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Antibiotico-resistenza

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Antibiotico-resistenza

Le sette mosse SITI per combatterla

Super bug e nuovi meccanismi molecolari: il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è in continua espansione e pone nuove sfide. Pur costituendo un problema globale, le differenze epidemiologiche tra i vari Paesi sono rilevanti e sono determinate dalle diverse politiche di uso degli antibiotici (in clinica, medicina veterinaria ed in agricoltura) e dall’estensione e intensità delle pratiche di “infection control”, innescando inevitabilmente problemi sia di ordine clinico sia per la sanità pubblica.

Si stima che la resistenza agli antibiotici causi nel mondo 700.000 decessi /anno, con un trend in crescita che potrebbe raggiungere, in assenza di provvedimenti efficaci e coordinati, i dieci milioni nel 2050. La stima è del “Interagency Coordination Group (IACG) on Antimicrobial Resistance”, istituito da ONU e OMS nel 2016, nel rapporto pubblicato ad aprile 2019.

La resistenza antimicrobica si è globalizzata, può estendersi con lo spostamento di persone e animali o con gli scambi di alimenti o altri possibili veicoli. Anche per questo è necessario che siano coordinati gli sforzi a livello continentale e mondiale. In Europa si registrano oltre 670mila infezioni da germi multi resistenti ogni anno, con 33mila decessi. Sempre l’Europa è arrivata a proporre un “fun game”  per insegnanti e studenti sul tema, a scopo educativo.

Tra i Paesi europei, l’Italia è uno di quelli più colpiti, con circa 10mila morti l’anno (ECDC, 2018). Per fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per contrastare il fenomeno dell’antibiotico resistenza, integrando tutti i settori interessati, secondo l’approccio one-health, il Ministero della Salute ha sviluppato il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza 2017-2020 (PNCAR) e la “FNOMCeO” sta proponendo un corso specifico ECM dedicato.

Le azioni da attuare per contrastare il fenomeno dell’antibiotico resistenza interessano direttamente gli specialisti in Igiene e Sanità Pubblica, sia per gli aspetti organizzativi sia per le attività di specifica competenza. Dalla Società d’Igiene un utile vademecum con 7 mosse per contrastarla: intensificazione dei controlli, uso prudente degli antibiotici, sviluppo di sistemi a sorveglianza attiva, aumento delle coperture per vaccino antinfluenzale e test microbiologici nelle cure primarie. Emerge nettamente l’importanza di reti di laboratori microbiologici efficienti.

Vediamo alcune delle “Best Practice” suggerite dalla “SITI” (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) per fermare l’impatto della resistenza antimicrobica.

1) Intensificazione dell’infection control. Da attuare negli ospedali e nelle strutture sociosanitarie, compresa la promozione dell’igiene delle mani e la sanificazione e disinfezione degli ambienti, degli oggetti e delle attrezzature. I batteri multi-resistenti possono essere trasmessi tra individui e “cose”, determinando l’insorgenza ed il mantenimento di veri e propri focolai epidemici.

2) Antimicrobial stewardship. Intesa come promozione di attività per un prudente uso degli antibiotici, tramite programmi di formazione per i professionisti e campagne informative rivolte alla popolazione. Il tasso di antimicrobico resistenza può ridursi se si interrompe, per congrui periodi, l’esposizione a tali farmaci.

3) Vaccinazione antinfluenzale. Estensione della copertura per contenere le occasioni di utilizzo improprio degli antibiotici.

4) Sviluppo di sistemi di sorveglianza attiva. Alla base viene posta la disponibilità tempestiva di informazioni epidemiologiche dettagliate a livello locale, regionale e nazionale: l’epidemiologia dell’antibiotico resistenza mostra variazioni tra aree geografiche vicine. E’ conseguente la necessità clinica di disporre di dati affidabili, per le decisioni sull’antibiotico terapia ragionata e per la profilassi chirurgica.

5) Implementazione della sorveglianza ambientale. Batteri multi-resistenti, antibiotici e loro metaboliti di origine umana, animale e ambientale si ritrovano nelle acque e nel terreno.

6) Promozione dell’uso di test microbiologici nelle cure primarie. E’ importante stabilire, differenziandola microbiologicamente, l’eziologia virale o batterica di una infezione.

7) Sviluppo di reti di laboratori microbiologici efficienti. La loro interazione con i clinici è fondamentale per favorire l’accessibilità alle tecnologie di diagnostica rapida, ridurre le terapie antibiotiche empiriche e/o inappropriate.

Proposte interessanti sia dal punto di vista organizzativo che professionale. L’ultimo punto poi, come può non trovarci entusiasti sostenitori?

BIBLIOWEB:

Antibiotico-resistenza. Protocollo 2019 sulla sorveglianza nazionale http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3609
Sito ISS https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/antibiotico-resistenza
e-Bug. Fun games and teaching resources about microbes and antibiotics https://e-bug.eu/
European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Come si diffonde la resistenza agli antibiotici? https://antibiotic.ecdc.europa.eu/sites/eaad/files/images/antibiotic-resistance-spread-IT.jpg
EpiCentro (ISS). Resistenze agli antibiotici https://www.epicentro.iss.it/antibiotico-resistenza/
Ministero della Salute. Uso corretto degli antibiotici negli animali da compagnia Ministero della Salute. Uso corretto degli antibiotici negli animali da compagnia http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_234_allegato.pdf
Rapporti Istisan “18/22 – Ar-Iss: sorveglianza dell’antibiotico-resistenza in Italia. Rapporto del quinquennio 2012-2016” (in PDF allegato)
“Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2660
SITI – banca delle soluzioni http://www.sitinazionale.org/bds/
Antibioticoresistenza: parliamone…  http://newmicro.altervista.org/?p=6642
FAD in MED & Antimicrobial Stewardship https://www.fadinmed.it/

 Rapporti Istisan  18/22 – AR-ISS: Sorveglianza dell’antibiotico-resistenza in Italia. Rapporto del quinquennio 2012-2016  (PDF)

 Un Click per Leggere
 



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Elisa Vian

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