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Klebsiella hospitalensis

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Resistenza ai carbapenemi, studio genomico e duodenoscopi

“Nun zai c’a lo spedale ce se more?” (L’Ammalaticcio, G.G. Belli 13/1/1837). Il sonetto del Belli torna inevitabilmente alla memoria, dopo aver letto la conclusione dell’articolo uscito su Nature Microbiology, che identifica gli ospedali europei come “untori” nella diffusione di ceppi di Klebsiella pneumoniae resistenti agli antibiotici.

L’allarme lanciato dall’Università di Friburgo e dal Center for Genomic Pathogen Surveillance inglese, deriva dall’indagine a livello europeo sulla famiglia delle Enterobacteriaceae, in cui sono stati analizzati i genomi di 1.700 campioni di K. Pneumoniae, prelevati da pazienti in 244 ospedali di 32 Paesi.

Lo studio ha dimostrato che i ceppi KPC, ottenuti dallo stesso ospedale o da ospedali dello stesso Paese, sono più simili tra di loro rispetto a ceppi provenienti da ospedali di Paesi diversi. I ricercatori hanno confermato l’importanza del meccanismo della produzione degli enzimi carbapenemasi nel determinare la resistenza e, nello stesso tempo, l’appartenenza dei ceppi resistenti ad un piccolo numero di cloni, cosiddetti “ad alto rischio”. Allo studio europeo, hanno partecipato anche ricercatori italiani dell’Università di Firenze e dell’Istituto Superiore di Sanità.

I numeri storici “parlano” di 341 morti nel 2007, in Europa, causate da KPC. Nel periodo fino al 2015 il numero di decessi è aumentato di sei volte (2.094). L’alta mortalità è dovuta al fatto che una volta che i carbapenemi non sono più efficaci, restano poche altre opzioni. I neonati, gli anziani e gli individui immuno-compromessi sono le classi particolarmente a rischio.

K. pneumoniae ha sviluppato, nel tempo, resistenza a diverse classi di antibiotici, compresi appunto i carbapenemi che rappresentano al momento i farmaci di ultima risorsa per la cura delle infezioni invasive da Enterobatteri multiresistenti. L’Italia è il paese europeo nel quale il problema KPC ha assunto le maggiori dimensioni, rappresentando una vera minaccia per la sanità pubblica.

Ogni anno nel nostro paese si registrano oltre 2.000 casi di batteriemie da K. pneumoniae (dati della sorveglianza coordinata da ISS), soprattutto in persone anziane, ricoverate in reparti ad alto rischio come la Terapia Intensiva. Limitare la diffusione delle infezioni all’interno delle strutture sanitarie, è una delle priorità del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) del Ministero della Salute. Uno degli indicatori previsti è proprio la diminuzione della percentuale dei ceppi KPC.

Gli strumenti per arginare il fenomeno ci sono: la buona igiene ospedaliera, con l’identificazione precoce e l’isolamento dei pazienti portatori. Lo studio sottolinea anche l’importanza del controllo  e della sorveglianza genomica, dei batteri resistenti agli antibiotici, al fine di rilevare il più presto possibile nuovi ceppi resistenti.

Possiamo dare per assodato che nel caso delle KPC, gli ospedali siano il fattore facilitatore della trasmissione: questi patogeni si stanno diffondendo da persona a persona, principalmente all’interno delle nostre strutture sanitarie. Ad integrazione delle misure preventive, proponiamiamo un percorso di sorveglianza dei Duodenoscopi e della Colangio-Pancreatografia Endoscopica Retrograda – ERCP, come recentemente sottolineato al 6°congresso nazionale NewMicro nella relazione della Dottoressa Biscaro.

La ringraziamo sentitamente per aver concesso a tutti noi le sue diapositive: le proponiamo in e-book allegato.

BIBLIOWEB:

Biscaro V. – Duodenoscopio come potenziale causa di sepsi da Klebsiella pneumoniae KPC – Atti del 6° congresso Newmicro “Cambiano gli scenari e i contesti: nuove sfide per il microbiologo clinico ” Bardolino 27-29 marzo 2019 (Ptx-FlipBook allegato)
Sartor A. – Il contributo dell’automazione nell’esame urine: valore aggiunto e nuove potenzialità diagnostiche – Urinology, Padova 5-6 giugno 2019 (Ptx-FlipBook allegato)
S  David, S  Reuter, S  R. Harris,et al. The EuSCAPE Working Group, the ESGEM Study Group.  J. Feil, G  M  Rossolini, D  M. Aanensen & H  Grundmann – Epidemic of carbapenem-resistant Klebsiella pneumoniae in Europe is driven by nosocomial spread -Nature Microbiology (2019),  Published: 29 July 2019 https://www.nature.com/articles/s41564-019-0492-8#Abs1
Antibiotico resistenza: il trasferimento dei pazienti da un ospedale all’altro aumenta la diffusione di ceppi di Klebsiella pneumoniae resistenti – ISS https://www.iss.it/?p=4121
Epidemiologia e nuove resistenze http://newmicro.altervista.org/?p=6285
Sorvegliare le resistenze: chi, come, dove e quando http://newmicro.altervista.org/?p=6159
Saggi molecolari – Enterobatteri MDR http://newmicro.altervista.org/?p=6056
Criteri di scelta http://newmicro.altervista.org/?p=5791
L’antibioticoresistenza resiste http://newmicro.altervista.org/?p=5719
Qualità del Servizio e del dato http://newmicro.altervista.org/?p=5702
Infezioni ospedaliere: in Italia siamo ultimi http://newmicro.altervista.org/?p=5471
Antibiotico resistenza Upgrade sorveglianza http://newmicro.altervista.org/?p=5412
Smart Antimicrobial Stewardship http://newmicro.altervista.org/?p=5177
Antimicrobial Stewardship e Commento microbiologico http://newmicro.altervista.org/?p=4533

  Duodenoscopio come potenziale causa di sepsi da Klebsiella pneumoniae KPC – V. Biscaro _ Atti del 6° congresso Newmicro “Cambiano gli scenari e i contesti: nuove sfide per il microbiologo clinico ” _ Bardolino, 27-29 marzo 2019 ” (Ptx-FlipBook)

Un Click per Leggere

  Il contributo dell’automazione nell’esame urine: valore aggiunto e nuove potenzialità diagnostiche - A. Sartor _  Urinology, Padova 5-6 giugno 2019 (Ptx-FlipBook)

Un Click per Leggere



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