 nell’anno passato.

Unico dato consolante del report la maggiore coscienza dei delitti subiti. Sta maturando la propensione e la fiducia nel denunciare: è aumentato, insomma, il numero di vittime che considerano gli atti subiti come un reato. Effetto, si spera, anche del codice rosso, entrato in vigore ad agosto. Le vittime ed i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali e culturali ed a tutti i ceti economici.

I dati diffusi dalla Polizia di Stato indicano che chi fa violenza su una donna, ha le chiavi di casa nel 82% dei casi. Nonostante i reati come il maltrattamento in famiglia siano in diminuzione, il numero delle vittime di sesso femminile è in aumento e le donne sono quasi sempre italiane, come i loro autori. Tra le non italiane a denunciare più di altre sono le rumene. Maltrattamenti, atti di stalking, violenze sessuali, percosse, nel 60% dei casi sono commessi dalla stessa figura: il partner o l’ex partner.

Il femminicidio negli ultimi dieci anni è rimasto praticamente stabile. E’ comunque preoccupante, a fronte del fatto che gli omicidi con vittime di sesso maschile sono diminuiti del 50% nello stesso periodo. Nel 2019, il 34 per cento delle vittime per omicidio è donna. Le statistiche della Polizia di Stato evidenziano come cambia l’incidenza percentuale sul femminicidio: si tratta di straniere nel 67 per cento dei casi, mentre per le altre forme di violenza le vittime italiane sono la maggioranza: raggiungono l’80%.

Armi da taglio e oggetti contundenti sono stati finora i più utilizzati, mentre si sono dimezzati i femminicidi commessi con armi da fuoco. Una vittima su due lascia figli piccoli e nel 18 % dei casi l’autore del delitto si toglie la vita. La violenza contro le donne ha assunto proporzioni così allarmanti da richiedere di essere posta tra le priorità nelle agende politiche dei Comuni.

Lo testimoniano la circolare ANCI, nella quale si invitano tutti i comuni d’Italia a esporre la bandiera a mezz’asta e la Campagna “panchina rossa” che sollecita le amministrazioni civiche di tutta Italia, a farsi promotrici di atti e iniziative per affermare una cultura del rispetto dei diritti. Il simbolo invita alla riflessione ed alla sensibilizzazione contro il doloroso e sanguinoso fenomeno della violenza, in famiglia e sulla donna. La panchina viene posizionata in un parco pubblico e viene dedicata a tutte le donne vittime di atti di violenza.

Altre iniziative hanno ormai un valore storico e di forte richiamo mediatico. Basti pensare alle “scarpette rosse” o al progetto I.R.Ma., coordinato dal Comitato Pari Opportunità della Città di Torino, finanziato dalla Regione Piemonte. Ha realizzato un portale sulle tematiche di genere e di pari opportunità, accessibile a tutti i cittadini ed in particolare a tutti i dipendenti del Comune di Torino, per una “In-formazione” di Rete, al fine di sensibilizzare ed l’educare al Main-Streaming di genere ed alle pari opportunità.

Una delle nuove iniziative è quella delle “donne di carta”, per ricordare chi ha subito violenza e sensibilizzare la popolazione contro tale fenomeno. Anche la Regione Lombardia si è dotata di un portale dedicato, “non sei da sola” e un po’ tutte le regioni hanno iniziative sul tema. Non bisogna chiudere gli occhi di fronte a tale fenomeno: concludiamo con la frase del banner della regione Toscana, di seguito evidenziata:

Donne

BIBLIOWEB:

Circolare ANCI dedicata allaGiornata Internazionale contro la violenza sulle donne(in PDF allegato)
ONU Italia https://www.onuitalia.it/25-novembre-giornata-internazionale-per-leliminazione-della-violenza-contro-le-donne/
ONU https://www.unric.org/it/attualita/27169-onu-giornata-internazionale-per-eliminazione-violenza-contro-donne-conferenza-stampa
IRMA http://www.irma-torino.it/it/index.php/presentazione-del-portale-irma
Non sei da sola https://www.nonseidasola.regione.lombardia.it/wps/portal/site/nonseidasola/25-novembre-2019
La Sanità è donna http://necro.altervistawmi.org/?p=6376
Linee guida contro la violenza sulle donne http://newmicro.altervista.org/?p=3852
Sulle denunce di Reati di soggetti deboli http://newmicro.altervista.org/?p=3283
Remember MGF http://newmicro.altervista.org/?p=3342

Gender Oriented http://newmicro.altervista.org/?p=2817

 Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” – circolare ANCI, 2019 (PDF)

 

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Elisa Vian

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